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"Oltre il canestro"

Basket protagonista al Panathlon Rimini con Maurizio Benatti e Renzo Vecchiato

In foto: Renzo Vecchiato e Maurizio Benatti insieme ai presidenti Riguzzi e Rosetti
Renzo Vecchiato e Maurizio Benatti insieme ai presidenti Riguzzi e Rosetti
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 5 min
Mer 18 Feb 2026 16:04 ~ ultimo agg. 16:18
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Martedì sera (17 febbraio) si è svolta la conviviale mensile del Panathlon Rimini, all'l’Hotel Vienna Ostenda. Questo mese focus sul Basket. Il titolo dell’incontro “Oltre il canestro” sintetizza nel migliore dei modi il messaggio che è scaturito da quanto narrato dai relatori.

Provocatoriamente, il Presidente Riguzzi, nella presentazione dei due campioni, ha posto l'accento sui valori che hanno permesso il raggiungimento di importantissimi traguardi agonistici, suffragati da una formazione personale umana a fondamento degli stessi, perché oltre i risultati sportivi ci sono sentimenti e valori che vanno alimentati. Due grandi campioni del basket nazionale, che hanno incrociato la loro vita sportiva diverse volte ed entrambi giocatori del basket riminese si sono aperti in un'amabile conversazione: Maurizio Benatti e Renzo Vecchiato

Due atleti fantastici che al termine della loro carriera si sono dedicati entrambi, uno come coach, l’altro come procuratore, alle giovani promesse o non di questo sport.

Maurizio Benatti, nato a Mantova, ha vissuto a Torino per poi scegliere Rimini come sua residenza. Regista e ragionatore della squadra ha militato, dal 1982 al 1990 nel Basket Rimini, dopo avere iniziato la carriera nell’Auxilium Agnelli Torino per passare all'Olimpia Pallacanestro Milano allora targata Innocenti, in cui ha esordito a 18 anni in A1 realizzando 20 punti, assist, contropiedi che scatenarono nel pubblico applausi a non finire.

Ha terminato il percorso nella Titano San Marino. Ha fatto parte delle Nazionali italiane Under 16 e Under 18. Oggi, dopo avere appeso le mitiche scarpette al chiodo, è coach della nazionale Over 60 (con la quale ha ottenuto un secondo posto ai campionati mondiali) e presidente della SG Tiberius, società con la quale si dedica ai giovani, ragazzi e ragazze.

Nella sua relazione ha raccontato la propria vita sportiva ricordando che “non si inizia uno sport per diventare campioni”. “La passione, i sentimenti, l’applicazione, la lealtà, il sacrificio possono farti diventare un campione, ma sono qualità e virtù che, anche se non lo diventi, ti rimangono per sempre”.

Parole che richiamano in maniera precisa i valori del Panathlon. Ha raccontato come un aneddoto l’inizio della sua avventura a Rimini: “arrivato a Rimini in treno da Torino, non trovo nessuno ad accogliermi. Telefono al Presidente, Gian Maria Carasso, che mi dice di prendere un taxi, andare in albergo e attenderlo verso sera. Rispondo che prendo un treno e torno a Torino e se c’è interesse per lui ci risentiremo”.

Un impatto veramente imbarazzate che comunque si conclude con il passaggio alla Rimini Basket all’ultimo minuto dell’ultimo giorno del mercato. A Rimini l’inizio non è dei migliori, mugugni del pubblico, per poi prendere, con il cambio di allenatore una strada positiva.

Renzo Vecchiato, triestino di nascita, incrocia spesse volte la vita sportiva con Benatti. Inizia il suo percorso all’oratorio della sua citta come calciatore: per la sua altezza, a sedici anni, 1,98 m., è portiere. Viene poi avvicinato per la sua altezza che raggiungerà 2,07 m., al basket. L'Olimpia Milano gli mette gli occhi addosso vedendo, oltre alle doti fisiche, la serietà e la tanta volontà. Debutta con la prima squadra  della Simmenthal nel 1972/'73, rimane altri due anni a Milano, che nel frattempo è diventata Innocenti.

È un pivot di posizione, con buoni movimenti spalle a canestro, portato più al gioco difensivo e alla lotta a rimbalzo. Nel 1975/'76 passa alla Stella Azzura Roma, poi ancora due anni a Milano con la Cinzano che torna in A1 grazie al suo concreto apporto: 150 presenze, 627 punti. Di nuovo a Roma per poi approdare, nel 1980, a Rimini, dove rimane per tre stagioni.

Successivamente cinque stagioni a Torino, due a Pesaro, dove nel 1988 vince il campionato. Passaggio a Firenze, nella Fortitudo Bologna per chiudere a Forlì.

Nella sua longeva carriera ha indossato la maglia della nazionale italiana per 202 volte realizzando ben 1.447 punti. Medaglia di argento alle Olimpiadi di Mosca (1980), medaglia d’oro agli Europei del 1983 e di bronzo a quelli del 1985, quinto posto nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles.

Diventa dirigente sportivo in qualità di Team Manager a Rimini dal 1990 al 2011. Segretario Generale della Ostuni Basket e Direttore Tecnico nel 2012/'13 dell'Andrea Costa di Imola. È ora Procuratore Sportivo: cura e segue diversi giovani ai quali, come dice lui, “non creo false illusioni, non prometto nulla, ma cerco di trasmettere passione e sentimenti".

La serata si è conclusa con la consegna dei guidoncini del Panathlon Rimini da parte del Presidente Riguzzi e con le parole della Presidente del Panathlon Forlì, Marilena Rosetti, che ha voluto evidenziare come le relazioni e le esperienze dei graditi ospiti siano un messaggio forte e bello per le nuove generazioni di atleti, di passione e sentimenti che ricalcano i valori dello sport e del Panathlon in particolare.

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