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Il centro federale a Riccione

Intervista al presidente della Federazione Italiana Squash, Siro Zanella

In foto: Il centro federale di Riccione
Il centro federale di Riccione
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 2 min
Ven 3 Apr 2026 09:56 ~ ultimo agg. 10:02
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C’è una Federazione sportiva nazionale che da vent’anni ha messo le radici in riva al mare. Parliamo della Federazione Italiana Squash che ha il proprio centro federale nel cuore della Riccione sportiva, a pochi metri dallo stadio del nuoto.

Presidente della Fisg è Siro Zanella, ormai un’istituzione a livello dirigenziale. Primo mandato nel 1997, poi dopo uno stop di qualche anno, è tornato al timone nel 2024.

Allora presidente, come si sta a Riccione? "Una città che ci ha accolto molto bene, l’allora assessore Casadei ci ha consentito di produrre quello che avevamo bisogno ed è nato un impianto che è capiente per ospitare manifestazioni importanti a livello nazionale e non solo". 

Siamo a due anni dalle Olimpiadi di Los Angeles dove lo squash sarà presente. Vedremo qualche azzurro? "Il percorso è abbastanza complicato, noi puntiamo su Cristina Tartarone: se riuscisse a entrare nelle prime 50 al mondo, poi potrebbe giocarsi le chance nelle qualificazioni del prossimo anno".

Al Centro federale ci sono altri atleti della nazionale? "Uno fisso è Lorenzo Staurengo, altri vanno e vengono".

Quali saranno le manifestazioni più importanti che organizzerete quest’anno a Riccione? "Se i lavori al Centro saranno completati a breve, confermiamo il nostro fiore all’occhiello, l’Italian Junior Open: ci saranno duecento giocatori provenienti da tutto il mondo. Oltre naturalmente ai campionati italiani assoluti".

Lo squash è presente nelle scuole? "Al di là delle attività quotidiane che riusciamo a fare proprio a Riccione, direi che lo squash a livello scolastico sta andando molto bene in sette-otto regioni italiane, logicamente l’obiettivo è ampliare questo numero".

Cosa è cambiato dal suo primo mandato a oggi? "Quando sono entrato per la prima volta la Federazione era un’associazione di proprietari di impianti, appassionati, non c’era una forte attività giovanile e scolastica. Poi siamo diventati Federazione sportiva vera e propria, quindi il movimento ha dovuto cambiare pelle: abbiamo introdotto alcune modifiche come gli arbitraggi, l’albo dei tecnici federali, abbiamo reso lo squash un po’ più professionistico, ma questo processo ci ha fatto perdere quasi la metà del movimento, diciamo che molti sono confluiti in altrettanti movimenti estranei alla federazione, preservando il carattere amatoriale".

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