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L'intervento di Angelini

Croatti: "Ora i controlli sul calcio siano efficaci, Rimini insegna"

In foto: Marco Croatti
Marco Croatti
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 4 min
Ven 16 Gen 2026 18:31 ~ ultimo agg. 18:39
Tempo di lettura 4 min

“Prendiamo atto della risposta del Ministro Abodi, che ringraziamo per aver riconosciuto la fondatezza del nostro allarme sulla solidità e l'onorabilità delle proprietà nel calcio professionistico. Gli strumenti messi in campo nel corso del 2025 – dai memorandum con la Guardia di Finanza alla nuova Commissione indipendente di verifica – segnano un cambio di rotta necessario. Tuttavia, non possiamo dimenticare che queste iniziative arrivano tragicamente tardi per realtà come la Rimini Calcio. Quando una società storica fallisce, non sparisce solo un titolo sportivo; viene smantellato un patrimonio sociale che appartiene a tutto il territorio e, soprattutto, alle nuove generazioni”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, a commento del sindacato ispettivo in Aula.

“Il fallimento del club della mia città è la prova provata che il sistema di controllo vigente fino a ieri è stato inefficiente. Se il Rimini è stato azzerato, è perché le "sentinelle" del sistema non hanno saputo intercettare in tempo situazioni di palese opacità. Ho ricordato al Ministro che il fallimento del club riminese ha significato l'azzeramento immediato dei settori giovanili. Centinaia di bambini e ragazzi hanno visto svanire da un giorno all'altro il proprio sogno e il proprio punto di riferimento sociale a causa di gestioni che si sono rivelate inadeguate. È inaccettabile che i giovani debbano pagare il prezzo di una vigilanza che in passato è stata inefficiente. In quel vuoto istituzionale, gli unici a vedere con chiarezza sono stati i tifosi: la loro denuncia dal basso e la loro opposizione a tentativi di acquisizione ambigui sono stati l’unico vero presidio di legalità. È a loro che dobbiamo dare risposte oggi, garantendo che i nuovi protocolli non restino sulla carta.

Accogliamo con interesse l’impegno del Ministro a introdurre requisiti reputazionali più stringenti, sul modello inglese, superando la logica della sola solidità economica per valutare l'affidabilità complessiva e l'onorabilità degli acquirenti. È una battaglia che il Movimento 5 Stelle sostiene da tempo. Vigileremo con estrema attenzione affinché il flusso informativo tra autorità di pubblica sicurezza e organismi sportivi sia rapido e realmente preventivo: non vogliamo più vedere club storici ceduti a cifre simboliche a soggetti privi di una chiara storia imprenditoriale.

Il nostro impegno non finisce qui. Chiediamo che i nuovi criteri reputazionali per i proprietari siano ferrei e che la valutazione della solvibilità sia legata a progetti di lungo periodo, capaci di garantire continuità ai settori giovanili e non solo alle prime squadre. Inoltre, continueremo a raccogliere e segnalare ogni anomalia che ci verrà indicata dai territori e dalle tifoserie. La democrazia sportiva parte dal basso e il caso Rimini dimostra che cittadini informati e appassionati sono i migliori alleati della legalità. Il Governo ha tracciato una strada con i nuovi memorandum e il DDL 1626: ora dimostri, nei fatti, che il tempo delle zone franche nel calcio è definitivamente terminato” conclude il Senatore pentastellato Croatti.

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Sul tema interviene anche il Consigliere Comunale di Rimini Matteo Angelini.
 
"Tutto vero, tutto corretto ed è un gran bene che se ne parli, resta il fatto che la via del fallimento per cui il tribunale ha optato è stata la pietra tombale sul settore giovanile che, diversamente avrebbe potuto usufruire della deroga, come già accaduto in altri casi, con cui si sarebbe salvata l'intera stagione dando la possibilità ai ragazzi e alle ragazze di non interrompere cosi bruscamente il proprio percorso formativo sportivo, si sarebbe salvaguardato l'intero settore giovanile mantenendo da un lato una base solida su cui ripartire e dall'altro si sarebbe dato il tempo ai giovani di trovare una soluzione stabile per la prossima stagione senza interrompere il percorso tra i professionisti.
 
Quando si parla di riforme del mondo del calcio, quando si parla di salvaguardia, si parla proprio di questo, di fare la cosa giusta quando serve... e a Rimini serviva eccome in questo momento".
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