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Calcio Prima Categoria

Il Victoria tra presente (Rumagna) e futuro. Parla mister Girometti

In foto: Massimo Girometti
Massimo Girometti
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 3 min
Gio 30 Apr 2026 10:41 ~ ultimo agg. 10:47
Tempo di lettura 3 min

Mister Massimo Girometti, il Victoria è scivolato al sesto posto della classifica, quello dello scorso anno, eguagliando il bottino di 45 punti. Ad una giornata dalla fine qual è il suo giudizio?

“I playoff non si fanno, anzi, il San Vittore che pareva tenerci in gioco per la post season, nelle ultime partite ha accelerato e rischia di vincere il campionato. Detto questo, due o tre punti in più o in meno non cambiano il discorso: in due lunghezze ci sono cinque squadre. Contro l’Accademia Marignanese (debutto per un 2009 e due 2010) si stava sull’1-1 fino al 90’, poi abbiamo pagato un errore individuale come è capitato altre volte. Se all’andata il Victoria ha fatto 23 punti e a 90 minuti dal termine è a quota 22, significa che il suo valore è comunque quello. Abbiamo delle attenuanti come l’infortunio all’attaccante Eusebi nel momento in cui si stava rilanciando, e quello del portiere Fabbri, ma poco conta. Cerchiamo di finire bene nella trasferta contro il Rumagna”.

La prossima stagione sarà ancora Girometti il tecnico del Victoria?

“Mi piacerebbe, si è abbozzato un discorso con la società. A bocce ferme ne parleremo. Mi piacerebbe continuare il percorso con questo club perché mi sono trovato bene e dal punto di vista logistico sarebbe la soluzione ideale. La base c’è, si tratta di migliorare. Mi ha contattato un club di Prima nelle Marche, ma io vorrei restare in Romagna”.

Resterebbe a quali condizioni?

“Nessuna in particolare se non quella della chiarezza con la società. Si fissa un obiettivo e poi un budget e ci si muove di conseguenza sul mercato. Mi piacerebbe lavorare con un gruppo di 20 giocatori collaudati, mediamente non troppo vecchi, con un manipolo di giovani utilizzabili anche in una squadra del settore giovanile. Tre allenamenti al giorno, disponibilità di tutti per giocare al sabato. Patti chiari all’inizio e amicizia lunga: chi fa parte del Victoria deve sapere quali sono gli oneri e rispettarli, in questo modo si evitano spiacevoli malintesi perché se le cose non vanno bene paga l’allenatore come è accaduto con il collega Pellegrino, il mio predecessore”.

In che ruoli metterebbe le mani?

“Basta guardare le cifre: abbiamo segnato 37 reti: si deve fare di più. Ne abbiamo subite 37. Troppe. Dieci gol in più da una parte e altrettanti in meno dall’altra e si lotta per il vertice. In attacco stante l’infortunio di Eusebi ci vogliono due punte forti, la difesa va puntellata, il centrocampo assortito. Ma al di là delle caratteristiche tecniche conta la persona, la mentalità, lo spirito di adattamento che al Victoria abbiamo trovato lungo il cammino quando il gruppo si è ricompattato. Le valutazioni a 360 gradi sul nostro gruppo le faremo a tempo debito”.

Alla società cosa chiede?

“Sta facendo tanto, a volte si lascia prendere la mano dalla eccessiva generosità. La società deve fare la società. Poiché il club resta e i giocatori passano, per esperienza dico che tra dirigenti e squadra ci deve essere un rapporto leale, franco, ma distaccato in modo tale da non concedere alibi ai giocatori. In sostanza, occorre il rispetto dei ruoli. Tutti sono sullo stesso piano: quelli che restano, quelli cresciuti nel settore giovanile, quelli che arrivano. In altre parole, occorre avere una univocità di giudizio e di condotta”.

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