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Dal 17 al 23 maggio

Presentata la “CAME Cup - Città di Cervia”, nuovo Challenger ATP 50

In foto: I relatori al termine della conferenza stampa
I relatori al termine della conferenza stampa
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 8 min
Mar 28 Apr 2026 18:05 ~ ultimo agg. 18:23
Tempo di lettura 8 min

Cervia si appresta ad accogliere di nuovo il grande tennis internazionale. Trentacinque anni dopo il torneo Challenger Series vinto dall’italo-svizzero Claudio Mezzadri (in quel caso al Circolo Tennis di via Jelenia Gora), è infatti in programma da domenica 17 a sabato 23 maggio la “CAME Cup – Città di Cervia”, nuovo Challenger Atp 50 (montepremi 56.700 euro) sui campi in terra battuta del Circolo Polisportiva 2000 Tennis (via Maccanetto 12), teatro negli ultimi due anni di un torneo Future ITF maschile. L’evento, in calendario nella settimana immediatamente successiva agli Internazionali BNL d’Italia di Roma, è stato ufficialmente presentato con una conferenza stampa svoltasi nella Residenza Municipale, nella sala del Consiglio Comunale.

“Con piacere apro questa presentazione di un evento così importante, che già alla terza edizione ha conosciuto un significativo upgrade - ha sottolineato nel suo saluto il Commissario Straordinario del Comune, Michele Formiglio -, ulteriore riprova del fatto che Cervia è una città che ama molto lo sport nelle sue varie discipline. Fra l’altro il tennis è uno sport che vive un momento d'oro, non a caso l’Italia ha il numero uno del mondo e numerosi altri giocatori ai vertici delle classifiche, facendo sì che tanti giovani si avvicino a questa disciplina, aspetto ancora più da evidenziare se consideriamo le situazioni difficili o gli scandali che stanno vivendo purtroppo altri sport nel nostro Paese. Insomma Cervia è all’avanguardia su questo ambito e lo sarà anche in futuro: ha investito tanto nello sport e continuerà a farlo proprio per i valori positivi che lo accompagnano. E in tal senso desidero ricordare che solo qualche giorno fa, sempre nella stessa location, si è concluso il torneo internazionale di wheelchair, a rimarcare una volta di più l’attenzione all’inclusione e l’ospitalità ddi questa città. Non posso che augurare alla manifestazione le migliori fortune, nella convinzione che sarà un evento interessante non solo dal punto di vista tecnico”.

“Per noi è davvero un vanto aggiungere un altro nuovo Challenger ATP a quelli che già si svolgono nel nostro territorio” le parole di Gilberto Fantini, presidente del comitato regionale Fitp, ribadendo come l’Emilia-Romagna è la regione italiana che “ha il maggior numero di città che organizzano manifestazioni internazionali, fondamentali in termini di promozione in questo momento speciale del tennis”.

“Il grande merito della Polisportiva 2000 è stato quello di scalare la progressione dei tornei in maniera significativa, salendo alla categoria Challenger dopo due edizioni come Future ITF: segno che la passione e soprattutto la competenza organizzativa vengono premiate a tutti i livelli, così come vengono premiate le istituzioni, in primis Comune e Regione, quelle che con il loro contributo permettono anche a piccole realtà di provincia di affacciarsi nel panorama del tennis internazionale, credendo che lo sviluppo del tennis sia anche promozione e sviluppo del territorio e dell’ospitalità della Romagna. Tale punta di diamante dell’attività rappresenta un esempio anche per altri circoli, che possono pensare in prospettiva al salto sulla scena internazionale, perché i tornei Challenger sono quelli che consentono ai nostri giovani talenti di cimentarsi con giocatori presenti da tempo nel circuito professionistico. Vedere poi che tra i tennisti già ammessi in tabellone ci sono alcuni emiliano-romagnoli è un ulteriore motivo d’orgoglio. Da parte mia non posso che ringraziare tutti coloro che hanno consentito la realizzazione di questo torneo così importante, a cominciare dagli organizzatori”.

La palla è passata proprio ai dirigenti della Polisportiva 2000 Tennis, rappresentata dal presidente Maurizio Tappi, il vice presidente Luigi Medri e il direttore tecnico Enzo Bonaldo. “Credo di non esagerare se dico che probabilmente siamo uno dei circoli più piccoli al mondo ad organizzare un evento di tale portata – ha esordito Tappi con un sorriso – e questo ci rende orgogliosi. Riteniamo di aver messo in campo tutta la nostra forza organizzativa e garantiamo il massimo impegno per far sì che la città venga rappresentata al meglio, quello che è uno dei nostri scopi principali, ovvero far conoscere Cervia attraverso questo evento, che si va ad aggiungere a una ricca serie di iniziative. Nostra intenzione è di renderlo il più possibile fruibile a tutti, specie ai più giovani, quindi valuteremo nei prossimi giorni se adottare o meno un biglietto d’ingresso solo nelle giornate conclusive. Faremo tutto il possibile per essere all’altezza, il presidente Fantini ne è convinto e di lui mi fido, per cui speriamo davvero di far fare bella figura alla nostra città”.

Il compito di entrare più sugli aspetti tecnici è toccato a Michele Montalbini, deus ex machina della macchina organizzativa, e a Carlos Bernardes, che a poco più di tre mesi dall’esordio come  direttore del torneo (al Challenger di Cesenatico di inizio febbraio), nuovo capitolo della sua lunga storia d’amore con lo sport della racchetta, torna in riva all’Adriatico con lo stesso ruolo. “Aver portato un Challenger ATP a Cervia, che è un po’ la mia seconda casa e per me una delle città più belle del mondo, è un sogno che si realizza – ha affermato Montalbini –. Lo dissi oltre una decina di anni fa durante la premiazione di un altro storico torneo alla Polisportiva 2000 e da lì è partita una sorta di sfida per portare un evento di questo valore in un ambiente dove tutti lo possano vedere, in particolare i ragazzi. Far vivere ai più giovani un’esperienza di questo tipo, con i valori che racchiude lo sport, è la vera vittoria per gente come noi che viene dal campo”.

“Sono onorato per l’invito che mi è stato rivolto a ricoprire il ruolo di direttore del torneo – ha affermato il brasiliano, da tempo trapiantato nella bergamasca per ragioni di cuore, che a fine 2024 ha chiuso la carriera come arbitro di sedia del tour –. Fin da subito, oltre alla qualità del cibo romagnolo, migliore di tanti eventi di punta del circuito in cui ho lavorato, mi ha colpito la passione e il calore con cui le persone partecipano ai tornei. Voglio dire al presidente del circolo che non è la grandezza del club a fare la riuscita di una manifestazione, ho visto la struttura, davvero bella e accogliente, con gli spettatori vicino al campo e ai giocatori, e lo stesso vale per la città, che ha un feeling speciale con lo sport. Quando lavoravo come arbitro era bellissimo il clima che si respirava nei campi più raccolti come dimensioni, qui ci sono gli ingredienti per realizzare un grande torneo e sono sicuro che ci sarà una notevole risposta del pubblico. A maggior ragione guardando la qualità dell’entry list, di buon livello per un Challenger 50. Qualche nome? Oltre ai tennisti italiani beniamini dei tifosi locali segnalo la presenza di Moise Kouame, 17enne francese che gioca davvero bene e in patria è già un idolo, per tanti predestinato ad arrivare ai vertici. E un altro giovanissimo da seguire è il bulgaro Ivan Ivanov, n.1 del mondo junior nel 2025”.

In cima alla lista degli iscritti figurano gli argentini Santiago Rodriguez Taverna (n.255 Atp) e Guido Ivan Justo (n.257), seguiti dallo statunitense Stefan Dostanic (n.268), l’uruguaiano Franco Roncadelli (n. 273) e l’altro americano Mitchell Krueger (n.278), poi il primo italiano, il toscano Michele Ribecai (n.281). 

Entry list alla mano, sono al momento altri due gli atleti italiani certi di essere ammessi in tabellone con la loro classifica: il mancino ravennate Federico Bondioli (n.329) e il reggiano Andrea Guerrieri (n.338), fresco vincitore del suo primo titolo Challenger al Garden Roma partendo dalle qualificazioni.

Hanno comunque fondate speranze di trovare posto nel main draw, essendo tra i primi nella lista degli “alternates”, anche il siciliano Gabriele Piraino, Carlo Alberto Caniato, classe 2005 e romagnolo d’adozione in quanto fa base nell’Accademia del Villa Carpena Forlì, e Filippo Romano, altro 2005 emergente.

Senza trascurare poi le wild card a disposizione di organizzatori e Federazione italiana: aspettando le scelte del settore tecnico, che arriveranno solo pochi giorni prima dell’inizio del torneo, tra i papabili per un “invito” c’è Jacopo Vasamì, classe 2007, semifinalista al Garden Roma. “Come per gli altri tornei internazionali in Italia esiste un accordo con la federazione, che è titolare di due delle tre wild card per il tabellone principale e altrettante per le qualificazioni – ha spiegato Montalbini - con l’obiettivo di aiutare i giocatori di questo Paese, in particolare i giovani, a costruirsi una migliore classifica. Abbiamo qualche idea ma, tenendo conto degli impegni che si susseguono nel circuito, dobbiamo attendere le indicazioni del settore tecnico”.

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