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Transizione energetica

Eolico offshore. Enti locali invitati al tavolo per definire posizione unitaria

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 10 mar 2022 15:45
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La guerra in Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento di gas stanno presentando il conto all’Italia delle mancate scelte e dell’inerzia in tema di produzione energetica. Il Governo ora però sembra intenzionato a correre ai ripari e ad accelerare sulla transizione ecologica. Da un paio d’anni è partito anche l’iter per il progetto di un impianto eolico al largo delle coste riminesi presentato da Energia Wind 2020. Un progetto che, quando fu presentato, raccolse numerose osservazioni critiche da parte di enti locali e associazioni preoccupati per l’impatto paesaggistico delle pale distanti circa 5 miglia dalla costa e per le criticità per la pesca e la navigazione. Elementi emersi anche dalla conferenza dei servizi. Energia Wind 2020, in corso d’opera, ha effettuato alcuni correttivi con il ridimensionamento dell’opera da 59 pale eoliche a 51 e la riduzione dell’area interessata da 113 a 80 chilometri quadrati. Il progetto sta proseguendo il suo percorso e attende l’avvio del procedimento di VIA. Ma i tempi potrebbero diventare più rapidi del previsto proprio alla luce dell’emergenza energetica che vive il Paese. E diventa fondamentale per il territorio, fare sentire la propria voce. Il senatore del M5S Marco Croatti ha iniziato una interlocuzione col ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani e si apre la possibilità di un tavolo romano per discutere del progetto eolico offshore con gli enti locali. Il senatore ha chiesto agli amministratori dei comuni rivieraschi e alla Regione di incontrarsi per definire una posizione unitaria con la quale presentarsi poi al ministro anche alla luce della recente codifica delle regole sulle autorizzazioni relative ad impianti oltre le 12 miglia e in vista dei prossimi decreti che dovrebbero introdurre semplificazioni e incentivi. Il territorio dovrà farsi trovare pronto con una proposta concreta anche per scongiurare il rischio che il ministero scelga di accelerare l’iter dell’attuale progetto ritenuto paesaggisticamente molto impattante.