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Calcio Promozione

Per il S. Ermete il figlio d'arte Tommaso Domini

In foto: Tommaso Domini
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 6 set 2022 16:33
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L’AFFARE. Domenica prossima parte il campionato di Promozione Romagna Girone E. Quest’anno il S. Ermete vola basso. L’ambiente dopo il campionato della scorsa stagione preferisce mantenere i piedi per terra pur sapendo che tanti addetti ai lavori hanno inserito la formazione di Mancini in prima fila dietro (forse) alle sole Gambettola e Sampierana. Eppure il calcio è talmente strano e contorto che tutto quello che sembra all’apparenza essere talmente scontato cambia senza nessun obbligo di spiegazione. Anche per questo si continua a lavorare incessantemente per farsi trovare pronti al secondo appuntamento ufficiale in stagione: il primo è stato già ampiamente superato con il passaggio del turno di Coppa Italia. Il mercato chiama e se alla porta si presentano i cosiddetti affari a condizioni vantaggiose per entrambe le parti ecco che il gioco è fatto!

Dall’idea alla concretezza: il S. Ermete realizza un vero e proprio colpo che porta il nome di Tommaso Domini.

L’ARRIVO. Non c’è stato bisogno di altre parole al momento di chiudere l’affare. Quando Tommaso Domini, fino a ieri centrocampista del Diegaro, ha deciso di cambiare aria, il S. Ermete si è fatto trovare pronto portando a termine l’operazione. Domini, centrocampista classe 1989, figlio di Sergio, ex calciatore professionista con trascorsi in Serie A tra Cesena e Brescia, dopo una prima parte di carriera spesa nei dilettanti tra Cesenatico, Riccione, Imolese, Argentana, Vallesavio, Ribelle e Vallesavio, nel biennio 2013-2015 ha giocato in C, nel Gubbio, per poi ripartire dal campionato sammarinese (Murata) e dalla Romagna. Negli ultimi anni ha vestito le maglie di Cervia, Castrocaro, Diegaro, Marignanese, Del Duca (in due occasioni), Novafeltria e Diegaro. Alla corte di Mancini, arriva un giocatore dalle indubbie qualità tecniche con il vizio del goal che nel calcio moderno non guasta. Ad arricchire lo score individuale ci pensa la sua duttilità. Domini in effetti è in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana, ma anche una posizione più avanzata, quella da trequartista dimostrando le proprie potenzialità. Ottima visione di gioco, corsa e determinazione non sono un caso. Nel proprio palmares vanta tre campionati di Eccellenza vinti.

Le prime dichiarazioni ufficiali.

Domini, perché la scelta è ricaduta sul S.Ermete?
“Cercavo una soluzione (possibilmente) vicino a casa per riuscire a gestirmi col lavoro. Ho coltivato in quel momento l’opportunità ricevuta dal direttore che ha saputo convincermi in pochi minuti illustrandomi il progetto. A S. Ermete inoltre ritrovo Manuele Pasolini che è un mio grandissimo amico”.

Quale idea si è fatta del prossimo campionato di Promozione?
“Purtroppo non conosco benissimo il campionato, ma finalmente è ritornato nel numero di partecipanti, al livello pre-Covid. Penso (per quel poco che conosco) che il Gambettola sia la favorita perché può contare su giocatori esperti e di categoria superiore. Dietro vedo molto equilibrio”.

Il fascino di questo torneo è anche quello di poter disputare dei derby uno tra l’altro con una sua ex squadra…
“Purtroppo la mia esperienza a Novafeltria è durata pochissimo a causa di motivi personali. Penso che ogni partita sia importante indipendentemente che sia o no un derby. L’importante è partire col piede giusto già da domenica”.

Dal suo avvento quali sono state le sue considerazioni sulla squadra del S. Ermete? Cosa le ha detto Mancini?
“Ho trovato una squadra con grande etica del lavoro. Una formazione composta di parecchi giovani ma già pronti per potersi togliere delle soddisfazioni. Col mister stiamo imparando a conoscerci perché sono arrivato da poco, ma si nota subito che mette passione in quello che fa e penso che questo sia fondamentale per far crescere al meglio i giovani”.

Domini rappresenta un valore aggiunto. A trentatré anni la voglia di mettersi in gioco è ancora tanta nonostante la scelta di scendere di categoria per la gioia in questo caso dell’amico Pasolini.

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