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19 tra omicidi e tentati omicidi

Catturato in hotel a Rimini lo spietato boss della mafia turca

In foto: la Volante della polizia davanti al tribunale di Rimini
la Volante della polizia davanti al tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 4 ago 2022 18:01 ~ ultimo agg. 5 ago 14:57
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E’ considerato dalle autorità turche un elemento di spicco di un’organizzazione criminale responsabile di 19 tra omicidi e tentati omicidi, commessi tra il 2019 ed il 2020. Baris Boyun, 38 anni, di nazionalità turca, è stato arrestato mercoledì mattina a Rimini dagli uomini della Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto Mattia Falso. Grazie ad una segnalazione delle autorità turche, i poliziotti della questura, coordinati dal sostituto procuratore Davide Ercolani, hanno individuato il latitante turco appena 24 ore dopo il suo ingresso in Italia.

Baris Boyun

Boyun, insieme ad altre tre persone, alloggiava in un hotel a 4 stelle di viale Vespucci, l’hotel Imperiale. Era arrivato a Rimini martedì 2 agosto e oggi sarebbe dovuto ripartire. Il gruppo aveva affittato tre stanze. Ieri mattina sei poliziotti della Squadra Mobile si sono fatti aprire le porte delle camere e hanno subito immobilizzato il boss e i suoi amici. Il pm Ercolani ha disposto che venissero estesi accertamenti a tutti i componenti del gruppo e ha autorizzato le perquisizioni delle tre stanze d’albergo. In una di queste, dove alloggiava un 49enne svizzero, è stata trovata una pistola completa di un caricatore rifornito di nove cartucce calibro 9×19 Parabellum. L’uomo, difeso dall’avvocato Antonino Reina del Foro di Rimini, è stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di armi.

Il pm Davide Ercolani

Manette ai polsi anche per Boyun, ricercato a livello internazionale e destinatario di un provvedimento di cattura emesso il 5 aprile scorso dall’autorità giudiziaria turca per omicidio, lesioni, minacce, associazione per delinquere e violazione della legge sulle armi. Il 38enne gode in patria di una grade notorietà tanto da essere protagonista di numerosi video su Youtube in cui viene ripreso con i suoi affiliati in sontuosi banchetti e in presenza di armi. Nessun provvedimento restrittivo invece per gli altri due uomini del gruppo.

Mattia Falso, capo della Mobile

Le indagini della polizia di Stato, in stretta collaborazione con le autorità di Ankara, dovranno accertare cosa ci facesse Boyun a Rimini. Sequestrati i telefoni cellullari, che verranno minuziosamente analizzati in cerca di contatti avuti magari anche sul nostro territorio. Passata al setaccio anche l’auto in uso al gruppo, una Opel con targa svizzera. Per lo spietato boss turco, che attualmente si trova rinchiuso nel carcere riminese dei Casetti, verrà attivata la procedura di estradizione.