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Solo tre in Italia

Profughi e sfruttamento. A Rimini il primo sistema di cyber sorveglianza

In foto: immagine Caritas Italiana
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 12 giu 2022 11:15
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Una popolazione molto vulnerabile sulla quale la malavita ha posato gli occhi in Italia e in Europa. Si tratta dei circa 6,5 milioni di profughi ucraini costretti ad abbandonare il loro Paese a causa della guerra. Ne ha parlato a Rimini, nel corso dell’inaugurazione dell’evento “Volti della Pace. Gli occhi della guerra”, Sergio Bianchi, presidente della Fondazione Agenfor International: di concerto con la Commissione Europea e numerose procure italiane e forze di polizia europee, la Fondazione Agenfor International installerà a Rimini uno dei tre sistemi OSINT acquisiti con i progetti ‘Big-Osint’ e ‘Stand-Up’ finanziati dalle DG Home e DG Justice” ha spiegato Bianchi. Si tratta di una sistema di sorveglianza digitale altamente specializzato usato da forze di polizia ed agenzie d’intelligence in diversi paesi, allo scopo di prevenire e combattere il traffico di esseri umani e i crimini d’odio, oltre che le fake news. Il sistema installato a Rimini, che diverrà operativo da luglio, è uno dei primi tre sistemi italiani. Gli altri due sono installati presso la procura distrettuale di Trento e quella di Venezia. “Lavoriamo in concerto con le agenzie europee, in primis Europol ed Eurojust, oltre che la polizia moldava, rumena, greca, spagnola e tedesca. Rimini è stata scelta dopo l’allarme Europol sul traffico di esseri umani nei settori del turismo e dell’agricoltura – aggiunge Bianchi –. Il sistema, acquistato dal maggior fornitore israeliano di questi apparati, è stato customizzato per combattere sia i crimini di odio, ma soprattutto lo sfruttamento lavorativo, sessuale ed il traffico di minori, con una forte attenzione alla cosiddetta surrogacy industry, cioè al traffico di embrioni ed alle forme di reato connesse alla maternità surrogata.” All’inizio di luglio un team di analisti d’intelligence di Agenfor completerà la formazione presso il comando della polizia di Venezia, in congiunzione con le procure e la polizia giudiziaria di Trieste, Venezia e Padova, dove oltre che il sistema OSINT, Agenfor ha acquisito piattaforme investigative per l’analisi dei tabulati, estrazioni forensi (UFED ed XRY) ed il CIT, un software italiano avanzatissimo per raccogliere ed analizzare dati dallo SDI del Ministero dell’Interno, dalle banche, transazioni con cryptocurrencies, e banche dati nazionali, quali Telemaco, la Motorizzazione Civile, etc. “L’attività prevede anche una collaborazione fra il lavoro d’intelligence svolto dai nostri analisti ed il sistema pubblico, secondo modelli di cooperazione pubblico-privata indispensabili in questo settore. Abbiamo già sperimentato questi modelli collaborativi nell’antiterrrorismo ed ora è arrivato il momento di trasferire queste buone prassi nel contrasto del crimine organizzato“- ha continuato il presidente di Agenfor. “Rimini sarà una piattaforma molto importante per queste sperimentazioni e ci auguriamo di trovare la collaborazione degli ispettorati del lavoro, dei sindacati e delle organizzazioni non-governative in questi ambiti, perché la sicurezza e la prevenzione sono beni comuni” – ha concluso.

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