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Stufe e camini, a Rimini torna il divieto: deroga a rischio sanzioni

In foto: archivio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 2 dic 2022 12:30 ~ ultimo agg. 3 dic 12:58
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Entra in vigore oggi 2 dicembre la nuova ordinanza relativa alle “Limitazioni alla circolazione dinamica privata e regolamentazione impianti a biomassa legnosa” nel territorio del Comune di Rimini, provvedimento previsto dal Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) e dal Nuovo Accordo di Bacino Padano. Il nuovo testo aggiorna quello pubblicato il 1° ottobre, reinserendo- dopo la richiesta alla Regione di una specifica deroga- le disposizioni che erano state sospese relative all’uso delle biomasse legnose e cioè il divieto per l’utilizzo domestico per camini aperti, caminetti e stufe a legna o pellet fino a classe 2 stelle per i territori sotto i 300 metri di altitudine.

Spiega il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad: “Il Comune di Rimini, a partire dalla giornata odierna, ha armonizzato la sua ordinanza relativa alle misure per la qualità dell’aria alle disposizioni regionali vigenti. La richiesta di approfondimenti tecnici in vista di una possibile deroga per la parte relativa alla regolamentazione degli impianti a biomassa legnosa, sollevata un mese fa del Comune di Rimini e da altri Comuni del perimetro emiliano romagnolo, è stata diniegata, nonostante l’impegno della nostra Regione, sostanzialmente per la presenza di accordi tra le Regioni del Bacino Padano, Lombardia e Veneto comprese, alla luce di potere incorrere- per gli Stati, per le città, Rimini compresa- in sanzioni da parte dell’Unione Europea. Desidero ringraziare la Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, Irene Priolo, che in queste settimane ha svolto ogni verifica e confronto necessari per individuare una soluzione che tenesse conto del particolare contesto (costi energetici alle stelle, difficoltà delle famiglie) in cui in questa fase si calano provvedimenti di questa importanza e, contemporaneamente, di questo impatto. Così come desidero ringraziare i consiglieri regionali che, anch’essi, hanno avanzato proposte migliorative in tal senso.

Questa fase di confronto e di analisi ulteriore deve, a mio avviso, essere comunque assunta come metodo per la prossima campagna sulla qualità dell’aria per far sì che questi provvedimenti siano meglio e più efficacemente tarati sul reale contesto in cui vivono famiglie e operano imprese. La nostra richiesta di deroga andava proprio in questa direzione, una misura di buonsenso che avrebbe tenuto assieme l’obiettivo strategico (il contrasto all’inquinamento) senza alcuna forzatura o peggio rischio di incomprensione da parte dei cittadini”.