Alessandro Pecci:"Il mio Misano sta andando forte. Faccio il tifo dalla tribuna"
Alessandro Pecci, classe 2002, attaccante del Misano, 80 presenze in D suddivide tra Rimini (la gran parte) e Borgosesia. Come procede la rieducazione post intervento?
“Mi sono operato il 28 gennaio, lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e del piatto tibiale. L’intervento lo ha effettuato il dottor Fravisini, ho iniziato la rieducazione qualche giorno. Già cammino con le stampelle, conto di essere pronto per la preparazione della prossima stagione. Peccato, avevo iniziato alla grande: mi sono fatto male alla nona giornata, a Bellaria: ho lasciato con un bottino di tre gol (doppietta al Civitella e gol allo Spiv) e quattro assist: anche alla Virtus, dove ho vinto per due volte Coppa Titano e campionato e una volta anche la Supercoppa, ho servito molti assist. Rientra nelle mie caratteristiche ed il nostro modo di giocare le esalta: in ogni zona del campo in cui si trova ciascun giocatore ha compiti precisi”.
Il Misano è capolista. Come vede la lotta al vertice?
“Ce la giocheremo fino alla fine, Savignanese e Cervia le avversarie più competitive ed attrezzate per qualità e lunghezza della rosa. Ho seguito fin qui in casa ed in trasferta le gesta dei miei compagni: stanno andando forte, mister Muratori è molto in gamba. Penso che abbiamo significativi margini di miglioramento perché la rosa è giovane ed il gruppo ha qualità morali e tecniche che possono aiutare il singolo a fare sempre meglio. Ho fiducia”.
Cosa chiede Pecci al futuro? Quali sono le sue ambizioni?
“Il mio pensiero ora è solo sulla guarigione e sul rientro in campo nella condizione migliore per dare il massimo. Per il resto si vedrà”.
Lei collabora con Daniele Simoncelli nel settore giovanile, in particolare con il gruppo dei 2014. Come si trova?
“È una bella esperienza, che mi permette di affinare i compiti che già svolgo nei camp estivi di Ricchiuti e Scotti da un paio di anni ed in cui lavora anche Simoncelli. Al Misano il nostro lavoro è maggiormente in profondità perché si protrae nell’arco della stagione; si sta sviluppando un forte senso di appartenenza al club da parte dei più piccoli, che vengono in massa allo stadio Santamonica e fanno un tifo indemoniato per la prima squadra oppure vanno in campo come raccattapalle. Tra l’altro, sotto il profilo sportivo abbiamo un gruppo molto bravo, che cresce bene: ha vinto quasi tutte le partite”.
Domenica si gioca a Bellariva, ci sarà?
“Certamente, una partita insidiosa perché sul campo di Rivazzurra, il suo fortino, il Bellariva ha raccolto ben 11 dei suoi 16 punti. È una partita difficile per il valore dell’avversario e per il fondo del campo che conosco bene perché dai sei ai 13 anni, prima di andare al Rimini, ero tesserato per il Rivazzurra: è complicato esprimere del gioco, ma ci proveremo”.












