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IL 19 AGOSTO

A San Giuliano una serata dedicata a Buffalo Bill

In foto: una veduta del Borgo San Giuliano
una veduta del Borgo San Giuliano
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Mercoledì 19 agosto alle ore 21 (ingresso libero), nel Chiostro della Chiesa di San Giuliano Martire - Borgo San Giuliano, quarto appuntamento per la rassegna Esco in Scarana, con un nuovo evento cinematografico dedicato all’eroe protagonista della festa, il colonnello William Frederick Cody in arte “Buffalo Bill”.

In programma il film diretto da Robert Altman nel 1976 Buffalo Bill e gli indiani. L’occhio caustico e iconoclasta del regista di “Nashville” trova terreno fertile nel raccontare in modo più realistico, privando la vicenda di qualsiasi tono mitologico e hollywoodiano, i retroscena del grande “Wild West Show” con i contrasti tra Cody (interpretato da Paul Newman che tratteggia il personaggio come vanaglorioso uomo di spettacolo, imbevuto di successo e di alcool e poco propenso ad accettare la verità storica del massacro degli indiani) e il capo Sioux Toro Seduto (che partecipò effettivamente allo show, anche nelle tappe italiane), in una popolata galleria di personaggi come l’impresario e cofondatore dello show Nate Salsbury (Joel Grey, premio Oscar per “Cabaret”), l’infallibile pistolera Annie Oakley, una delle star dello spettacolo (Geraldine Chaplin, figlia del grande Charlie) e ancora una colonna cinematografica come Burt Lancaster (lo scrittore Ned Buntline), Harvey Keitel, Shelley Duvall e il nativo creek Will Sampson (indimenticabile nei panni di Capo Bromden in “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman). 

Vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino del 1976, il film (il titolo originale completo è “Buffalo Bill and the Indians or Sitting Bull’s History Lesson), realizzato con un budget di 6 milioni di dollari forniti dal produttore Dino De Laurentiis (il più cospicuo della carriera di Altman, il che gli permise di ingaggiare Newman e Lancaster) fu accolto tiepidamente dal pubblico americano, in piena euforia da festeggiamenti del Bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza e poco disposti a confrontarsi con gli aspetti meno eroici e nobili dei protagonisti della loro storia, anche per la caratterizzazione di Toro Seduto, figura spirituale e morale che rifiuta di esibirsi nella ricostruzione della battaglia di Little Big Horn (nota anche come Custer’s Last Stand) e chiede invece di poter mostrare al pubblico il massacro di un pacifico villaggio Sioux. 

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