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la storia

Da apprendista a imprenditrice, la parrucchiera Elsa Sabba passa il testimone

In foto: Elsa Sabba
Elsa Sabba
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 2 lug 2023 16:31
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Nel 1974 si aprì per la prima volta la porta di un salone di parrucchiera di Elsa Sabba, ora, nel 2023, si chiude quella soglia che migliaia di donne, riminesi e non, hanno varcato per ricevere nei capelli colore, volume, bellezza ma soprattutto, nel cuore, tante attenzioni. La cronologia della carriera di Elsa va un po’ più indietro del 1974, risale agli anni ‘60, quando appena 12 enne lascia la natia S. Agata Feltria per Pergola, per andare ‘a bottega’ dalla Delia. “Non aveva tanti clienti ma aveva tanti bambini, 3, e mi faceva fare la baby sitter – racconta Elsa – Dopo un anno me ne sono andata, avevo capito che lì non potevo imparare nulla”. E parte per Rimini.

Approda nel salone Chez Emilio, in vicolo Gomma dove inizia l’apprendistato fatto di giornate lunghissime. Con lei un giovane un po’ più grande, dotato e ambizioso, Edgardo, “che diventerà il caposcuola di tante parrucchiere e parrucchieri. Quando ha aperto il suo salone mi chiese di lavorare con lui. E lo feci senza esitare: era bravissimo. I ritmi erano elevati, si cominciava alla mattina presto e si finiva tardi, alle 22 o alle 23 ogni sera. Ma è stata una bella esperienza, durata 10 anni”.

Poi il salto: il suo primo salone, in via Castelfidardo nel 1974. “Eravamo in cinque, Nadia, Luisa, Paola e Maria Pia, quest’ultima un’amica che mi ha seguito per tutta la vita. Solo la malattia ci ha divise, per sempre: se ne è andata 3 anni fa e ancora la piango”. Una vita imprenditoriale passata nei saloni del centro storico di Rimini, quella di Elsa Sabba, condivisa con l’amato Ettore Paolini, scomparso nel 2014, e con il piccolo Mattia, nato nel 1987.

L’apertura del salone coincide con un viaggio di formazione a Londra, dalla quale ritorna con un taglio che permetteva alle clienti di asciugarsi i capelli da sole. Un successo. “Le mie clienti, a differenza della clientela di Edgardo più adulta, erano giovani commesse, imprenditrici, professioniste che dovevano coniugare impegni di lavoro con la loro immagine. I miei tagli furono in qualche modo ‘rivoluzionari’: semplici da gestire e sposavano molto bene le loro esigenze di donna”.

Nel 1981 altro salto, un poco più a sud: in piazza Castelfidardo apre un nuovo salone, più grande, su due piani, dove resterà fino a una manciata di anni fa, per trasferirsi nel salone di via Tripoli. Ora, la chiusura di una carriera iniziata da bambina. “Ringrazio la mia clientela che mi ha sempre stimato e seguito in ogni passaggio professionale, premiando le mie capacità, certo, ma anche sorvolando sulle mie ‘piccole paturnie’. Però, mi dicono, da me hanno trovato fantasia, colore, attenzione e soprattutto la capacità di capirle, di farle sentire, ciascuna a modo proprio, belle”.