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effettuata l'autopsia

Un'unica coltellata mortale alle spalle, così il killer ha ucciso il 74enne

In foto: il cadavere sotto la pensilina del bus
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 24 nov 2021 14:57 ~ ultimo agg. 25 nov 13:19
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Ad uccidere Galileo Landicho, il 74enne filippino assassinato di fronte alla stazione ferroviaria di Rimini, è stata un’unica coltellata inferta al collo. Così ha stabilito l’anatomopatologo che lunedì ha svolto l’autopsia su incarico del sostituto procuratore Luigi Sgambati. Per le risultanze definitive bisognerà attendere almeno 60 giorni, ma intanto c’è già un primo responso che conferma quanto aveva anticipato domenica sera il medico legale, quando intorno alle 21.45 era arrivato sul posto per ispezionare il cadavere.

Un colpo secco, dall’alto verso il basso, tipo pugnalata, inferto da dietro, che ha perforato con tutta probabilità la carotide di Landicho, morto dissanguato nel giro di poco. E’ verosimile che il giardiniere filippino non abbia avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto realmente stava accadendo. I due testimoni, a poca distanza da lui sotto la pensilina del bus di piazzale Cesare Battisti, hanno raccontato di averlo sentito emettere un lamento. Quando si sono voltati verso di lui l’hanno visto portarsi una mano al collo e sbattere contro il vetro della fermata prima di stramazzare al suolo in una pozza di sangue. Il killer, descritto “come un’ombra, tutto vestito di nero”, ha colpito Landicho alle spalle con un coltello dalla lama non lunga (lo si desumerebbe dalle dimensioni del foro sulla gola del giardiniere), tipo Victorinox.

Ieri gli uomini della Squadra Mobile di Rimini, insieme ai colleghi della Scientifica, hanno svolto nuovi sopralluoghi in zona stazione alla ricerca dell’arma, che non è stata ancora trovata. Non solo, sono stati esaminati ancora una volta i filmati delle tre telecamere che coprono l’intera area: quella posizionata in piazzale Cesare Battisti (che però non punta verso la pensilina dove si è consumato il delitto), quella in via Roma e quella all’altezza del bar-trattoria L’Artrov, di fianco al sottopasso del grattacielo. Il 74enne, che prima di arrivare alla fermata del bus a pochi passi dal Burger King, ha girovagato in zona per almeno un’ora, bevendo due birre in un bar e giocando il Superenalotto al tabacchi di piazzale Cesare Battisti, appare in alcuni fotogrammi sempre da solo. Gli inquirenti, però, vogliono scoprire se in quel quarto d’ora di buio (19-19.15) – lasso temporale compreso tra l’ultima volta che le telecamere inquadrano il giardiniere e la sua morte – qualcuno l’abbia avvicinato.

Ad oggi, terzo giorno d’indagini, non sembrano esserci novità di rilievo. Gli investigatori della questura, diretti dal vice questore aggiunto Mattia Falso, continuano a lavorare senza sosta, riascoltando quei pochi testimoni emersi, scavando nel passato di Landicho, sentendo gli amici connazionali della comunità filippina che la vittima frequentava ogni settimana. Dalla procura bocche cucite e massimo riserbo: “Stiamo indagando, non possiamo dire nulla”, ci dicono. E il giallo continua.

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