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“Return to Performance”

Il 33° Congresso Internazionale Isokinetic ad Atene, un ritorno alle origini

In foto: La sede che Isokinetic ha aperto ad Atene
La sede che Isokinetic ha aperto ad Atene
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 5 min
Mar 14 Apr 2026 10:18 ~ ultimo agg. 12:34
Tempo di lettura 5 min

C’è un filo invisibile, lungo venticinque secoli, che collega il marmo bianco del Partenone agli stadi della Champions League. Un filo che quest'anno si annoda ad Atene, dove sabato 18, domenica 19 e lunedì 20 aprile il 33° Congresso Internazionale Isokinetic si appresta a riscrivere le regole della Sports Medicine.

Il titolo scelto è già un manifesto d'intenti: “Return to Performance”. E qui non si parla più solo di guarigione bensì di eccellenza, non si punta semplicemente a rimettere in piedi un atleta ma a restituirgli lo status di "semidio" della performance.

Per il network della riabilitazione e traumatologia sportiva fondato nel lontano 1987, che ha già portato il Congresso a Barcellona, Londra e Madrid, la trasferta al Megaron Athens International Conference Centre non è un viaggio come gli altri: è, a tutti gli effetti, un ritorno a casa.

Isokinetic, che proprio ad Atene, nell'area dell'ex villaggio olimpico di Oaka, ha inaugurato una sede nel dicembre 2024, di fatto chiude un cerchio ideale. Da un lato la medicina di Ippocrate, il padre della scienza medica che proprio in questa terra pose le basi dell'approccio scientifico allo studio e alla cura del corpo, dall'altro il mondo greco classico, a cui si ispira il logo stesso di Isokinetic, simbolo di equilibrio e dinamismo. Nel dubbio, Atene è anche la culla delle Olimpiadi moderne.

Quello che si aprirà nelle sale del Megaron, organizzato da Isokinetic in collaborazione con la Fifa, è un evento dalle proporzioni titaniche. In tre giorni di lavori la capitale greca diventerà l'ombelico del mondo per la Sports Medicine, con numeri di eccellenza: 2.000 partecipanti attesi da oltre 80 Paesi, 250 relatori, 101 sessioni, oltre 600 contributi scientifici presentati, più i 7 premi "Next Gen Leader" dedicati ai giovani ricercatori, le promesse che disegneranno il futuro della riabilitazione.

Sotto i riflettori c'è, inevitabilmente, il motore pulsante dell'industria sportiva nella sua declinazione scientifica, ovvero il calcio. Ma ad Atene l'orizzonte si allarga, con una finestra spalancata sul mondo dei canestri della NBA.

Uno dei focus della tre giorni sarà rappresentato dagli studi di frontiera condotti da Isokinetic in collaborazione con l'Università di Bologna, attraverso il legame storico e operativo con l'Istituto Ortopedico Rizzoli diretto dal Professor Stefano Zaffagnini. Riflettori puntati sul nemico pubblico numero uno di ogni calciatore: la rottura del legamento crociato.

La vera rivoluzione, in atto da tempo, risiede nel superamento della visione puramente meccanica dell'infortunio. Non basta più ricostruire un legamento perfetto se il cervello non è coordinato con il ginocchio. Il Congresso Isokinetic approfondirà il collegamento vitale tra biomeccanica e neurofisiologia.

Perché l'infortunio non è solo un danno strutturale, ma un corto circuito tra mente e corpo. Comprendere come il sistema nervoso centrale riorganizza il movimento dopo un trauma è la chiave per ridurre il rischio di ricadute e accelerare il ritorno alla performance. E così si entra nell'era della riabilitazione neurocognitiva, dove il paziente non muove solo i muscoli ma allena i neuroni a ritrovare il gesto atletico perduto.

“Si tratta di cercare un punto di incontro tra medicina e performance, trovando un equilibrio su quello che spesso è un terreno di conflitto”, spiega Francesco Della Villa, direttore scientifico di Isokinetic nonché presidente del Congresso insieme al Fifa Medical Director Andrew Massey.

Mentre i grandi nomi della chirurgia e della fisioterapia, oltre agli staff medici dei club calcistici più prestigiosi d'Europa che popolano le notti di Champions League, si confronteranno sui protocolli di cura e riabilitazione, il Congresso guarda avanti con i premi "Next Gen Leader". È un investimento sul talento giovane, una sfida lanciata ai ricercatori, perché in un mondo che corre sempre più veloce la medicina dello sport non può limitarsi a inseguire: deve giocare d'anticipo.

La squadra del centro Isokinetic di Rimini sarà presente nella capitale ellenica. “L’infortunio al crociato è, prima di tutto, una frattura dell’equilibrio tra corpo e mente”, spiega Roberto Acquaviva, direttore della clinica riminese. “La vera sfida non è far tornare un atleta a camminare o correre. È restituirgli la fiducia del gesto, la naturalezza del movimento, quella sicurezza invisibile che distingue la guarigione dalla performance”.

In questo senso, eventi come il Congresso Isokinetic rappresentano molto più di un aggiornamento scientifico. “Sono un punto di svolta culturale”, dice Jacopo Gamberini, direttore sanitario di Isokinetic Rimini. “Ci ricordano che la medicina dello sport deve evolversi. Dobbiamo tornare alla lezione di Ippocrate: osservare l’uomo nella sua totalità. Perché il ginocchio non è un ingranaggio isolato, ma parte di un sistema complesso. E solo comprendendo questa complessità potremo davvero accompagnare gli atleti non solo verso il ritorno in campo, ma verso l’eccellenza”.

Il Congresso Isokinetic non è solo una suggestione storica. È il laboratorio dove la saggezza antica di Ippocrate incontra l'intelligenza artificiale e l'analisi dei dati. Per tre giorni il destino dei crociati passerà da qui, all'ombra dell'Acropoli, dove la performance, sotto la lente della scienza, in qualche modo torna ad essere un'arte.

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