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impatto sarebbe scioccante

Piscine in spiaggia. Fattibile, ma chi pensa ai rischi ambientali?

In foto: Elisabetta Zavoli – documentarista National Geographic Explorer
Elisabetta Zavoli – documentarista National Geographic Explorer
di
Lucia Renati
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

All’indomani del Ferragosto, le piscine in spiaggia invocate dal sindaco di Rimini per ovviare alle mucillagini in Adriatico, fanno discutere. Tecnicamente è fattibile, ma ci sono rischi ambientali? Ne abbiamo parlato con la fotoreporter e documentarista riminese del Magazine Radar e National Geographic Explorer che si occupa d’inchieste sull’ambiente, Elisabetta Zavoli.

L’aumento della temperatura dell’acqua e altri eventi naturali come i nubifragi, ci dicono gli scienziati, sono effetti del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici ai quali, ahinoi, dovremo sempre di più abituarci. Con il fenomeno naturale delle mucillagini che sta interessando tutta la costa adriatica in questa estate rovente, a Rimini, la proposta del Sindaco Jamil Sadegholvaad di mettere le piscine in spiaggia, apre il dibattito sulla necessità di un nuovo modello turistico che possa offrire ai turisti nuovi servizi come in altre località, ma di fatto oggi da noi vietate a causa di vincoli sovracomunali. Una proposta che ha già fatto infuriare il partito dei Verdi e gli ambientalisti, ma che bagnini e albergatori invece condividono in pieno. Ma quale sarebbe l’impatto sull’ambiente?

Ci sono delle riflessioni da fare non di poco conto a mio avviso – dice a Icaro tv la fotoreporter Radar Magazine Elisabetta Zavoli e Documentarista National Geographic Explorer – tecnicamente è fattibile, ma bisogna pensare all’impatto che questa scelta avrebbe sull’ambiente. Intanto, trovo scioccante lo spreco di acqua dolce che servirebbe a riempire le piscine, considerando che l’acqua, con la siccità che sarà sempre più grave nei prossimi anni e l’emergenza idrica che già dobbiamo affrontare, sarà un bene sempre più prezioso e sempre più scarso. L’acqua delle piscine deve essere acqua balneabile, ettolitri di acqua da depurare, da trattare, sottraendola ad usi nobili come, oltre ovviamente all’idratazione umana, a quella degli altri esseri viventi, gli animali, le piante, senza dimenticare l’uso agricolo. Tutti usi necessari alla nostra sopravvivenza contrapposti a quello puramente “ludico” che francamente non ci possiamo permettere.

Altro aspetto da considerare – continua Zavoli – è che gli arenili sono ecosistemi delicati, al punto da essere già tutelati dalla legge. C’è un equilibrio dinamico tra terra e mare che va preservato e aiutato: scavare delle buche e riempirle di cemento per farne piscine altera l’ecosistema e avrebbe effetti distruttivi. Opere così impattanti non possono essere scelte valutate alla leggera” 

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