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Area ex Questura. Confartigianato non si schiera: serve riflettere su programmazione

In foto: l'area ex questura © Manuel Migliorini / Adriapress.
l'area ex questura © Manuel Migliorini / Adriapress.
di Redazione   
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gio 27 apr 2023 12:48 ~ ultimo agg. 13:14
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Per Confartigianato Rimini “Il dibattito scaturito dal Consiglio Comunale di Rimini dedicato all’area di via Ugo Bassi ha acceso l’attenzione su una questione che per Confartigianato Imprese Rimini ha un rilievo molto importante”.

L’associazione si astiene “dal giudizio nel merito, che chiede una conoscenza precisa e cronologica delle carte e delle norme. Privi di queste informazioni dettagliate, restiamo equidistanti dalle parti: il Comune rivendica il diritto di pensare la città comprendendo altre aree ora disponibili e strategiche per Rimini; gli imprenditori affermano che la lettura degli atti rendeva congrua la loro offerta economica nell’ambito dell’asta nella quale hanno prevalso sulla concorrenza. Confidiamo che il dialogo porti a risolvere una situazione nella quale sono coinvolte anche residenze pubbliche e sociali, delle quali la città necessita in maniera assoluta.

Ci interessa di più un pensiero sulla programmazione degli insediamenti di aree commerciali, artigianali e industriali, e sulla difficoltà che vivono le imprese attualmente operative. Una programmazione a nostro parere da verificare, poiché quanto autorizzato in questi anni, sommato a quanto in corso di autorizzazione e alla sua collocazione, rischia di penalizzare ulteriormente un sistema già in difficoltà. Particolarmente il centro storico, oggetto di riqualificazione e certamente più attraente per cittadini e turisti, che però ha visto espulse troppe imprese, quindi lavoro, ma anche qualità, attraendo fenomeni di degrado sociale che in questa condizione si diffondono più facilmente”.

La richiesta all’Amministrazione Comunale è di “rimettere a fuoco una visione complessiva del territorio quanto a insediamenti e funzioni, perché la somma di scelte singolarmente e apparentemente sostenibili, poco concertate con le categorie interessate, sta oggettivamente producendo difficoltà per troppe imprese, artigianali e commerciali, con un riverbero sulla competitività del territorio”.