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Nuova Rimini Calcio: gli imprenditori riminesi si presentano alla città

In foto: Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
di
Roberto Bonfantini
   
Tempo di lettura 19 min
Tempo di lettura 19 min

La cordata di imprenditori riminesi che presenteranno al Comune la loro manifestazione d’interesse per far ripartire la Rimini Calcio presenta agli organi d'informazione il suo progetto. La conferenza stampa si svolge all'Hotel Savoia di Orfeo Bianchi, uno degli imprenditori che fa parte della cordata.

Diretta su Icaro TV (canale 18) e diretta streaming su Icaroplay dalle ore 11:00.

Lunedì alle 22:00 su Icaro TV puntata speciale di Calcio.Basket dedicata alla ripartenza della Rimini Calcio.

Al tavolo dei relatori Antonio Cocciolo, Orfeo Bianchi, Massimiliano Alvisi, Giuliano Lanzetti e Marco Lombardi.

Prende per primo la parola Massimiliano Alvisi. "L'obiettivo di questo incontro con la stampa è dare un volto riguardo alla compagine che si candiderà al bando per la nuova Rimini Calcio. Facciamo parte di un gruppo di persone che nasce da un'idea di Giuliano Lanzetti e Orfeo Bianchi. Ci siamo buttati a capofitto per capire come poter fare questo tipo di progetto. Parleremo come tutto fatto, anche se ovviamente dovremo partecipare al bando e di definito non ci può essere ancora niente. Per completare l'inserimento con Marco Lombardi, col quale ci siamo confrontati già dalle prime riunioni. Cocciolo è invece arrivato in un secondo momento, grazie ai rapporti con Orfeo (Bianchi, ndr). Poi daremo spazio ad una persona molto importante per il progetto (il riferimento è a Giorgio Grassi, presente in sala, ndr). Per quanto concerne il lato economico si è scelta la strada di creare una compagine di più persone, poi vi aggiorneremo sulla possibilità di allargamento. Le due cose principali sono: il reperimento delle risorse e il reperimento delle competenze. Noi oggi siamo coloro che vorrebbero essere, con un'organizzazione calcistica dedicata per la categoria di competenza, una compagine con un progetto giovanile, e l'ultimo concetto, ma forse il più importante, è quello di aggregazione: la bellezza di ritrovarci tra settori e competenze diverse, ma con un obiettivo unico. Il piano è di cinque anni. Con incaricati a livello sportivo, amministrativo e di marketing, vogliamo costruire un piano di tutte le persone che aiuteranno. Ognuno di noi ha delle competenze che porterà dentro il progetto, rispettando i professionisti che andremo a scegliere. Non entro nell'aspetto sportivo. Oggi non vi diamo i nominativi perché oggi non abbiamo titolo di nulla. Abbiamo un impegno con le persone che ci hanno dato la loro disponibilità. Nel momento in cui ci dovesse essere assegnato il bando poi tutto sarà formalizzato. Oggi possiamo solo dirvi: "ci siamo strutturati". C'è poi un aspetto di collegamento con tutte le società del territorio. Il bacino d'utenza di scuole calcio dove un giocatore può nascere, l'aspetto sportivo è collegato a tutto quello che c'è, vogliamo costruire un territorio di sport, un territorio di eventi. Quello che non ci manca sono le idee: vogliamo rendere la Rimini Calcio il più vicina possibile a tutti. Noi veniamo dai tifosi. Nella vita professionale c'è stata la possibilità di mettere a disposizione del progetto le nostre risorse economiche. Giorgio Grassi entra dopo. La bellezza di questo percorso è che in questi due mesi abbiamo lavorato in maniera molto silenziosa, perché prima abbiamo preferito mettere giù una strategia chiara, per poi poterci presentare nel modo giusto. E poi ci siamo confrontati con Giorgio (Grassi, ndr), tutta la competenza tecnica e la storia sarà importante per evitare tutti gli errori possibili".

Il secondo a parlare è Giuliano Lanzetti: "La passione per il Rimini nasce da quando avevamo 13-14 anni e riuscivamo a stampare qualche striscione. Abbiamo vissuto anche momenti tristi, come quando si vendevano i biglietti per la lotteria per il fallimento del Rimini. Oggi ci siamo magari in una veste più importante. Il Rimini non si prende, ma si restituisce alla città. Oggi abbiamo un quorum di dieci imprenditori, per affrontare un campionato, nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, perché ci sono 150mila euro del titolo o altri balzelli che qualcuno si deve sorbire. Quando abbiamo iniziato a dire la nostra idea a familiari e amici tutti ci hanno detto di non farlo, perché con il calcio ti scotti, e ti scotti parecchio. Non ci aspettavamo un'affluenza così numerosa. Come soci fondatori abbiamo stabilito una campagna di adesione da 50mila euro. Riusciremo comunque ad andare incontro a chiunque vorrà dare una mano. Servirà tantissimo la comunicazione. Il nostro progetto fino a ieri non era neanche pensabile. Invece oggi ne siamo certi: la strada esiste, in una modalità diversa, non con un'unica persona che debba caricarsi il peso di tutto, le società del passato hanno avuto un impatto troppo grande con decisioni e debiti che vanno ad aumentare. Oggi siamo dieci e siamo già pronti, ma immaginate se diventassimo 15 o addirittura 20. Vorrebbe dire avere il doppio di quello che abbiamo messo finora a budget. Noi ci abbiamo messo la faccia, siamo usciti allo scoperto. Nessuno di noi è interessato a ricavare da questo visibilità, e nessuno di noi ambisce ad avere un ritorno economico, la società sarà senza scopo di lucro. L'aiuto che ci deve arrivare dall'esterno è di supportare un sogno. La nostra domanda è: perché non dai anche tu il tuo contributo? Questo farà in modo che tutti quanti saremo partecipi per avere quell'energia, e questo è un vantaggio rispetto a un unico personaggio che viene tirato da mille parti fino a indebitarsi. Rispondo già a una critica che ho già sentito: troppi galli nel pollaio. Le aziende più grandi funzionano così, con un C.d.A. Questo vuol dire dare il meglio".

https://www.icaroplay.it/programmi/nuova-rimini-calcio-le-interviste-a-giuliano-lanzetti-orfeo-bianchi-e-massimiliano-alvisi/

Marco Lombardi: "Volevo inizialmente dare un'idea del perché uno dopo tanti anni decide di rimettersi in un'avventura che spesso ti sconsigliano di fare. Io ho partecipato negli anni Ottanti per una decina d'anni alla gestione della Rimini Calcio. Sono convinto di aver fatto un buon lavoro, perché i bilanci erano un disastro. Con risorse adeguate ho provato poi a riportare il Rimini in C1, siamo stati in lotta fino alla fine, ma non ce l'abbiamo fatta. Quella è rimasta un'incompiuta a un bel lavoro che avevamo fatto. Le storie della vita a volte ti portano a ripercorrere certe strade. È intervenuto un rapporto di amicizia con l'avvocato Samorì per entrare nella Rimini Calcio, mi riferisco a qualche anno fa. L'avvocato Samorì ha posto come condizione che ci fosse un partner riminese che lo assecondasse in questa impresa. Questa cosa non si è mai concretizzata. Chi è nel nostro ambiente sa che non c'è nessuno che può prendersi una società da solo. Nei decenni passati nessuno dei grandi imprenditori si è mai voluto avvicinare. Noi abbiamo anche un'idea per coinvolgere i tifosi e tutti quelli che vogliono partecipare. Ci deve essere la possibilità per i dirigenti di garantire la continuità della società e la molla nel provare soddisfazione nello svolgere un certo ruolo. Quello che possiamo promettere non sono investimenti roboanti, premesso che per la categoria in cui siamo non stiamo comunque parlando di un investimento inadeguato. Possiamo garantire una continuità di gestione, che è più importante. Questa è la maggiore garanzia che Rimini come città deve avere. Concludo dicendo che in questa mia esperienza mi ha spinto il ricordo che attraverso questo mio impegno si possano prendere una rivincita persone che non ci sono più come Gastone Montesi e Dino Cappelli, che possano vedere che il calcio non è stato abbandonato ed è in buone mani".

Antonio Cocciolo: "Io rappresento 3C Travel, un tour operator leader a Rimini per l'incoming. Ringrazio Giuliano (Lanzetti, ndr) e Orfeo (Bianchi, ndr), i padri fondatori di questo progetto. Grazie a Massimiliano (Alvisi, ndr), che si sta prodigando a portare tanta gente, come oggi, e a Marco Lombardi, che sta organizzando tutta la parte burocratica per partire con questa bellissima esperienza. Ci sono due cose che ci accomunano: l'amore per Rimini e la passione per il calcio. Un ringraziamento alla città di Rimini, alla sua gente, per tutto quello che mi ha dato in questi anni. Con la promessa, insieme a questo gruppo di imprenditori, di riportare il Rimini nella serie e al livello calcistico che merita".

Orfeo Bianchi: "È stato un percorso in cui a volte abbiamo zoppicato un po' perché siamo dei neofiti. C'era un direttore generale (il riferimento è, come sarà spiegato più avanti, a Paolo Carasso, ndr), poi sono state fatte altre scelte. Noi vogliamo bene alla Rimini Calcio. A differenza di altri noi siamo di Rimini, ci mettiamo la faccia e garantiamo in modo assoluto la volontà di tutte le cose che verranno fatte. Ci siamo dati un tempo di almeno cinque anni. Oltre alle scelte sportive, di chi si occuperà della parte tecnica e amministrativa, il nostro compito sarà quello di aggregare altre forze. Pensiamo di poter fare queste scelte nel modo giusto per il successo della Rimini Calcio. Siamo ambiziosi anche personalmente. Tutte le persone che sono qui, e anche quelle che arriveranno, sono ambiziose. Siamo consci di poterlo fare. Tutto il resto verrà costruito mano a mano. Quello che faremo sarà dato dalle nostre scelte. Tutto dipenderà da noi e dall'accoglienza che avremo in città. Se non saremo capaci di farci accoglierci sarà un nostro difetto, dobbiamo essere attrattivi. Solo questo potrà salvare il Rimini".

Viene poi invitato al tavolo Giorgio Grassi, già presidente del Rimini F.C., rimasto nella prima parte della conferenza stampa seduto in platea. "Il fallimento del Rimini è una ferita ancora aperta - attacca con emozione -. Io mi sono sentito come Cincinnato, quello che fu chiamato durante la Repubblica, che prese l'esercito e poi tornò a fare il contadino. Il mio sogno è di tornare a fare il Cincinnato. Ho le terre, un'azienda che è diventata grossa perché la Grabo esporta negli Stati Uniti d'America, che è finita in recessione. Il mio settore è stato un po' colpito. Mi sono andato a riprendere il progetto che avevamo preparato con Buldrini quando facemmo ripartire il Rimini. Avevamo scritto tanto, poi c'eravamo solo noi in gara. Non sono qui per dire che è colpa di qualcuno per come sia finita. Io venivo dalla Fya Riccione, che nell'anno in cui ho preso il Rimini era stata promossa in Eccellenza. Come Rimini facemmo con la Fya Riccione due bellissime partite. Erano due realtà che erano vicine, solo che Rimini aveva ben altro potenziale. C'erano già tutte le idee che io passerò a questi ragazzi (il riferimento è agli imprenditori che gli sono seduti di fianco, ndr). Voglio esprimere la mia massima soddisfazione, il mio massimo apprezzamento, perché all'interno di questa compagine ci sono delle competenze che se avessimo avuto allora sono sicuro sarebbe finita in altro modo. Noi volevamo partire con un campionato di assestamento, poi ci dissero: "ma come, il Rimini deve vincere!". E arrivarono procuratori, arrivarono Ricchiuti, Scotti e tanti altri giocatori. Avevamo uno squadrone. A fine marzo 2018 battendo l'Imolese con i gol di Traini e Guiebre conquistammo la Serie C. In soli due anni eravamo tra i professionisti. Ritorno a questo gruppo di persone: io credo che non ci sarà gara perché una struttura così organizzata non ce la fa a metterla in piedi nessuno. Stiamo setacciando il territorio e chi ha desiderio di dare una mano può entrare con noi. C'è tutto per ripartire con l'unico carburante necessario nella vita che è l'entusiasmo. Non bisogna avvilirsi se si perde una o si perdono due partite, fa parte del gioco. Quando presi il Rimini avevo 64 anni, adesso torno più maturo".

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La vostra cordata era legata a Carasso?

Risponde Alvisi: "Grazie a delle relazioni era stato individuato come direttore generale Paolo Carasso, che si era reso disponibile. Paolo ha un incarico importantissimo all'interno del basket (è amministratore delegato della Dole Basket Rimini, ndr) nel frattempo probabilmente sono cambiati degli equilibri all'interno del CdA di RBR e Paolo ci ha comunicato che non riusciva a portare avanti quell'impegno. Abbiamo avuto, come ha detto Orfeo (Bianchi, ndr), quella mezzora di indecisione. Ci dispiace perché era una competenza non calcistica, ma tecnico-organizzativa molto valida. Poi ci siamo organizzati in maniera diversa. Non ,c'è stato nessun tipo di contrasto, ma una scelta operativa di Paolo Carasso. Non c'erano più le condizioni per lui per andare avanti".

Chi sono gli altri quattro imprenditori che non sono presenti oggi? E questo progetto nasce per questa categoria (l'Eccellenza) guardando lontano o siete certi di poter allargare questa base?

Risponde Lanzetti: "Al momento questo non è il budget del campionato perché noi abbiamo messo un milione e cento a budget per il campionato. Pensiamo di essere sopra la media, poi ci sono casi come la Spal che sono fuori. Quello che non vogliamo fare è buttare via soldi inutilmente. Questa è la prima fase, non pensiamo di rimanere in dieci, ma di aumentare per un'eccedenza che ci rimanga per l'anno dopo e per l'anno successivo".

Alvisi: "Oggi siamo voluti uscire con il primo blocco di soci, settimanalmente vi daremo poi l'avanzamento. Per far capire che c'è un progetto molto chiaro: Rimini è aperta per tutti gli imprenditori che voglio portare valore. Il budget è diviso in tre aree: 150mila euro per il titolo, centomila euro per gli investimenti iniziali e poi i soldi per la costruzione della rosa. I primi 250mila euro sono dedicati al progetto, l'altra parte è un ammortamento che andiamo a creare. Poi, come detto, ci sarà un budget per la rosa e anche un budget dedicato al settore giovanile. Per il settore giovanile dovremo valutare anche cosa prevederà il bando, l'obiettivo è far le cose per bene nel settore giovanile, ma non sappiamo cosa riusciremo a fare da subito. La partita Romagna calcistica si vince se rimaniamo uniti. Poi le difficoltà abbiamo messo in conto che ci possano essere. In termini di budget non dimentichiamo che per gli interessi che abbiamo ci sarà una forza maggiore. Abbiamo l'idea di fare anche un azionariato popolare, vogliamo fare un muro al "Romeo Neri" dove saranno indicati tutti i nomi di chi darà una mano, senza distinzioni. Un "Neri" con poca gente e poco entusiasmo potrebbe diventare un elemento negativo. Vogliamo creare uno stadio che si muove tutta la settimana. Con i social siamo già pronti. È un modello più moderno: la parola chiave deve essere coinvolgimento. Nessuno come singolo ha l'ambizione di prendere un dominio".

Fanno parte della partita anche i fratelli Roberto e Giovanni Carnevali?

Alvisi: "Abbiamo incontrato, io, Orfeo Bianchi e Giuliano Lanzetti, Roberto Carnevali a Riccione. I fratelli Carnevali non sono all'interno del C.d.A., stiamo valutando possibili forme di collaborazione. Con Roberto Carnevali ci siamo sentiti anche ieri: dobbiamo vedere come possiamo metterci in sinergia nella maniera migliore. Non c'è interesse da parte loro ad entrare nella compagine o a prendere il Rimini, ma stiamo lavorando a come creare una sinergia che per noi sarebbe importante. La dimensione della Rimini Calcio deve essere il più ampia possibile. Rimini deve tornare o deve diventare un brand, che possiamo portare non solo in Italia, ma anche fuori. Poi il campo è la benzina di questi fattori, non essendo per nessuno di noi un'attività di business".

Quali sono i tempi, e ci sono già state interlocuzioni con il Comune?

Alvisi: "Il dialogo con il Comune è attivo, il Comune è informato delle nostre azioni, anche per chiarezza e per massima trasparenza. Il bando sarà per il 1° luglio. Ci sono anche altre compagini che si stanno organizzando. Noi presenteremo al Comune la nostra migliore proposta. Siamo apertissimi ad ampliare la base societaria e delle idee".

Lanzetti aggiunge: "Abbiamo già mosso le persone e siamo già attivi. Ci sono già persone che stanno cercando allenatori e giocatori. Non aspettiamo il titolo. Se poi arriverà qualcun altro che sarà più bravo di noi vuol dire che sarà stato più bravo di noi".

La Gaiofana può essere un fulcro importante per il Rimini?

Alvisi: "In merito alla Gaiofana c'è un tema organizzativo. Il Comune porterà a termine i lavori e poi si aprirà un bando. La Gaiofana è fondamentale per il settore giovanile e per gli allenamenti della prima squadra. Il nostro massimo interesse non è l'operazione Gaiofana, ma come utilizzare al meglio quello spazio. Fino a oggi c'è stato un settore giovanile che si è dovuto allenare in giro per la città. In futuro un nucleo centrale potrà aiutare. Per noi è un aspetto che dobbiamo attenzionare per un tema di spazi".

Quali sono gli obiettivi per questi cinque anni?

Bianchi: "Siamo ambiziosi. La Rimini Calcio è stata quasi sempre in serie C, ha avuto anni in B splendidi, però principalmente è una società da serie C. Una compagine che inizia questo viaggio si pone quest'obiettivo. Se mi dice tra quanti anni riusciremo ad andarci non lo so dire. Grassi ci ha messo due anni. Poi ci vuole anche un po' di fortuna nella vita, non è solo una questione di qualità e passione. A volte ci sono momenti buoni, a volte ci sono momenti in cui bisognerà tener duro. Dobbiamo stare uniti. È chiaro che in C bisogna andarci prima o poi".

Avete già definito la "squadra" societaria?

Alvisi: "Nel C.d.A. abbiamo dieci persone. Molta gente vuole dare un contributo al Rimini. L'obiettivo della conferenza stampa di oggi era di determinare quello che c'è. A fine giugno ci sarà un gruppo operativo".

Avete già scelto il DS (il nome dato per certo è quello di Pietro Tamai)?

Alvisi: "In tutte le aree abbiamo individuato le persone. Con tutte le persone che abbiamo scelto c'è una clausola per cui tutti gli accordi fatti decadono in caso di mancata assegnazione del Rimini alla nostra cordata. Questi professionisti stanno rinunciando ad altri incarichi per il bene del Rimini. Abbiamo voluto dare un taglio più professionale possibile. I ragazzi della prima squadra si alleneranno il pomeriggio. Ci vogliamo strutturare come organizzazione sportiva e aziendale per fare le cose fatte per bene. Con budget dedicati, senza colpi di testa".

https://www.icaroplay.it/programmi/sport/rimini-calcio-campionato/gli-imprenditori-riminesi-presentano-il-progetto-del-nuovo-rimini/

Tutta la qualità che si sta palesando oggi si può allargare al movimento sportivo riminese per ricreare una cultura sportiva che a Rimini in questo momento non c'è?

Lombardi: "Noi oggi ci presentiamo senza mandato. Alcuni atteggiamenti nostri non li dovete prendere come reticenza, ma per voler entrare in punta di piedi. C'è tanto più entusiasmo di quello che vedete oggi. Oggi qui abbiamo dei campioni di comunicazione. Ci siamo detti: siamo in una certa categoria, non diciamo che ci sono gli arabi o gli americani con noi, ma non per questo non c'è ambizione di riportare il Rimini a certi livelli. Noi potremmo partire domani mattina. Se il bando fosse domani noi lunedì mattina saremmo in grado di presentare tutto, abbiamo già la struttura per iniziare a lavorare da lunedì, però siccome Rimini ha un nome importante non vogliamo neanche far pensare a chi lavora con noi che siamo il Real Madrid. Far parte del Rimini vuol dire partecipare a un progetto importante, ci saranno professionisti remunerati nella maniera giusta, ma ci vorranno anche appassionati. Una delle cose che mi ha fatto piacere nei vari incontri che abbiamo avuto finora è che ci siamo preoccupati proprio di questo: devono essere giocatori bravi, ma valuteremo anche l'aspetto caratteriale o morale, ragazzi che vogliano anche impegnarsi in altre cose. Stavamo pensando a come poterli aiutare a trovare nel futuro delle collocazioni se il loro futuro non dovesse essere nel calcio. Siamo timorosi perché sappiamo che tutto questo funziona se funziona il campo, e funzionano i risultati. Finché non abbiamo la consapevolezza siamo più cauti".

Lanzetti: "Noi in qualsiasi serie lo stadio lo vogliamo vedere pieno. Quindi l'obiettivo è fare riappassionare tutti, riportare quella febbre che per esempio è stata positiva nel basket, che si gioca l'A1 in questi giorni. Quello che forse è mancato nelle gestioni precedenti è stato creare uno stadio... "pienissimo" (suggerisce Alvisi, con riferimento alla piattaforma creata da Lanzetti, ndr).

Alvisi: "Il calcio, che è lo sport che può creare più interesse, può diventare una vetrina per le aziende e per le attività".

Avete già un'idea su chi guiderà il settore giovanile? E cosa farete per cercare mettere tutte le società che operano nel calcio giovanile sotto la stessa bandiera?

Alvisi: "Attualmente la figura del coordinatore sportivo non è stata scelta, è un'area che dobbiamo ancora definire. Dobbiamo capire all'interno del bando quante squadre dobbiamo schierare. Mi piacerebbe avere un'Under 19 di qualità perché il nostro desiderio è che i giocatori giovani romagnoli abbiano ambizioni di fare qualche presenza in prima squadra. Se meriti calcisticamente dobbiamo dare un sistema che permetta ai giovani di avere quella visione. L'Eccellenza è un campionato difficilissimo, ma anche bellissimo, con tanti derby. Abbiamo contatti, non saremo super performanti, ma l'obiettivo è avere allenatori professionali. Prima di allenatori dovranno essere educatori. Un domani il Rimini dovrà avere un settore giovanile che porta periodicamente persone in prima squadra. È fondamentale per la sostenibilità del progetto, e probabilmente anche le norme federali andranno in quella direzione. Vogliamo allestire un settore giovanile con persone preparate. Sui campanili mi hanno allertato e detto: "ti stai mettendo in un mondo complicato". Noi vogliamo fare le robe assieme: i migliori giovani devono giocare nel progetto sportivo migliore, la formula l'abbiamo ben chiara. L'obiettivo è che lo stadio sia pieno di ragazzi che giocano in tutti i momenti. Gli equilibri so che non saranno facili da trovare, noi partiamo con le migliori intenzioni e con la disponibilità a collaborare con tutti. Noi abbiamo l'idea chiara di mettere a disposizione tutto quello che abbiamo".

Lanzetti infine ricorda la mail a cui tutti coloro che sono interessati a dare una mano alla loro proposta di nuovo Rimini possono scrivere per chiedere informazioni o mettersi in contatto: "1912riminicalcio@gmail.com".

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