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Le interviste

Terza dose medici, rientra l'allarme. Grossi e Mignani: perplessità su tampone per vaccinati

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 23 dic 2021 13:38 ~ ultimo agg. 21:28
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500 infermieri, 383 medici e decine di farmacisti. Sono questi i numeri del personale sanitario riminese che manca all’appello della terza dose e che quindi rischia la sospensione. Dopo il forte allarme scattato quando un paio di giorni fa la piattaforma nazionale ha comunicato la situazione agli ordini, la situazione sembra però rientrata. Almeno in parte. I primi controlli hanno infatti rilevato alcuni errori di comunicazione. “Sono dati grezzi quelli che ci hanno comunicato – spiega a Tempo Reale il presidente dell’ordine dei Medici Maurizio Grossi e abbiamo già rilevato alcuni errori, ad esempio nella comunicazione dei codici fiscali dagli hub vaccinali. Inoltre la piattaforma non tiene conti di chi ha avuto il covid e non può effettuare la terza dose. Inoltre in questi 383 ci sono anche i 47 che già erano sospesi per non essersi vaccinati.

Situazione analoga per i farmacisti. “Ieri sono partite le lettere ai colleghi non in regola – dice il presidente dell’ordine Giulio Mignanie già molti hanno fatto sapere di averlo fatto senza ancora comunicarlo o di essere prenotati per la terza dose nei prossimi giorni. Io avevo 35 farmacisti che non si volevano vaccinare e credo che, al termine delle operazioni, resteranno loro lo zoccolo duro.

Con la stretta di Natale alle porte, Grossi e Mignani hanno detto la loro sull’ipotesi dell’introduzione del tampone anche per i vaccinati per accedere ad eventi o anche solamente a cinema o teatri. Per entrambi sarebbe un boomerang dal punto di vista comunicativo. “Per chi è in regola con la vaccinazione – dice il presidente dei medici – sarebbe sufficiente introdurre la mascherina FFP2 obbligatoria (invece della chirurgica) per assistere agli spettacoli. Pensiamo anche al ‘fuggi fuggi’ da teatri e cinema che provocherebbe un provvedimento come questo.” “Ovviamente chi ha fatto la seconda dose otto mesi fa e chi ha fatto da poco la terza si trovano in condizioni immunologiche diverse – precisa Mignani – una regola di buon senso potrebbe essere quello di chiedere il tampone a chi non è in regola con le tempistiche della vaccinazione.

Dal presidente dei farmacisti, che conferma la corsa al tampone in vista delle feste di Natale, anche il consiglio di evitare i kit “fai da te” la cui vendita, tra l’altro, sarebbe vietata in Emilia Romagna da una ordinanza regionale. “Mi spaventa che qualcuno possa fare il tampone da solo e non lo dica nessuno, e mi sono capitati un paio di casi, ma soprattutto il come vengono fatti – conclude Mignani – serve un certo standard che spesso col “fai da te” non è garantito e di conseguenza i risultati non sono attendibili. E’ un test molto ‘operatore dipendente’.”

L’intervista a Maurizio Grossi, presidente Ordine dei Medici Rimini

L’intervista a Giulio Mignani, presidente ordine farmacisti Rimini