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in risposta alla Bellini

Le Giuggiole su servizio infanzia: da Consiglio di Stato nient'altro che tutela dei diritti

In foto: da educazioneinnatura.org
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 3 giu 2022 11:27
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Sulla vicenda del servizio per l’infanzia in via Monte Cieco, l’associazione Le Giuggiole di Rimini interviene sull’intervento del vicesindaco di Rimini Chiara Bellini a commento del pronunciamento del Consiglio di Stato che ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar che a sua volta aveva respinto il ricorso dell’associazione (si veda notizia Servizio per l’infanzia non autorizzato, la vicenda infinita. ‘Stoppato’ il Tar di mercoledi 1 giugno).
La vicesindaca Bellini, senza esprimere giudizi di merito, sottolineava come, a seguito di una vicenda partita nel marzo 2021 e dopo le decisioni contrapposte di due organi di giustizia, non si intravedesse ancora l’esito finale, quale che fosse.


L’intervento dell’associazione Le Giuggiole:

Le Giuggiole sono un’associazione sportiva dilettantistica come ben attestato dal Consiglio di Stato con due ordinanze, l’ultima delle quali testualmente: “Ritenuto […] che le esigenze cautelari rappresentate dall’appellante appaiono fondate, tenuto conto della natura dell’associazione quale sportiva dilettantistica, che pratica attività motoria in ambiente outdoor; Considerato, quanto al periculum in mora, nella comparazione dei contrapposti interessi, che appare prevalente quello di garantire la prosecuzione dello svolgimento del servizio offerto dal centro sportivo alla collettività nell’interesse di persone minori di età […], Il Consiglio di Stato […] accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata”.

Non dovremmo essere noi a ricordare che il Consiglio di Stato ha la funzione di tutela nei confronti degli atti della pubblica amministrazione ed è il giudice di ultima istanza e, quale organo superiore, è preposto al controllo e all’eventuale riforma delle decisioni del Tar, laddove giudicate errate. Citando l’articolo 100 della Costituzione italiana: “Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione”. Non ci sono né “decisioni contrapposte” né tantomeno un “tortuoso percorso giudiziario”, ma è stata esercitata, come garantito dalla Costituzione, una funzione di tutela dei diritti. Palazzo Spada per ben due volte ha riconosciuto evidentemente ingiusto l’atto amministrativo comunale. Il normale svolgimento della giustizia non può essere scambiato con una difficoltà ad amministrare. Ci si chiede se il Comune non abbia altre urgenze su cui concentrarsi.

L’associazione ha sempre operato in totale trasparenza e fin dalle sue origini si è aperta per una collaborazione con le istituzioni locali. Si rimane stupiti che i media continuino a uscire con informazioni parziali, sommarie e non corrette, senza mai interpellare l’associazione, in modo da poter dare un’informazione che tuteli entrambe le parti coinvolte, evitando di compromettere ulteriormente la reputazione associativa.