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lunedì 30 gennaio 2023
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Calcio Serie C

Rimini-Vis Pesaro 5-0, il dopogara

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
dom 16 ott 2022 15:49 ~ ultimo agg. 17 ott 16:01
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Vis Pesaro 5-0 (leggi notizia).

David Sassarini, allenatore della Vis Pesaro: “Siamo partiti bene, abbiamo avuto anche due situazioni per fare l’1-1, poi abbiamo preso il 2-0, discutibile, poi siamo scesi di attenzione. Dobbiamo far tesoro, dobbiamo crescere sotto questi aspetti. Siamo una squadra giovane. Abbiamo una grande amarezza, eravamo consci di poter fare una partita diversa. Le scelte erano obbligate. La settimana scorsa mi sono palesemente arrabbiato perché avevamo degli equilibri e oggi non li abbiamo avuti”.

Ancora sulla prestazione. “Dobbiamo migliorare, facciamo delle grandi prestazioni e poi facciamo queste debacle che vanno migliorate perché non è concepibile fare queste figure. Questa enorme amarezza la dobbiamo trasferire mercoledì in casa, vogliamo continuare a crescere. Nel calcio ci sono i tifosi e bisogna crescere velocemente. Ci sono i tifosi, c’è l’ambiente”.

Sulla sostituzione di Cannavò dopo il 4-0 del Rimini. “Non riuscivamo ad avere i nostri equilibri. Il ragazzo è tranquillissimo, Cannavò è il meno responsabile di tutti, non avevamo equilibri ma ribadisco non avevamo scelte. Dobbiamo recuperare Di Paola. Quando abbiamo gli elementi abbiamo una squadra competitiva. È chiaro che siamo andati in difficoltà. Mercoledì dobbiamo andare in campo e fare una partita diversa. Di Paola non ci sarà neanche mercoledì”.

La coperta è un po’ corta a centrocampo? “È chiaro che qualcosina rivedremo: con tre centrocampisti disponibili non puoi fare altre scelte. Ho preferito partire con due centrocampisti perché da freschi riuscivamo a coprire meglio il campo. La scelta era quella e non la rinnego tuttora”.

Ancora sugli episodi che hanno incanalato la partita. “Le partite si incanalano sugli episodi. Abbiamo avuto due situazioni per pareggiare”.

Marco Gaburro, allenatore del Rimini FC: “Siamo partiti subito bene. Abbiamo trovato il gol. Non abbiamo mai fatto tornare in partita l’avversario, che poi diventa sempre il tema della partita non cedere terreno per non dare possibilità alla Vis di fare gol. Solo dopo l’infortunio di Piscitella, non avendo più cambi, abbiamo lasciato il finale con il palleggio a loro”.

Grazie al 4-0 all’intervallo il Rimini ha potuto anche amministrare le energie nel secondo tempo, in vista della trasferta di mercoledì a Siena. “Non è stata una partita dove nel secondo tempo abbiamo speso tante energie. Questo è un avversario che fa le proprie cose sempre, a prescindere dal vantaggio o dallo svantaggio. Il risultato non rende l’idea di quello che abbiamo fatto: sembrerebbe che hai battuto una squadra non competitiva, invece abbiamo fatto bene in tutte le fasi. Poi quando sei avanti 4-0 diventa meno difficile portare avanti la gara per raggiungere il tuo obiettivo. Temevamo molto la Vis Pesaro perché è una squadra che palleggia molto sullo stretto, che ti fa spendere molte energie in pressing. Qualcosina abbiamo concesso, però nel complesso la nostra è stata una partita importante”.

Questa gara dà ulteriori segnali al campionato da parte del Rimini? “Sommata alle partite con l’Olbia e con l’Alessandria sono tre gara che ci danno la consapevolezza di un potenziale che in casa riusciamo ad esprimere bene. È presto, dobbiamo continuare a concentrarci sull’avversario. È un campionato dove chiunque batte chiunque. Dobbiamo semplicemente fare tesoro di quello che è stato il percorso di ognuno di noi l’anno scorso. Devi avere la gioia quotidiana di lavorare, ti stai godendo il momento. Finché riusciremo a farlo e la nostra prestazione diventerà fiducia e non presunzione potremmo far bene, dobbiamo andare avanti il più possibile. Anche perché tra tre giorni cambierà lo scenario”.

Adesso non c’è il rischio di montarsi la testa? “I ragazzi sanno che sono i migliori quando fanno determinate cose. Poi le partite sono diverse, quindi cerchiamo di essere tranquilli. Oggi alla fine ho cercato di risparmiare anche qualcuno. Mercoledì ci sarà la possibilità di respirare un po’ perché noi dobbiamo andare sempre a cento. Devo capire chi potrò avvicendare. Dobbiamo spalmare energie perché vi assicuro che anche chi è rimasto fuori ha grandissime cose da fare”.

Per la terza domenica di fila ha schierato lo stesso undici di partenza. Da quando allena a Rimini non è mai successo. “Voglio ribadire questa cosa perché l’ho ribadita anche ai ragazzi: dire squadra che vince non si cambia è irriguardoso. Io sono abituato a mettermi in difficoltà da solo, cambio scelta ogni giorno, questa formazione è cambiata nella mia testa da domenica a oggi. Quando vedi che le cose vanno bene sei contento perché vedi che questo sforzo ha portato a qualcosa di positivo. Quando avrò meno dubbi forse faremo qualche scatto in meno per pressare allora faremo più fatica anche a fare risultato”.

Lorenzo Laverone, difensore del Rimini: “Possiamo dire che siamo soddisfatti perché abbiamo fatto una gran partita. La gente si aspettava una risposta importante da parte della squadra e penso ci sia stata sotto tutti i punti di vista. Siamo contenti del risultato e dobbiamo proseguire su questa strada, che sembra quella giusta”.

Per la seconda partita di fila avete trovato due gol nei primissimi minuti di gioco. “Non sarebbe male. A livello di approccio adesso stiamo facendo bene, ma non sarà sempre così. Ogni partita fa storia a sé. Cerchiamo di iniziare al massimo perché iniziare la partita con due gol vuol dire dare subito un segnale all’avversario, non è facile per le altre rimettersi in carreggiata. L’approccio nostro è una fase importante da tenerci stretta”.

Qual è il segreto di questo Rimini? “Penso non ci siano segreti. Questa è una squadra che ha iniziato a lavorare da subito alla grande. Sono tutti ragazzi disponibili che hanno voglia di migliorarsi. I ragazzi più grandi cercano di trascinare i più giovani per mettersi tutti allo stesso livello. Questa squadra ha venti e più giocatori di livello e in questo campionato questo può pesare. Questa è una squadra che ha sempre lavorato a testa bassa, anche quando i risultati non arrivavano. E adesso ci godiamo questo momento”.

Claudio Santini, autore di una doppietta e bomber del Rimini con otto centri in campionato: “Sono contento, lavoro per quello. Il risultato della squadra è la cosa che conta di più”.

Sul suo momento felice in fase realizzativa. “Ci sono dei periodi in cui la palla entra sempre e altri no. Cercheremo di prolungare questo periodo il più a lungo possibile”.

Si è posto un obiettivo in termini di marcature? “Non mi sono posto obiettivi. L’obiettivo è quello della squadra. Gli obiettivi personali sono una conseguenza del lavoro di squadra, io sono solo un finalizzatore. Il grosso del lavoro lo fanno loro, i miei compagni”.

Ormai il tridente Santini-Vano-Gabbianelli è una certezza. “Più il tempo passa, più partite giochiamo insieme più l’intesa migliora. Tre giocatori importanti per la difesa avversaria diventa impegnativo arginarli. Non solo i titolari che sono partiti oggi, ma anche gli altri. Abbiamo una squadra forte sia nei primi undici che in chi rientra dopo. Siamo tutti molto forti”.

Andrea Zaccagno, portiere del Rimini, parte dalla parata di piede al 7′ su Egharevba: “Prendere gol in quel momento delicato avrebbe potuto compromettere la gara. Siamo stati bravi a smorzare i loro attacchi. Quando si va in vantaggio con così tanti gol di scarto c’è rischio di calare la concentrazione. Noi siamo riusciti sia a livello difensivo che offensivo ad avere un grande approccio. E quindi siamo contenti”.

Si alza l’asticella per l’obiettivo del Rimini? “Penso sia ancora molto molto presto perché la serie C è un campionato difficile e la parte alta della montagna arriva a gennaio. Credo che oggi sia azzardato parlare di obiettivi grossi, il nostro obiettivo rimane la salvezza. L’obiettivo individuale è quello della squadra: noi lavoriamo per giocare bene. Penso che ognuno debba lavorare per cercare di arrivare alla domenica pronto”.

Tecnicamente la parata più difficile è stata quella sulla conclusione di Aucelli al 25′ della ripresa? “Sì, il tiro a giro a livello di complessità è stata la più importante perché avevo la visuale compromessa. Penso la più difficile dal punto di vista tecnico sia stata quella parata”.

È un Rimini che ha trovato una grande solidità difensiva. “Dal punto di vista della solidità difensiva penso che il direttore ed il mister abbiano costruito una squadra che dal punto di vista difensivo sia molto forte. È un reparto difensivo anche molto affiatato. Per quanto riguarda la titolarità anche Cesare (Galeotti, ndr) è un grandissimo portiere ed è tra quelli che hanno fatto molto bene. Io mi sento in discussione ogni domenica e questo spinge sia me che lui a fare molto bene”.

Gianmarco Gabbianelli, attaccante del Rimini, a segno per la terza domenica di fila. E questa volta è arrivata anche una doppietta. “Sono contento per il gol, ma sono contento per una prestazione alla grande. Ci aspettavamo una gara tosta, una gara di sacrificio, l’abbiamo chiusa in un tempo. Bravi tutti, bravi a non prendere gol, bravo anche il portiere che in due situazioni ha salvato il risultato”.

Cambia l’obiettivo stagionale del Rimini? “Siamo partiti per fare un campionato tranquillo, salvarci tranquillamente, però vediamo strada facendo cosa ci porterà questo campionato. La squadra sta rispondendo bene, stiamo tranquilli, poi vediamo”.

Sul livello del girone B. “Sulla carta le squadre più forti erano Cesena, Entella e Reggiana. Due le abbiamo incontrate. Abbiamo incontrato un Gubbio che è una buona squadra e farà un grande campionato. La Reggiana oggi ha vinto 2-0 a Gubbio, quindi lotterà fino alla fine anche la squadra emiliana”.

Il gol con l’Alessandria, il suo primo tra i professionisti con la maglia del Rimini, la prima svolta della sua stagione a livello personale? “Sbloccarsi aiuta, anche perché durante la settimana senti la fiducia del mister. Sei sempre in discussione in questa squadra, però col mister so che chi fa gol ha più possibilità di giocare. La fiducia del mister nel gioco del calcio è fondamentale”.

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