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Calcio Serie C

Rimini-Olbia, il pregara di Marco Gaburro

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini FC
Marco Gaburro, allenatore del Rimini FC
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 9 min
Sab 17 Set 2022 12:00 ~ ultimo agg. 29 Mag 21:45
Tempo di lettura 9 min

Sono stati giorni di forti emozioni per i biancorossi: domenica il derby con il Cesena, con epilogo amaro sul campo ma una cornice da ricordare sugli spalti, mercoledì il primo hurrà in campionato, inatteso, sul campo di una lanciata Virtus Entella (due vittorie in due partite prima di incrociare i romagnoli). Domani (domenica, inizio ore 14:30) si torna al “Romeo Neri”, avversario l’Olbia, quattro punti in classifica, come Laverone e compagni, frutto della vittoria nel primo turno con il Pontedera (1-0) e dello 0-0 nella tana dell’Aquila Montevarchi alla seconda giornata, e reduce dal K.O. di misura (0-1) in casa per mano della Vis Pesaro. Una squadra che segna poco e subisce poco (un gol fatto e un gol subito nelle prime tre uscite).

La vigilia dell’allenatore della Rimini Calcio, Marco Gaburro.

“La prima vittoria è sempre una cosa un po’ a sé, un po’ particolare, perché c’è tutta la differenza del mondo tra pensare di poter fare una cosa e farla – attacca Marco Gaburro -. È sempre molto pericoloso all’inizio dell’anno far passare giornate senza aver vissuto quegli stati d’animo e quelle situazioni dal campo che poi si traducono in un risultato da tre punti. Non c’era nessun tipo di apprensione, però non bisognava mettersi in situazioni di apprensione, io avevo detto alla squadra proprio questo. Sono contento che siamo riusciti a interpretare bene la partita e a fare un buon risultato perché sono convinto che in questa categoria conti moltissimo come tu prepari la singola partita e come tu arrivi a quella partita. Le differenze di valori ci sono, però non sono così pesanti da battezzare in partenza dei risultati. Non è la serie A, dove la differenza tra la prima in classifica e l’ultima è molto più marcata a livello di budget, a livello di tipo di giocatori. Ci sono differenze palesi, però queste differenze poi nella singola partita possono attenuarsi molto, questo voglio dire. E quindi dobbiamo sapere che se facciamo le cose fatte bene abbiamo più possibilità di portare a casa punti, e se sbagliamo, arriviamo male, non prepariamo bene la gara dal punto di vista tattico, veniamo sorpresi in certe situazioni possiamo pagare molto di più. Questo riguarda il Rimini come penso tutte le squadre di questo campionato”.

Alla vigilia della partita di Chiavari era stato profetico nel dire che l’Entella aveva sì vinto due partite ma non aveva ancora incontrato il Rimini. “Questo era abbastanza scontato, nel senso che era vero. Avevo semplicemente detto quello che doveva succedere, questo vale per tutte le squadre che devi ancora incontrare. Mi dava la sensazione che fosse una squadra che venisse da un doppio risultato, in un inizio di stagione così equilibrato, poteva essere una squadra che magari inconsciamente potesse sentirsi già molto più avanti di quello che in realtà era, però era una mia sensazione. Io penso che il risultato sia passato dal nostro atteggiamento più che dal loro. Ho sentito anche tante dichiarazioni tipo: “abbiamo sbagliato partita”, ma secondo me la partita la sbagli se l’avversario fa un certo tipo di partita. Lo stesso vale per noi in relazione al derby con il Cesena. Io penso che da quel punto di vista a Chiavari abbiamo avuto un approccio alla gara e una mentalità con i quali abbiamo complicato molto la vita all’Entella. E questo fa sì che quando hai dei valori come i nostri, che sono importanti, poi riesci a portare a casa anche i tre punti”.

Sull’avversario di domani. “Io ho detto ai ragazzi che non è una situazione nella quale io mi devo mettere ad allarmare e ad alzare volutamente il livello di attenzione perché c’è il rischio che una squadra venga sottovalutata. Questo lo può fare chi non conosce la categoria, il girone ed il valore degli avversari. Non è una situazione in cui tu incontri una squadra così distante da te come obiettivi per pensare di poterti rilassare. È una situazione contro una squadra che l’anno scorso ha avuto quel tipo di risultato, è una squadra che ha un ottimo parco giocatori, è una squadra che si colloca secondo me in terza fascia per quanto riguarda ipotetiche quattro fasce di valori all’interno del campionato. Poi qui le differenze sono veramente sottili tra una squadra e l’altra dal punto di vista del parco giocatori, soprattutto in questo momento in cui gli infortuni sono relativamente pochi, e quindi le rose sono ancora in grado di pescare all’interno di se stesse un undici titolare molto competitivo. Quindi io non ho questo pensiero. Poi noi veniamo da una sola vittoria, quindi non siamo una squadra che possa pensare diversamente dal fatto di dire: abbiamo una partita di livello, di categoria, importante, in casa nostra. Dobbiamo cercare di impattare bene perché per far punti dobbiamo fare una gran partita. Questo è il concetto”.

Che partita sarà? “È una partita molto diversa rispetto a quelle fatte finora: l’Olbia gioca un 3-4-1-2 in fase difensiva che poi diventa una specie di quadrato in mezzo al campo, con un riferimento alto. È una squadra che non ha l’impatto sulla prima pressione fisico e di intensità, e anche di caratteristiche strutturali, che può avere il Cesena nel momento in cui viene a pressarti. È una squadra che sì prova a non farti giocare, ma non disdegna nemmeno l’abbassarsi e il coprire bene la metà campo. Ha cinque difensori di ruolo, molto bravi nel gioco aereo e molto fisici tutti e cinque, e quindi è una squadra che poi con i due mediani davanti alla difesa, tutti e due giocatori esperti e giocatori che sanno fare filtro, si sa compattare bene per ripartire negli spazi, con un tridente sicuramente importante: non soltanto Ragatzu, ma secondo me sia Contini sia Biancu sono giocatori di medio-alto livello in questa categoria. E quindi se non sei bravo a fare coperture preventive fatte bene, a non far ripartire l’avversario, ad occupare bene il campo anche quando ti trovi nella loro metà campo rischi di concedere il fianco parecchio. Poi è una squadra che ha anche struttura e che sulle palle inattive può essere pericolosa. È una squadra che ha fatto un gol e ne ha subito uno in tre partite. E quindi è una squadra che è sempre molto attaccata ai risultati, non è una squadra che ha fatto goleade o ha subito goleade; è una squadra molto quadrata”.

Sul modulo offensivo del Rimini. “Il modulo lo abbiamo già cambiato con l’Entella, ma io non lo ritengo un modulo cambiato. Con i ragazzi abbiamo parlato chiaramente della nostra struttura tattica, che prevede tre attaccanti, che possono essere aperti o chiusi. Lo avevamo già detto a fine ritiro, lo abbiamo messo in campo con l’Entella, un po’ per caratteristiche di chi avevamo in campo un po’ per le caratteristiche dell’avversario. Questa cosa la dobbiamo poter fare sia bilateralmente sia unilateralmente, un po’ come facevamo l’anno scorso con Gabbianelli. Quindi possiamo fare partite con gli esterni tutti e due aperti, partite con un esterno chiuso e uno aperto, e partite con tutti e due gli esterni dentro. Quindi non direi nemmeno che si possa parlare di cambio di modulo, semplicemente è un’interpretazione diversa poi delle due fasi perché chiaramente con le due punte tutte e due sotto punta l’ampiezza la attaccano di più altri giocatori, e anche in fase difensiva cambia il modo col quale si va a pressare l’avversario. Però fa parte di un’evoluzione di un’idea di gioco, che noi dobbiamo avere, anche perché giocando così abbiamo più possibilità di coinvolgere la rosa, e in questo momento avendo fuori Rosso, che recupera per domani sarà un po’ al limite come possibilità d’impiego, e avendo ancora fuori Piscitella dobbiamo avere anche più soluzioni, anche a partita in corso per gestire il tridente”.

Ancora sul modulo tattico in avanti. “Sarà sempre con uno o due trequartisti più una punta”.

Tre gli assenti. “Gli assenti sono Allievi, che ha avuto un problema muscolare mercoledì di entità ancora in valutazione, però sicuramente non è una cosa brevissima. Lo Duca è sempre fuori. Piscitella è ancora in una fase di recupero da questo problema tendineo che ha avuto, penso possa essere a disposizione a Lucca. Rosso dal punto di vista tecnico è recuperato, poi starà a me valutare”.

Mercoledì tra i pali ha schierato Zaccagno, dopo aver fatto partire, nelle prime due giornate, Galeotti. “Posso capire che abbia sorpreso perché non è usuale. Secondo me non avevo elementi per fare una scelta a priori perché il precampionato è stato particolare e Zaccagno è stato fuori. Ero convinto prima di avere due ottimi portieri e ne sono convinto adesso. Ho rischiato più io che loro con la scelta di mercoledì. Io ho cambiato Galeotti solo perché aveva fatto bene, altrimenti non lo avrei cambiato. Alla fine usciamo più rafforzati da questa situazione perché sappiamo di avere due ottimi portieri. Ci sono tante valutazioni da fare”.

Al centro della difesa confermerà, complice l’assenza di Allievi, Pietrangeli e Panelli? “Penso di confermare la coppia Panelli-Pietrangeli perché ha fatto un’ottima partita. Sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto. È una categoria molto difficile. L’Entella era forse la squadra più impegnativa di tutte come fisicità in attacco, la nostra coppia centrale ha dimostrato di fare un’ottima partita contro due attaccanti molto forti fisicamente. L’Olbia non centra nulla con la partita di mercoledì: se riusciremo a fare un’ottima partita anche contro una squadra che attacca gli spazi vuol dire che avremo fatto un’ulteriore crescita, però secondo me dopo la partita di mercoledì la coppia va confermata”.

LA 4a GIORNATA DEL CAMPIONATO DI SERIE C GIRONE B E LA CLASSIFICA

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