Indietro
menu
cuore riminese

Cento città contro il dolore. Il 1 ottobre l'iniziativa di Fondazione Isal

In foto: la conferenza in regione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
lun 5 set 2022 13:44 ~ ultimo agg. 15:54
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 4 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Si rinnova per il 14esimo anno l’appuntamento con la Giornata Internazionale Cento Città contro il Dolore, promossa dalla Fondazione ISAL e volta a sensibilizzare e informare i cittadini sul tema del dolore cronico. L’iniziativa, il cui cuore pulsante è a Rimini, il primo ottobre farà tappa nelle piazza di tutta Italia.

Sono circa 13 milioni in Italia le persone che soffrono di dolore cronico. Patologie invisibili, ma proprio per questo ancora più estranianti che nel 26% dei casi portano i pazienti che ne soffrono ad abbandonare il lavoro. Ma combattere il dolore cronico si può e dal 1993 questa complessa battaglia viene portata avanti dalla Fondazione ISAL, nata a Rimini ma oggi diffusa in tutta Italia. L’edizione di quest’anno, che coinvolge oltre duecento ospedali, si concentrerà sull’impatto che il dolore cronico ha nella vita di tutti i giorni.

Cento città contro il dolore farà tappa il 1 ottobre nelle piazze di tutta Italia, dando voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico, con la collaborazione di medici specialisti e di volontari impegnati in consulenze mediche gratuite e iniziative di informazione. Per saperne di più sugli eventi: www.fondazioneisal.it.

In occasione della XIV edizione, la Fondazione ha deciso anche di avviare uno studio sui bisogni insoddisfatti tra i pazienti con dolore cronico, in collaborazione con il centro Synthesis e l’Università di Firenze

Questa mattina la presentazione nella sede della regione Emilia Romagna.

Da più di vent’anni – ha dichiarato Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna – la Regione Emilia-Romagna è impegnata a dare  cura al dolore cronico: fin dal 1999, quando, prima in Italia, approvò la legge dedicata alle cure palliative che ha portato alla nascita degli hospice al 2001 quando istituì la prima rete di centri hub e spoke dedicati alla  terapia del dolore ora diffusa in tutte le nostre province. Ecco perché anche quest’anno siamo al fianco della Fondazione ISAL in questa iniziativa meritoria di sensibilizzazione su un tema che riguarda milioni di italiani, ne condiziona la vita quotidiana, gli affetti e la possibilità di portare avanti un’esistenza serena. E bene ha fatto ISALl a dedicare l’edizione 2022 di ‘Cento Città contro il Dolore’ al lavoro, che rappresenta una delle principali fonti di dignità di una persona. Quello alla salute è un diritto universale che va difeso con investimenti importanti, come quelli che abbiamo in programma su telemedicina, nuovi ospedali, case della salute e assunzioni di personale specializzato”.

Il tema scelto come filo conduttore dell’edizione di quest’anno – ha aggiunto William Raffaeli, presidente Fondazione ISAL –  è uno di quelli che ha maggiori ricadute sulla vita dei pazienti. Tramite i nostri servizi di sostegno alle persone con dolore cronico, riceviamo ogni giorno numerose segnalazioni di difficoltà a ricevere cure adeguate da parte di pazienti provenienti da ogni parte d’Italia. Ci sono persone che dopo anni di visite ed esami, anche molto costosi, non hanno ancora ricevuto una diagnosi, così come persone che nonostante terapie specialistiche di ogni tipo non sono mai riuscite a ottenere un sollievo soddisfacente dal dolore. E’ qui che diventa evidente l’importanza di operare su due aree complementari per soddisfare i bisogni delle persone con dolore cronico complesso, che contemplano la creazione di un Polo di Ricerca e Cura, che sappia accogliere le persone afflitte da dolori senza cura e sperimentare procedure innovative biotecnologiche  e istituire un Osservatorio Lavoro capace di sviluppare strategie per prevenire  l’abbandono e/o il licenziamento per le persone con dolore cronico. Molte persone con dolore cronico sono purtroppo costrette a ridurre le ore di lavoro o talvolta ad abbandonarlo, con importanti ripercussioni economiche, oltre che sull’autostima personale. Lavoro e cura sono due aspetti tra loro intrecciati. Questo è stato evidenziato anche da una recente ricerca condotta da ISAL in collaborazione con CFU-Italia Odv e Fondazione ASPHI Onlus, descritta nel libro “Fibromialgia e lavoro. Quali accomodamenti ragionevoli ?”.

Cristina Manfredini, Segretaria Generale Fondazione ASPHI, ha parlato dell’Osservatorio su salute e benessere nei luoghi di lavoro, progetto nato a seguito della pandemia in collaborazione con Fondazione ISAL, CFU Italia e CISL. “La proposta nasce da un progetto di ricerca sul disagio lavorativo delle persone con fibromialgia, ma si amplia con la volontà di osservare anche altre “patologie invisibili”, in particolare nell’area del dolore cronico. Inserimento, integrazione e inclusione di una persona con disabilità all’interno di un’impresa sono fasi che definiscono un percorso durante il quale diventa necessario occuparsi concretamente del benessere lavorativo. ASHPI, Fondazione ISAL, CFU Italia e CISL hanno creato e promuovono un luogo dove scambiare esperienze e identificare buone pratiche, una sorta di “punto di riferimento e distribuzione” di competenze”.

Barbara Suzzi, presidente CFU Italia: “Rappresento circa 3 milioni di cittadini, prevalentemente donne, che soffrono di questa malattia e mi sento investita di un compito gravoso. Tre milioni di cittadini italiani che ancora non hanno un riconoscimento da parte dello Stato italiano e sono invisibili in quanto si tratta di una malattia che non lascia segni visibili sulla pelle. Le persone non comprendono le nostre difficoltà: la fibromialgia provoca un dolore costante 24 ore su 24 e coinvolge ogni parte del nostro corpo. Importantissima la collaborazione con Fondazione ISAL e con la Regione Emilia-Romagna, affinché venga posta sempre più attenzione sui malati ‘invisibili’, e con ASHPI per accrescere la consapevolezza all’interno delle aziende”.

 Gianvincenzo D’Andrea (Presidente Associazionale Nazionale Amici della Fondazione ISAL): “Saremo presenti in tutta Italia in tantissime iniziative. Iniziative che possono realizzarsi grazie alla passione e alla disponibilità di centinaia di amici, volontari e medici che in vario modo contribuiranno a rendere sempre più nota la situazione del dolore cronico in Italia, che crea in chi ne è affetto discriminazioni sociali e in ambito lavorativo”.