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raccolte 2mila firme

30 rinforzi in meno del 2023. Il sindaco rilancia la petizione popolare

In foto: Jamil Sadegholvaad
Jamil Sadegholvaad
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 12 giu 2024 12:12 ~ ultimo agg. 14:49
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In pochi giorni la petizione popolare telematica lanciata dal sindaco di Rimini, per chiedere al Governo di provvedere a rinforzi permanenti di Polizia in provincia di Rimini, ha già raccolto 2mila sottoscrizioni. Una mobilitazione, come preannunciato dal primo cittadino che non si ferma all’on line. “Ho cominciato lunedì a distribuire il materiale cartaceo a consiglieri comunali, comitati d’area e associazioni per raccogliere le firme” spiega Sadegholvaad che richiama tutte le forze politiche a sostenere la richiesta. “Il concetto è che riconoscere al territorio riminese quanto merita in termini di dotazioni statali di sicurezza sia un dovere da parte dello Stato nei confronti della comunità locale e dei suoi cittadini. E’ una battaglia popolare e bipartisan che proprio per questo sarebbe opportuno fosse fatta proprio unitariamente anche dalle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione: sulla sicurezza gli interessi della collettività vengono prima di qualsiasi questione”.
Su un tema analogo, i rinforzi estivi delle forze dell’ordine, tutti i sindaci della provincia di Rimini, 27, hanno firmato la scorsa settimana un appello congiunto affinché il potenziamento stagionale giunga in modalità numericamente adeguata e temporalmente tempestiva.
E’ notizia di ieri  che saranno circa 300 le donne e gli uomini che verranno destinati al territorio provinciale dall’1 luglio all’1 settembre, con la possibilità – per situazioni speciali- di richiedere risorse aggiuntive. “Ringraziamo la Prefettura per l’impegno a nome della comunità svolto nei confronti del Viminale, direttamente competente sul tema. Se questi dati rispondono alla realtà dei fatti, si tratta di 30 unità in meno rispetto al 2023; una riduzione del 10 per cento. La sostanza operativa sicuramente cambia di poco ma il segnale resta. Certamente ci saranno delle ragioni importanti da parte del Ministero dell’Interno a motivare questa scelta (il G7 in Puglia?) ma siamo sempre lì, come da 30 anni a questa parte: la specificità del territorio riminese è presa in considerazione a singhiozzo“.
Come sindaci, e come cittadini, reiteriamo dunque senza alcuna polemica ma con spirito propositivo la richiesta di dotare la provincia di forze dell’ordine numericamente adeguate a un territorio che accoglie ogni anno 16 milioni di turisti e almeno 20 milioni di escursionisti, con grandi eventi e un’attività relazionale e di servizi ormai spalmata su tutti i 12 mesi dell’anno. Restiamo fiduciosi circa la risposta, restiamo un po’ così visto il taglio numerico, seppur ridotto, dei rinforzi estivi. Non vorremmo che l’immagine simbolica circa la considerazione dello Stato italiano verso la sicurezza nella provincia di Rimini continuasse a rimanere quel mostro di cemento dell’ex questura in via Ugo Bassi. Commissionato da Roma e poi lasciato sul groppone dei riminesi senza neanche batter ciglio. Anche di questo però se ne sta dando soluzione Rimini: tra pochi giorni ci saranno delle novità per superare quella vergogna voluta dallo Stato, provocata dallo Stato. E a cui noi, ancora una volta, dobbiamo mettere una pezza“.