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Calcio Promozione

Il giovane Alvisi: "Il Misano mi sta facendo crescere. Simoncelli il top"

In foto: Giammarco Alvisi
Giammarco Alvisi
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 4 min
Ven 27 Feb 2026 11:56 ~ ultimo agg. 12:03
Tempo di lettura 4 min

Giammarco Alvisi, riminese classe 2005, uno dei giovani in vista del Misano. Sempre presente, dall’inizio o a partita in corso. Un gol e quattro assist. Contento del suo campionato?

“Sì, ho vissuto altre esperienze in categoria, ma questa è il top per un giovane che vuole mettersi in mostra gioco, in una squadra vincente, con le responsabilità che ne conseguono, assieme a compagni esperti e dalla buona carriera, che ti bacchettano da un lato, ma che ti fanno maturare dall’altro con i loro consigli sempre ottimi. Da un lato sono molto esigenti, dall’altra invece come dei padri sempre disponibili”.

Quello più affine?

“Simoncelli, gioca nel mio ruolo e per certi versi siamo in competizione, e ai tempi del Rimini Calcio ero un suo accanito tifoso. Per lui stravedo e cerco di rubargli più segreti possibile. È un professionista sotto tutti i punti di vista: ha grande cura del suo fisico, in campo non fa mai scelte scontate ed è il primo a mettersi a disposizione dei compagni. Un leader”.

Torniamo al campionato: cosa chiede al gran finale?

“Due cose: la promozione in Eccellenza prima di tutto e qualche gol in più sul mio score. Ho segnato all’andata al Bellaria, anche se preferisco l’assist per il compagno alla ricerca della marcatura, mi piacerebbe mettere a segno qualche gol decisivo. Si sa che il finale di stagione rimane sempre meglio impresso”.

A proposito del Bellaria, sarà vostro avversario domenica al Santamonica…

“Dopo la vittoria di Cervia c’è il rischio di abbassare la tensione, questo è il pericolo. Non credo succederà, ci stiamo allenando bene in settimana. La strada è ancora lunga, non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno, tanto meno le squadre affamate di punti come il Bellaria”.

Il vostro avversario più pericoloso?

“Il Cervia, l’ho visto in palla, squadra esperta. E rispetto a noi e alla Savignanese ha già fatto lo stop”.

Dall’Accademia Rimini Calcio, portato da Aldo Righini, e tutta la trafila in biancorosso. Nasce mezzala, poi diventa trequartista. Il suo ruolo?

“A centrocampo ho giocato in tutti i ruoli, poi mister Muratori all’Under 17 mi ha utilizzato da falso nove: ho realizzato 13 gol. In prima squadra ho fatto anche l’esterno a piede invertito visto che sono mancino anche se uso bene pure il piede destro; mi piace giocare la palla, essere nel vivo dell’azione anche quando la palla scotta, sacrificarsi per la squadra, cucire il gioco. Sì, adesso sono soprattutto un trequartista anche se nel nostro schema di gioco è richiesta una certa poliedricità”.

Le sue caratteristiche tecniche? In che cosa deve migliorare?

“Sono un brevilineo, sono alto 1,73 quindi sfrutto la rapidità di piede, i movimenti del corpo. Sfrutto i miei punti di forza. Devo essere più cinico in area di rigore, migliorare l’ultima scelta”.

Il suo sogno?

“Non ho accantonato quello di fare il calciatore professionista, so che è difficile e le testimonianze nello spogliatoio di chi ci è passato me lo confermano, ma non è irraggiungibile e io non mollo. Giocherò comunque fino a che il fisico mi supporterà, nella categoria più alta possibile. La prossima stagione? Spero di salire di categoria, magari mi chiama un club di serie D… Io andrei anche lontano dalla Romagna. Intanto frequento l’Università, sono iscritto al secondo anno di Scienze Motorie, e d’estate lavoro per pagarmi gli studi”.

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