Indietro
menu
'Una bella vergogna'

ADL Cobas blocca uno sfratto in aloggio Erp. 'Dov'è il diritto alla casa'?

In foto: gli attivisti di ADL Cobas
gli attivisti di ADL Cobas
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 20 set 2023 11:06 ~ ultimo agg. 11:31
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Anche questa mattina c’è stato un blocco dello sfratto per un nuovo accesso dell’ufficiale giudiziario in un alloggio Acer per una situazione seguita dallo Sportello Casa di ADL Cobas, che annuncia un nuovo blocco in alloggio Erp anche per giovedì.
Sventata una situazione che, spiega ADL Cobas, stava per “togliere l’accesso ad un alloggio sicuro, mettendo alla porta due donne, una delle quali con una figlia minore, entrambe con problemi di salute che si sono aggravati. Entrambe rischiano di dover lasciare un alloggio – dove si erano ricostruite una vita e un’autonomia dopo essere state vittime di violenza domestica da parte dei propri ex partner – a causa di cavilli burocratici a cui Acer e l’Ufficio Casa del Comune di Rimini si aggrappano e che utilizzano per aumentare il turn-over negli alloggi popolari.
Una bella vergogna, a fronte di tante parole spese dalla Giunta su questi temi!”.
“Non ci sono pressoché più alloggi con affitti annuali, e la speculazione galoppa per residence e affitta-camere che propongono prezzi da paura e chiudono le porte a nuclei famigliari e proprietari di animali. Dov’è il tanto declamato diritto alla casa a Rimini?! – chiede Adl Cobas – Quali sono le strategie e le azioni politiche pensate per garantire la residenzialità in una città ad alta tensione abitativa e con un’economia prettamente turistica? Continuiamo a chiedercelo perché quello che osserviamo sono dei gran contributi economici a pioggia che vanno ad alimentare i circuiti delle strutture turistiche ma nessuna azione volta ad intervenire e regolamentare il mercato degli affitti.
E così le scelte di questa amministrazione stanno trasformando Rimini un giorno dopo l’altro in una città per poch*, sempre più escludente ed inaccessibile, che punta ad attrarre un turismo di lusso senza pensare alla tutela dei propri ecosistemi, non umani ed umani, che sono alla base della salute di ogni Città”.