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domenica 19 maggio 2024
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I voti della stagione

Rimini Calcio, il pagellone finale di Cesare Trevisani

In foto: Il Rimini festeggia il passaggio del turno al "Barbetti" di Gubbio (Foto Rimini F.C.)
Il Rimini festeggia il passaggio del turno al
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
mar 14 mag 2024 18:35 ~ ultimo agg. 15 mag 19:17
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Sono 33 i giocatori schierati dal Rimini in campionato. Alcuni per pochissimi minuti come Didio, Accursi e Satalino, altri poco di più come Evan, Oddi e Cherubini con quest’ultimo, prodotto del vivaio, in gol con l’Arezzo alla prima di campionato.

Difficile inserire nel pagellone finale anche altri ragazzi scesi in campo in porzioni minime della stagione. È il caso di Acampa, Rosini, Quacquarelli, Stanga, Lombardi e Selvini.

Fra tutti quelli che se ne sono andati da Rimini a gennaio, è Stanga ad aver compiuto un passo in avanti, pur con una manciata di minuti, nello Juve Stabia promosso in B. Lombardi ha centrato i play off col Pontedera, Acampa ha messo piede in campo di rado al Renate, salvo in extremis nel girone A. Gli altri hanno giocato in D e Selvini è rientrato nella Primavera del Frosinone.

COLOMBI 8. Onore alla società per averlo convinto a firmare un biennale col Rimini. Certo, quella sera a Pontedera deve essersi fatto qualche domanda sulla scelta compiuta, ma poi con la fascia al braccio s’è caricato sulle spalle una squadra tremolante e con personalità e qualità tecnica è diventato un pilastro insostituibile. Dopo Zaccagno lo scorso anno, anche in questo campionato il Rimini ha avuto probabilmente il miglior portiere del girone, certamente il più decisivo. Parate, leadership, intensità: Colombi è un top player della C.

COLOMBO 6. All’inizio è finito nel frullatore di un Rimini fragile da morire. Certo, ha fatto degli errori, ma prendeva 15 tiri in porta ogni partita e dentro c’erano anche dei mezzi miracoli. L’arrivo di Colombi gli ha tolto pressione e poi quando è servito, in Coppa, ha sempre fatto il suo. Non sarà più under il prossimo anno.

GIGLI 6,5. I suoi gol sono serviti molto, così come l’atteggiamento di chi sa prendersi dei rischi perché sa anche di poterne sopportare le conseguenze. Ha caratteristiche precise, sa fare bene certe cose ed è stato continuo nel corso dell’anno. Ha trasmesso l’idea di essere una colonna della squadra. Campionato positivo.

GORELLI 6,5. È forse il simbolo della rinascita biancorossa sotto l’aspetto caratteriale. Imballato e pasticcione all’inizio, ostico e insuperabile alla fine. In mezzo, un processo continuo di crescita, senza clamori, con disciplina e spirito di gruppo, lavorando sodo per farsi trovare pronto. A Catania gli hanno tolto una gioia che sarebbe stata enorme, ma la sensazione che ha trasmesso è sempre stata quella di uno che era soddisfatto di essere lì. Poi ci sono i dettagli, che si fondano sulla sostanza. Che a lui piace e anche noi abbiamo imparato ad apprezzare.

LEPRI 7. Lui invece è il simbolo della crescita tecnica del Rimini. Da quando Raimondi lo scaraventò in campo a sorpresa a Cesena, ha risalito la china giorno dopo giorno. In un certo tratto della stagione è diventato il jolly buono per tutti i ruoli, risolvendo tanti guai. Ha personalità, voglia di migliorarsi, sarà ancora under nel prossimo campionato. Lepri è indiscutibilmente il miglior giovane biancorosso della stagione.

PIETRANGELI 6,5. Campionato complicato per via di infortuni e altri intoppi che lo hanno limitato nel minutaggio, visto che è rimasto fuori per ben oltre un terzo di stagione. Quando ha giocato in piena salute ha confermato di essere da serie B. Resta un contributo di sostanza in quella fase di campionato in cui c’era tanto bisogno di concretezza. Ha allungato il contratto col Rimini.

SEMERARO 6. Era l’under più referenziato in avvio di stagione e l’attesa è stata superiore al suo rendimento per lunghi tratti di stagione. Di sicuro non ha mollato mai, nemmeno quando da quella parte sembrava che le gerarchie si fossero rovesciate e dal mercato erano arrivati altri due terzini mancini e under. Ci sono stati momenti nei quali ha fatto capire che i valori ci sono. Ha un biennale, non sarà più under.

TOFANARI 6. Altro jolly della squadra. È stato impiegato in tutti i ruoli difensivi e a centrocampo e così come lo scorso anno, gira e rigira, tutti i tecnici gli hanno spesso consegnato una maglia. Segno di duttilità, ma è complicato trovare continuità e qualità cambiando sempre posizione. Peccato l’infortunio, arrivato quando pareva in fase di netta crescita. Resta un contributo prezioso, magari non scintillante, ma di sostanza.

DELCARRO 6. Ha guardato con le stampelle tutta la fase iniziale e poi su di lui si sono concentrate le attese di tutti quando pareva che la barca affondasse. Una volta guarito, non è riuscito a trovare il rendimento spettacolare dello scorso campionato e forse non c’erano nemmeno (oltre all’indiscutibile rimonta fisica necessaria) le condizioni tattiche per esprimersi con la stessa efficacia. Una cosa è certa: mai è mancata la certezza che desse in campo quanto aveva, fosse per uno o per più minuti.

GARETTO 7. I suoi cingoli e la sua stazza hanno dato sostanza preziosa. In tante partite s’è sdoppiato nel lavoro di contenimento e nell’assistenza all’attacco, con qualche gol e una bella predisposizione agli inserimenti. Ruvido, combattivo, da gennaio ha dato una grande mano al Rimini. Ha un biennale col Rimini, non sarà più under.

LANGELLA 7. Maniglia solida a cui s’è aggrappata la squadra nei momenti difficili. Centrocampista di categoria, con personalità e capacità di assumersi le responsabilità, s’è adattato con impegno ai compiti richiesti. In qualche gara è parso come prendersi delle pause, ma dentro alla partita un fattore è sempre stato una costante: al fischio finale è sempre stato fra i protagonisti. Ha un contratto biennale col Rimini.

LEONCINI 6. Ottimi segnali in avvio di stagione, poi un periodo in disparte e una crescita che lo ha portato in campo con regolarità. Infine un noioso infortunio che l’ha tolto di mezzo nella fase decisiva. Dinamico e generoso lo è stato in ogni frangente.

MARCHESI 6. L’ultima partita a Perugia è ha fatto capire che le tante noie fisiche hanno tolto al Rimini un giocatore importante. Peccato davvero non averlo potuto vedere in campo più spesso.

MEGELAITIS 7. Soldato silenzioso e concreto, ha sofferto all’inizio e poi è diventato sempre più importante per la squadra. Da terzino destro è stato giocatore fondamentale per la capacità di leggere le situazioni in campo. Ha un biennale col Rimini.

SALA 6,5. Raffinato centrocampista, ha portato personalità e leadership. L’intelligenza calcistica è indiscutibile e anche l’apporto dato al Rimini lo è stato. Per esaltarlo forse la mediana andrebbe assortita diversamente, ma se hai qualità come Sala un modo per rendersi utile c’è sempre. Ha un biennale col Rimini.

CAPANNI 6. C’è stato all’inizio e alla fine. In mezzo, tanta sfortuna per un infortunio complicato da risolvere. Peccato, perché le sue caratteristiche erano centrali nella costruzione della squadra. Indiscutibili le doti tecniche, che però hanno bisogno della piena efficienza fisica per esaltarsi. È stato comunque utile alla causa.

CERNIGOI 6. La contabilità dei gol lo terrebbe sotto la sufficienza e forse sarebbe anche la valutazione giusta. Lui però ci ha messo qualcosa che il pubblico ha capito, ci ha messo quel gol a Gubbio che ha sterzato la valutazione generale della stagione e soprattutto un atteggiamento sempre positivo, corretto e rispettoso. Ha un contratto biennale col Rimini.

IACOPONI 6. Indispensabile nella fase centrale della stagione, quando per centrare la tabella degli under e in assenza di una loro numerosità adeguata, s’è sempre dato da fare con impegno. La lunga assenza per infortunio gli ha tolto quel percorso di crescita che pareva aver intrapreso. Resta una parentesi positiva quanto a contributo alla causa.

LAMESTA 8. Ha giocato più di tutti e sempre a tutto gas. Ha segnato, confezionato assist come mai in carriera. Ha condizionato gli avversari e regalato perle indimenticabili. Top player della C. Ha un biennale col Rimini.

MALAGRIDA 6,5. Il suo arrivo a gennaio ha portato qualità ad una squadra che ne aveva tanto bisogno. A sprazzi anche scintillante, non è riuscito a fare un salto completo di rendimento a livello di continuità. È talmente giovane da avere tutto il tempo per farlo. Resta un contributo molto importante nel campionato biancorosso.

MORRA 8. Super campionato a livello realizzativo. Rilevante anche il contributo alla manovra. Certo, potrebbe crescere ancora con una squadra intorno che facesse stazionare per più tempo la palla nella metà campo avversaria e con intorno più compagni, perché ha una grande abilità nel dialogo con la palla. In alcune partite è stato incontenibile. Ha un contratto biennale col Rimini.

UBALDI 7. S’è ritagliato un ruolo nelle fasi finali delle partite, quando spesso è stato letale. Ha giocato quasi sempre di rincorsa dalla panchina, elettrizzando la squadra col suo ingresso. Chissà se a lui è bastato, di sicuro ci ha messo tutto quel che aveva. Ha un contratto biennale col Rimini.

TROISE 7,5. Era in ballo con Massimo Paci per subentrare a Raimondi e visto cosa è successo alla Pro Sesto benedetta la scelta. Lo raccontano come un lavoratore totale, riservato e pignolo da morire. Già, lo raccontano… perché in questi mesi ha vissuto con tanta discrezione l’avventura biancorossa. Ha risolto un problemone che pareva senza soluzioni. Ha impostato una fase difensiva efficace e si è affidato ad attaccanti capaci di segnare con poco. Per lunghi tratti è stato un Rimini speculativo, quando ha provato ad uscire dal guscio non c’è stato un significativo miglioramento. Ha scelto spesso strade originali e alla fine il risultato lo premia in pieno. Certo, le ultime due gare di play off restano negli occhi, ma Troise ha meriti grandi e il suo profilo basso lo sta un po’ penalizzando perché nove su dieci la conferma sarebbe già sul tavolo. Comunque nella situazione del Rimini non è una scelta facile, va detto per onestà.

Cesare Trevisani