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Risposta alla Lisi

Lavoro nero. Petrucci (Pd): odg Lisi presentava lacune importanti

In foto: Matteo Petrucci in aula
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 30 mar 2022 17:29
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In linea generale condivisibile e ben strutturato ma presentava delle lacune comunque importanti che lo rendevano solo parzialmente sostenibile.” Sono le parole con cui il capogruppo del Pd Matteo Petrucci spiega il perché della bocciatura da parte della maggioranza dell’odg sul lavoro nero presentato in consiglio da Gloria Lisi (vedi notizia). “L’operato dell’Amministrazione – aggiunge Petrucci – non solo affronterà queste lacune, ma auspichiamo promuoverà la nascita di quella cultura della legalità basilare per contrastare in principio il ricorso al lavoro nero. Occorre generare percorsi trasparenti di buon lavoro partendo dalla valorizzazione del sistema scolastico provinciale, creandoli in contemporanea all’opportunità occupazionale così da permettere l’innesco di un ciclo virtuoso del lavoro di qualità.

La nota stampa di Matteo Petrucci (pd)

Il Consiglio Comunale che si è svolto nella serata di martedì ha certamente rappresentato un significativo momento di confronto riguardo all’importante tematica del lavoro nero.
L’audizione delle tre realtà sindacali del territorio (CGIL, CISL e UIL) ha introdotto un argomento così delicato e sentito da molti punti di vista. A rimetterci sono molte delle parti in causa: i lavoratori, non tutelati e protagonisti di storie spesso drammatiche; il tessuto socioeconomico del paese, ferito da una simile piaga; i clienti che rischiano di non usufruire di un servizio adeguato. Nell’approcciarsi alla questione è doveroso effettuare una limpida premessa: non esiste il “lavoro grigio”. L’unica distinzione ammissibile, netta ed ineccepibile, è quella tra lavoro “legale” ed “Illegale”. Le vie di mezzo non esistono.

Rimini non deve chiamarsi fuori da questa discussione così articolata e complessa, anche alla luce di quella vocazione turistica in grado di vederla protagonista nel panorama internazionale nel corso dell’intero anno. Il tutto senza comunque generalizzare, in quanto le realtà imprenditoriali che operano in regola meritano pieno sostegno. Non a caso loro rappresentanze verranno invitate al tavolo di approfondimento che il Comune promuoverà prossimamente per affrontare nello specifico la tematica del lavoro nero.

Definito lo scenario occorre proporsi come comunità che sui temi dell’occupazione vuole tornare a riflettere insieme: istituzioni, associazioni di categoria, sindacati ma anche mondo della scuola, università e cittadini.

La tutela dei lavoratori per l’Amministrazione è di vitale importanza perché garantisce la qualità della vita dei cittadini coinvolti e la salute del tessuto economico, preservandolo così dall’infiltrazione di economie poco limpide.

Come ha sottolineato la Vicesindaca Chiara Bellini nella sua esposizione, è importante mettere al centro del dibattito la cultura della legalità, non solo gli aspetti sanzionatori per le aziende che usufruiscono di manodopera non legale. Infatti la prima permette di influire sulle cause che portano all’utilizzo del lavoro nero mentre le seconde, per quanto fondamentali, agiscono sulle conseguenze. Ed un’Amministrazione lungimirante deve essere mossa dall’ambizione di creare il terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di una cultura delle legalità che sappia radicarsi in maniera inestirpabile. Ecco perché come Maggioranza abbiamo deciso di non votare favorevolmente l’apposito Ordine del Giorno presentato dalla Consigliera Gloria Lisi. Per quanto in linea generale condivisibile e ben strutturato, presentava delle lacune comunque importanti che lo rendevano solo parzialmente sostenibile.

L’operato dell’Amministrazione non solo affronterà queste lacune, ma auspichiamo promuoverà la nascita di quella cultura della legalità basilare per contrastare in principio il ricorso al lavoro nero. Occorre generare percorsi trasparenti di buon lavoro partendo dalla valorizzazione del sistema scolastico provinciale, creandoli in contemporanea all’opportunità occupazionale così da permettere l’innesco di un ciclo virtuoso del lavoro di qualità.