Alessandro Pecci, che eurogol: "Il Misano vale più di questa classifica"
Alessandro Pecci, il suo eurogol ha fatto ritornare il sorriso al Misano: nel turno infrasettimanale ha battuto la Stella per 2-1. Il successo della svolta?
“Lo diranno le prossime partite, prima tra tutte quella di domenica a Longiano contro il Roncofreddo. Ho colpito bene di destro, di collo pieno, con buona coordinazione. Meritavamo la vittoria, l’abbiamo cercata, abbiamo costruito di più dell’avversario sfiorando il gol in altre occasioni e anche stringendo i denti abbiamo portato i tre punti”.
Cosa ha portato Scardovi di nuovo?
“Il turno infrasettimanale non ci aiuta: giocando ogni tre giorni è complicato approfondire temi tattici e tecnici , ma è innegabile che abbiamo fatto un passo avanti nella qualità del gioco, a livello fisico e anche mentalmente il lavoro del mister sta dando i suoi frutti. Scardovi ha esperienza, sta dando serenità e cerchiamo di applicare la sua idea di calcio e di trovare i giusti equilibri”.
Il primo posto è lontanissimo. Quale scenario c’è per il Misano?
“E’ obiettivamente molto difficile pensare ad una rimonta di 14 punti sul Cervia anche se è sempre vivo in noi il ricordo della rimonta subita dalla Savignanese: a marzo eravamo a +10. In questo momento dobbiamo solo pensare a fare più punti possibile ed uscire da questa situazione di classifica che non si addice al valore della nostra rosa, poi tra due, tre mesi guarderemo la classifica e tireremo le somme. Il primo step è rientrare nella zona playoff e sfruttare il turno di Coppa Italia. Una cosa è certa: non possiamo più sbagliare”.
Il presidente Manzi che dice?
“Ci ha ribadito la sua fiducia e questo ci dà forza”.
Ora vi aspetta il Roncofreddo…
“Viene dalla vittoria di Riccione, sta facendo bene: ha perso solo una volta. Ma noi dobbiamo guardare solo in casa nostra e dimostrare che valiamo più di questa classifica, del resto molti giocatori sono gli stessi, giovani compresi, della scorsa stagione in cui hanno dimostrato il loro valore”.
Allora che cosa è successo? Presunzione?
“Non è nel dna dei giocatori di questa squadra la presunzione, piuttosto la falsa partenza ci ha disorientato, ci ha fatto perdere fiducia, ci siamo come bloccati mentalmente, la pressione è diventata pesante. Il segreto è di tornare liberi di testa”.
Lei la scorsa stagione uscì di scena dopo nove partite con tre gol quattro assist per l’infortunio ai legamenti. Come ha recuperato?
“Sto bene, ho segnato due reti. Del resto ci ho dato dentro per recuperare: mi sono operato il 28 gennaio, ai primi di agosto ho iniziato la preparazione con la squadra. Ho svolto un lavoro di recupero molto intenso di sei mesi, per tre quotidiano, tra piscina, palestra, massaggi. Il mio obiettivo è andare in doppia cifra e risalire la corrente con la squadra”.
Come procede il lavoro nel settore giovanile?
“Dopo aver collaborato con Simoncelli con i 2014, alleno il gruppo dei 2015 affiancato da Bacchiocchi. Mi piace questo mondo che ho scoperto da alcuni anni grazie a Scotti, a Ricchiuti e allo stesso Simoncelli, che sa regalare tante emozioni prima tra tutte vedere nel tempo i progressi dei ragazzi”.










