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quattro i carabinieri feriti

Gli spari e lo speronamento, il fuggitivo aveva assunto cocaina. Adesso è libero

In foto: Il furgoncino in mezzo alle gazzelle dei carabinieri
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 15 gen 2022 18:01 ~ ultimo agg. 16 gen 15:21
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Davanti al giudice questa mattina, durante l’udienza di convalida dell’arresto, il 46enne riminese, dipendente di una una ditta che distribuisce acqua a domicilio, è scoppiato in lacrime: “Ho combinato un casino – avrebbe ammesso -, chiedo scusa. Ho sbagliato, ma questo per me è un periodo difficile”.

Resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento, sono i reati contestati al riminese che ieri sera, mentre era alla guida del furgoncino Iveco Daily, utilizzato per le consegne di acqua, ha ignorato l’alt della pattuglia del Radiomobile in via XXIII Settembre 1845 (in zona Celle), innescando un inseguimento da film partito alle 21.40 e conclusosi 50 minuti più tardi in viale Iolanda Cappelli, dove ha speronato violentemente ancora una volta una delle gazzelle dei carabinieri. Il bilancio è di quattro militari feriti, trasferiti al pronto soccorso dell’Infermi e dimessi con 5 giorni di prognosi. Ma sarebbe potuta finire molto peggio.

Durante la fuga, infatti, il furgoncino, tallonato da tre pattuglie a sirene spiegate, ha percorso la via Emilia, il cavalcavia di San Martino in Riparotta, via Orsoleto, via Popilia per poi attraversare Viserba in direzione Celle. I militari, dopo essere stati speronati una prima volta, si sono visti costretti ad esplodere un paio di colpi ai pneumatici posteriori. Nonostante gli spari, però, il 46enne non ha mai rallentato. Il suo furgoncino ha sbandato pericolosamente più volte fino a quando è stato affiancato da una gazzella che ha cercato di spingerlo contro il guardrail. Anche questo tentativo è andato a vuoto e per fermare la sua corsa è stato necessario sbarrargli la strada. L’Alfa Giulietta dei carabinieri è stata centrata in pieno e trascinata per alcuni metri. Solo a quel punto il fuggitivo si è arreso.

I motivi che l’hanno spinto a scappare li ha spiegati lui stesso al giudice. Ieri mattina (venerdì), dopo aver terminato tutte le consegne previste, si è recato in ospedale a Rimini per trovare la compagna ricoverata in terapia intensiva. Respinto dai medici, è risalito sul furgone e in via dei Martiri a Rivazzurra è rimasto incastrato nel sottopasso. Preso dal panico per aver danneggiato il mezzo aziendale ha girovagato senza meta. Per lui che in passato è stato in comunità per curare la dipendenza dalla droghe, l’assunzione di cocaina deve essergli sembrata una scorciatoia lasciarsi alle spalle l’incidente e, più in generale, un periodo che lui stesso ha definito complicato. Così, dopo averne acquistata alcuni grammi e averne consumata un po’, si è rimesso al volante. Quando verso sera i carabinieri, che erano già stati contattati dai suoi titolari, preoccupati per non averlo visto rientrare in azienda, l’hanno intercettato lungo via XXIII Settembre, il 46enne anziché fermarsi ha pensato bene di fuggire.

Questa mattina in tribunale il giudice, un po’ a sorpresa, ha deciso di respingere la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal pubblico ministero e di rimettere il 46enne, difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, in libertà, nonostante abbia alle spalle numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e per droga, oltre a quello di sottrazione di minore per essersi allontanato tempo fa con la figlia all’insaputa dell’ex moglie. In attesa della nuova udienza (che si terrà il 10 febbraio, per la definizione del processo, il giudice gli ha imposto l’obbligo di dimora nel Comune di Rimini e di firma giornaliera in caserma.