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Le domande all'Amministrazione

A Rimini ricompare il progetto della scuola 'Fa bene'. Europa Verde chiede lumi

In foto: un'ipotesi progettuale
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 5 feb 2022 13:32
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Si torna a parlare del progetto “Fa Bene”, una sorta di oggetto misterioso per Rimini Nord: il progetto era stato presentato dal sindaco Gnassi sul finire del suo primo mandato e inserito tutti gli anni nella programmazione triennale delle opere pubbliche, senza mai vedere assegnate delle risorse. Ora però il progetto, oltre a notizie comparse sui social su una nuova scuola in via Verenin, “appare anche nel Dup 2021-2023 con copertura economica per l’anno 2022, ma ancora non si hanno notizie con quali risorse e di quali entità”. Lo ricorda Stefano Benaglia, co-portavoce di Europa Verde di Rimini.

“Come Europa Verde Rimini riteniamo che le scuole, specialmente quelle elementari, siano un presidio fondamentale del territorio. Servono a creare relazioni, a far conoscere ai bambini e ai loro genitori i propri vicini di casa e a creare legami profondi che durano per tutta la vita. Servono, in sintesi, a costruire una comunità. Creare una nuova scuola centralizzata, presumibilmente in sostituzione di quelle di Viserba, Orsoleto e Torre Pedrera penalizza fortemente questi territori. Costruire una scuola in una zona priva di contesto urbano, lontano dai servizi pubblici, raggiungibile solo tramite auto o autobus toglie ai cittadini di Rimini Nord delle opportunità che le scuole distribuite sul territorio invece garantiscono”.

Le domande all’Amministrazione Comunale sono:
“-Questo progetto è ancora preso in considerazione?
-E’ vero che ha già ottenuto un finanziamento?
-La cittadinanza deve potersi esprimere su questi progetti, verranno fatti incontri pubblici?
-Perché in tutta la città vengono costruire e ristrutturate le scuole ma a Rimini Nord vengono chiuse e accorpate?
-A Rimini Nord verranno costruiti più di 400 nuovi appartamenti nei prossimi anni, sono stati presi in considerazione questi flussi di presenze future nella progettazione delle scuole?”.

Poi una “considerazione doverosa”: “Nella città dei 15 minuti idealizzata durante il nostro percorso in campagna elettorale si è parlato di portare i servizi e i presidi vicino ai cittadini. Centralizzare una scuola, oltre a creare problemi di traffico enormi per quella zona, va nella direzione opposta a quella a cui ci siamo ispirati. La socialità è la linfa vitale di una comunità. Formare cittadini attivi e impegnati è il primo dovere di un’amministrazione e un’azione che porta a spersonalizzare il luogo scuola per fare economia di scala, contribuisce solo all’impoverimento culturale del nostro territorio. Chiediamo un confronto puntuale e una chiarezza netta su questo argomento. I cittadini hanno il diritto di essere informati sulle progettualità della propria città in maniera ufficiale, non tramite post o commenti sui social media”.

Il progetto prevede una scuola primaria di tre cicli, quattro sezioni per l’infanzia (2 milioni) e tre cicli di scuola media, per 600 ragazzi oltre a palestre, aree esterne e campi sportivi, per un investimento di oltre 18 milioni di euro.