A Cattolica la data zero di Com'è Umano l'AI, con Claudio Paolucci
Mercoledì 28 ottobre alle 21 (ingresso libero con prenotazione obbligatoria), il Salone Snaporaz ospita la “prima della prima”, la data zero aperta al pubblico di Com’è umano l’AI. ovvero Come non temere il megadirettore galattico e imparare a dargli del tu, una conferenza-spettacolo inedita che unisce filosofia, creatività e intelligenza artificiale generativa.
È a Cattolica che ha preso forma Com’è umano l’AI, che vede per la prima volta insieme sul palco Claudio Paolucci, tra i protagonisti del dibattito teorico e accademico sull’intelligenza artificiale e brillante divulgatore sulle orme del suo maestro Umberto Eco, e Rocco Tanica, musicista, autore e artista innovatore dei linguaggi della cultura pop, da anni impegnato nella sperimentazione con l’AI. Il progetto è nato infatti dall’incontro tra i due nell’ambito dell’ultima edizione della rassegna del Centro Culturale Polivalente Che cosa fanno oggi i filosofi? La filosofia in dialogo, curata dal professor Paolucci.
In quell’occasione Paolucci e Tanica erano stati protagonisti di un dialogo sul rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, esplorando le possibilità di nuove forme di espressione aumentata. Da quel confronto è nata l’idea di trasformare il dialogo in un’esperienza dal vivo, capace di intrecciare riflessione teorica, sperimentazione e coinvolgimento del pubblico, chiamato a contribuire direttamente alla costruzione dello spettacolo.
Cattolica diventa così il luogo in cui il progetto ha avuto origine e in cui, attraverso una residenza artistica al Salone Snaporaz, prende definitivamente forma prima di incontrare il pubblico. La residenza conferma la vocazione dello Snaporaz come spazio di creazione e sperimentazione, capace di accogliere non soltanto la presentazione degli spettacoli, ma anche i processi di ricerca e costruzione che li precedono. L’appuntamento del 28 ottobre sarà dunque un’occasione speciale per partecipare alla nascita di un nuovo progetto artistico.
Com’è umano l’AI accompagna il pubblico in un percorso di comprensione e sperimentazione partecipata di una delle innovazioni più rilevanti del nostro tempo: l’intelligenza artificiale generativa al servizio della creatività. Un modo per esplorare il funzionamento di questi strumenti, quali possibilità aprono e in che modo stanno trasformando il nostro rapporto con il sapere, il linguaggio e la produzione artistica.
Come spiega il professor Paolucci, “per la prima volta ci troviamo di fronte a macchine dotate di linguaggio capaci di generare canzoni, immagini e video a partire da un normale dialogo in chat. È normale che ci si senta spaesati, perché per la prima volta nella storia dell’essere umano le macchine sono capaci di operazioni che per secoli abbiamo pensato essere esclusive dell’essere umano. Tuttavia, l’AI è solo l’ultimo degli strumenti esterni a cui da sempre abbiamo affidato parte del nostro lavoro mentale, con il fine di migliorare e rendere più efficiente la nostra relazione con i nostri simili e con l’ambiente: dalla scrittura, al computer, a internet, fino allo smartphone”.
La mente umana, infatti, non sta soltanto dentro la nostra testa, ma da sempre si estende attraverso gli oggetti e le tecnologie che utilizziamo. Mescolarci con la tecnologia non è quindi innaturale: è, al contrario, una caratteristica della nostra stessa evoluzione, passata attraverso la creazione di strumenti culturali capaci di rendere la mente più efficiente e potente. L’AI è l’ultimo di questi strumenti, ma è destinata a riconfigurare profondamente molti dei nostri processi mentali, mostrando percorsi e connessioni che attraversano il nostro sapere e la vita quotidiana e che finora non eravamo riusciti a cogliere. Imparare a usarla in modo creativo diventa così una nuova grande sfida collettiva.
Anche per Rocco Tanica, “la creatività, cioè quanto di più umano si possa immaginare, ha da sempre sfruttato la tecnica – dal graffito all’affresco, dagli strumenti musicali tradizionali a quelli elettronici – per tradursi in opera d’arte e condividere mondi, emozioni, idee. Queste protesi hanno a loro volta influenzato e modificato il processo creativo. Che oggi chi fa arte possa utilizzare (anche) l’AI per potenziare ed esaltare la propria creatività è semplicemente scontato”.
Sul palco, Tanica racconterà il proprio percorso di avvicinamento e addomesticamento dell’intelligenza artificiale. Al computer, in tempo reale e con il coinvolgimento del pubblico, mostrerà il funzionamento dei principali programmi di AI generativa per creare e ottimizzare testi, immagini, video e musica. Con il suo stile spiazzante e coinvolgente, farà vedere come l’AI stia trasformando le professioni creative: non necessariamente a scapito della spontaneità e della qualità artistica, ma anche come potente strumento espressivo per chi sa utilizzarla nel modo giusto.
Claudio Paolucci è professore ordinario di Semiotica e Filosofia del linguaggio all’Università di Bologna, dove coordina il dottorato in Philosophy, Science, Cognition and Semiotics. Tra gli ultimi allievi e collaboratori di Umberto Eco, dal 2014 è coordinatore scientifico del Centro Internazionale di Studi Umanistici fondato da Eco e dal 2024 presidente della Società di Filosofia del Linguaggio. Tra i suoi libri: Strutturalismo e interpretazione (Bompiani, 2010), Umberto Eco (Feltrinelli, 2017), Persona (Bompiani, 2020) e Nati cyborg. Che cosa l’intelligenza artificiale generativa ci dice dell’essere umano (Sossella, 2025).
Rocco Tanica è musicista, compositore, autore e comedian. Cofondatore di Elio e le Storie Tese, è coautore di gran parte dei brani della band. Parallelamente lavora per radio, teatro, televisione e cinema come autore e interprete. Ha pubblicato Scritti scelti male (Bompiani, 2008 / La nave di Teseo, 2023), Lo sbiancamento dell’anima (Mondadori, 2019) e Non siamo mai stati sulla Terra (il Saggiatore, 2022). Quest’ultimo è stato il primo libro scritto a quattro mani con l’AI pubblicato al mondo; da allora Tanica è un appassionato, competente e sofisticato utilizzatore dell’intelligenza artificiale nella sua attività creativa.










