AERE for Education, quando sport e scuola imparano a volare insieme
Guardare un atleta volare, provare a comprenderne il movimento e scoprire che dietro un salto ci sono geometria, fisica, controllo del corpo e consapevolezza dello spazio. È questa l’esperienza vissuta dai giovani che hanno partecipato ad AERE for Education, il progetto didattico sviluppato nell’ambito dell’AERE Trampoline World Cup 2026 al PlayHall di Riccione.
Scuole, insegnanti, società sportive, allenatori e famiglie sono entrati nel cuore di un evento internazionale non soltanto per assistere alle gare, ma per trasformare ciò che accade sul trampolino in un’occasione di conoscenza.
A guidare il progetto è stata la professoressa Ursula Zich del Politecnico di Torino, con il supporto dei borsisti dell’Ateneo, che hanno accompagnato gli studenti in un’esperienza diretta alla scoperta degli elementi geometrici utili a comprendere il movimento dell’atleta sul telo.
«La partecipazione è stata distribuita nel tempo e ha coinvolto sia le scuole sia gruppi organizzati appartenenti alle società sportive. Con gli studenti abbiamo lavorato attraverso l’esperienza diretta sugli elementi di geometria utili a comprendere il movimento dell’atleta sul telo, con una buona partecipazione e soprattutto un’ottima interazione con gli atleti in gara e con i borsisti del Politecnico di Torino che hanno supportato il progetto. Con i gruppi del pattinaggio artistico abbiamo invece messo a confronto le geometrie utilizzate nel loro sport con quelle del trampolino, dando ai ragazzi anche la possibilità di confrontarsi direttamente con gli atleti. Con il gruppo di acrobatica, composto da partecipanti di età e livelli di preparazione differenti insieme ai loro familiari, il lavoro è stato ancora diverso: l’obiettivo è stato insegnare a osservare e comprendere la gara di trampolino», spiega Ursula Zich.
Un progetto, dunque, costruito per adattarsi ai partecipanti: dalla seconda media alla seconda del liceo artistico, fino agli sportivi provenienti dal pattinaggio e dall’acrobatica. Non una lezione uguale per tutti, ma esperienze differenti accomunate dall’obiettivo di imparare a leggere il movimento attraverso la geometria e l’osservazione.
Dal Liceo Mengaroni di Pesaro: imparare anche fuori dall’aula
Tra le scuole presenti anche il Liceo Artistico Mengaroni di Pesaro, con studenti del biennio di circa 15 anni, molti dei quali si sono avvicinati per la prima volta al trampolino elastico.
Per la professoressa Margherita Lucarini, vedere questa disciplina dal vivo ha rappresentato un valore aggiunto importante: «Un conto è vederla attraverso uno schermo e un conto invece è vivere questa esperienza dal vivo, in presenza, dove i ragazzi possono vedere da vicino gli atleti e le loro evoluzioni acrobatiche».
Un’esperienza particolarmente significativa anche per le caratteristiche del percorso scolastico. Nel biennio del Mengaroni i ragazzi iniziano infatti ad avvicinarsi ai diversi laboratori tecnici e artistici, tra cui architettura e audiovisivo-multimediale, prima di scegliere nel triennio il proprio indirizzo specifico.
La proposta di AERE for Education ha così creato un collegamento trasversale tra corpo, movimento, architettura e competenze che gli studenti potranno sviluppare anche nel loro futuro percorso.
«Per loro è anche un’esperienza emotiva. Toccare con mano questi ambienti è molto più importante che studiarli soltanto sui libri o vederli attraverso la televisione», ha aggiunto Lucarini, ringraziando anche la dirigente scolastica Serena Perugini, sempre disponibile a sostenere esperienze didattiche capaci di portare gli studenti fuori dall’aula.
Dalla scuola media al campo gara
A partecipare al progetto anche gli studenti dell’Istituto Comprensivo Zavalloni, accompagnati dal professor Lucio Rosi e dalla professoressa Sabrina Ricci.
Per molti ragazzi si trattava del primo incontro con il trampolino elastico. «A parte un paio di ragazze che praticano ginnastica artistica, gli altri non sapevano proprio di che cosa si trattasse», ha raccontato Rosi.
La curiosità iniziale si è rapidamente trasformata in interesse, prima osservando le evoluzioni degli atleti e poi partecipando all’attività didattica.
«È fondamentale che i ragazzi conoscano discipline sportive nuove e diverse, in modo da aumentare le loro conoscenze e, successivamente, anche le loro competenze sportive», ha spiegato il docente.
Il progetto ha coinvolto inoltre i giovani del Pattinaggio Riccione, dove Lucio Rosi è anche allenatore, presenti alla manifestazione per il secondo anno consecutivo. Se nella prima esperienza aveva prevalso la curiosità, quest’anno i ragazzi sono tornati con uno sguardo più tecnico, interessandosi al dialogo con gli atleti e al rapporto tra fisica, geometria e movimento.
«Hanno fatto subito il transfert motorio per quanto riguarda le due discipline. Per questo li ho riportati e li riporterò anche il prossimo anno», ha sottolineato Rosi.
A rendere la giornata ancora più speciale è stato l’incontro con il neozelandese Dylan Schmidt, bronzo olimpico nel trampolino individuale a Tokyo 2020. Per giovani che praticano già sport a livello agonistico, incontrare un atleta capace di salire su un podio olimpico ha rappresentato un’emozione in più e un’occasione per vedere da vicino dove possono portare allenamento, continuità e passione.
Acrobatic Team Riccione: imparare a guardare con occhio critico
AERE for Education ha aperto le proprie porte anche alle società sportive, creando un ponte tra discipline differenti.
Tra le realtà presenti, Acrobatic Team Riccione, guidata da Giovanni Foschi, allenatore e responsabile della società. Un gruppo di circa 15 partecipanti, dai 10 ai 30 anni, insieme a maestri e genitori, ha vissuto l’esperienza al PlayHall.
Nell’incontro con Foschi è emersa soprattutto una forte condivisione dello spirito che anima AERE for Education: la convinzione che osservare altri sport, confrontarsi e imparare a leggere tecnicamente un gesto possa diventare uno strumento di crescita anche nella propria disciplina.
«I ragazzi sono affascinati dall’attività e dalla possibilità di guardare con occhio critico e consapevole quello che fanno gli atleti. È stimolante e bello, perché portano a casa qualcosa che può aiutarli a crescere e a migliorare», racconta Giovanni Foschi.
Non semplicemente assistere, dunque, ma imparare a guardare. Per un giovane atleta, riconoscere una posizione, interrogarsi su una rotazione, osservare il controllo del corpo o confrontare tecniche appartenenti a discipline diverse significa sviluppare una consapevolezza che può poi essere riportata nel proprio allenamento.
Liceo Volta Fellini: ragazzi pronti a tornare
Positivo anche il riscontro del Liceo Volta Fellini. Linda Di Giovanni ha definito la partecipazione «un’opportunità molto positiva per i ragazzi», sottolineando quanto gli studenti abbiano apprezzato l’iniziativa.
Il segnale più concreto è arrivato proprio da loro: diversi hanno scelto di tornare anche il giorno successivo per assistere alle gare.
Un interesse spontaneo che racconta uno degli obiettivi più importanti del progetto: far entrare un ragazzo nel palazzetto per un’esperienza educativa e fargli venire voglia di tornarci perché quello sport, poche ore prima sconosciuto, ha acceso una nuova curiosità.
Scuole e società insieme: il valore di una città che partecipa
La partecipazione di realtà scolastiche e sportive ha accompagnato così le giornate dell’AERE Trampoline World Cup, trasformando il PlayHall in uno spazio nel quale la competizione internazionale ha dialogato direttamente con il territorio.
A sottolineare il valore dell’iniziativa e il coinvolgimento del territorio è anche l’Assessore allo Sport del Comune di Riccione, Simone Imola: «Desidero ringraziare le scuole, le società sportive, gli insegnanti, gli allenatori e le famiglie che hanno accolto con entusiasmo l’invito a partecipare ad AERE for Education. Vedere tanti giovani entrare al PlayHall, conoscere una disciplina nuova e confrontarsi direttamente con lo sport internazionale è un risultato importante. Iniziative come questa permettono a un grande evento di lasciare qualcosa che va oltre la competizione, creando opportunità di crescita e avvicinando sempre più ragazzi allo sport».
AERE for Education conferma così la volontà di fare dell’evento non soltanto una vetrina per il trampolino elastico mondiale, ma un luogo aperto alla città e alle nuove generazioni.
Dall’Istituto Comprensivo Zavalloni al Liceo Volta Fellini, dal Liceo Artistico Mengaroni di Pesaro alle realtà sportive come Pattinaggio Riccione e Acrobatic Team Riccione, esperienze ed età differenti si sono incontrate intorno allo stesso campo gara.
Il risultato non si misura soltanto nel numero dei partecipanti, ma in ciò che ciascuno porta con sé uscendo dal PlayHall: una domanda nuova, un movimento compreso meglio, l’incontro con un campione, la scoperta di una disciplina o semplicemente la voglia di tornare.
Perché è proprio questo il cuore di AERE for Education: usare la forza del grande sport per stimolare curiosità, conoscenza e crescita, trasformando per qualche ora il campo gara in una grande aula aperta.
E lo sguardo è già rivolto al futuro, con l’invito a scuole e società sportive a ritrovarsi a Riccione per la prossima edizione di AERE Trampoline, continuando un percorso che vuole far crescere insieme sport, educazione e territorio.
Silvana Conte










