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Basket in carrozzina

Fabio Raimondi dona la sua maglia della Nazionale al Ristorante "Lo Zodiaco"

In foto: Fabio Raimondi (insieme a Mirco Acquarelli e Stefano Martinini) consegna la maglia azzurra a Maurizio De Luca
Fabio Raimondi (insieme a Mirco Acquarelli e Stefano Martinini) consegna la maglia azzurra a Maurizio De Luca
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 3 min
Sab 17 Gen 2026 10:04 ~ ultimo agg. 10:09
Tempo di lettura 3 min
La maglia azzurra non è una semplice divisa. È il sogno di chiunque si avvicini a una competizione sportiva, a qualsiasi età. È il punto più alto dell’ambizione possibile. È un simbolo che racchiude sacrificio, orgoglio, appartenenza. È la maglia azzurra, alle Olimpiadi. 
 
Per molti resta un sogno, per pochi diventa realtà. Solo chi eccelle con impegno, dedizione e forza di volontà, spingendosi oltre i propri limiti, può ambire a vestirla davvero. E poi, finita la gara, comunque sia andata, quella maglia non si stacca più. La togli solo apparentemente: gli altri non la vedono, ma tu ce l’hai dentro. Ti accompagna, ti definisce, non ti abbandona mai, almeno fino alla prova successiva, quando ricomincia la rincorsa per conquistarne un’altra, verso l’Olimpiade seguente.

È da questo valore profondo che nasce il gesto di Fabio Raimondi, allenatore-giocatore e leader di NTS Informatica Basket Rimini. Atleta con il maggior numero di presenze nella Nazionale italiana di basket in carrozzina, capitano azzurro per un decennio, olimpico ad Atene 2004 e Londra 2012, tre volte Campione d’Europa, vincitore di quattro scudetti in Italia, uno in Spagna e due Supercoppe italiane.
 
Un palmarès importante, che dà ancora più valore alla scelta di donare una delle sue maglie della Nazionale, trasformando un ricordo personale in un segno condiviso, visibile, vivo.
 
A spiegare il perché è lui stesso: "Questa è la maglia della Nazionale che indossai nel 2019 al campionato europeo di Basket in Carrozzina in Polonia, che avrebbe dovuto qualificarci al torneo paralimpico di Tokyo 2020. Arrivammo quinti ma si qualificavano le prime quattro. Perdemmo con la Turchia e non ritornammo alle Olimpiadi dopo l’esperienza l’ultima esperienza di Londra 2012. 
 
Perché ho deciso di donarla: per me la maglia della Nazionale è sempre stata e sarà sempre la più importante della mia vita, come credo che indossarla debba essere il sogno di tutti gli italiani, e dopo non deve stare chiusa in un cassetto. La maglia Azzurra di qualsiasi squadra di qualsiasi sport, credo debba essere sempre esposta e comunque essere vista.
 
Dobbiamo essere tutti fieri della nostra maglia azzurra così ho deciso di regalarla al Ristorante "Lo Zodiaco" di Rimini in onore ai titolari e al personale perché quando entro in questo ristorante mi sembra di essere a casa, sempre accolto in maniera amichevole, con affetto. Mi ha fatto piacere lasciarla qui a "Lo Zodiaco" perché è frequentato da tantissime persone e la maglia azzurra, che sia la mia o sia quella di qualcun altro, deve essere ammirata da tutti per spingere a riscoprire certi valori che probabilmente, oggi, molti stanno perdendo. 
 
Poi noi siamo sportivi attivi e ci serve il sostegno del pubblico, quando la gente che frequenta questo locale la vedrà, se la ricorderà e magari sarà invogliata a venire a vedere il basket in carrozzina e condividere con noi la gioia della vittoria".
 
Ufficio Stampa NTS Informatica Basket Rimini 
Daniele Bacchi
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