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bagarre nella Lega

Polemiche post voto. Ravaglioli: ecco cosa è successo in questi 12 mesi

In foto: Alessandro Ravaglioli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 9 ott 2021 10:52
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Una lunga nota per ripercorrere gli ultimi 12 mesi che hanno condotto alle amministrative di Rimini per il centrodestra. Alessandro Ravaglioli (iscrittosi alla Lega nel 2018 dopo un incontro con Salvini in Russia) parte dai primi contatti con il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, quando gli fu chiesto a settembre 2020 un aiuto per trovare un candidato sindaco civico, fino alla constatazione, dopo alcuni mesi di ricerca, che una candidatura simile non era possibile, per arrivare infine alla decisione (dopo essere stato tirato per la giacca da molti) di avanzare la sua disponibilità a candidarsi. Non prima, spiega Ravaglioli, di aver chiesto a Morrone se andare avanti o meno e di essersi sentito rispondere: “io insisto sul civico, quella è la strada, ma tu vai avanti perché se si va su una candidatura politica la tua è un delle più autorevoli”. Invece “un attimo dopo gli On. Morrone ed On. Raffaelli – dice – iniziarono a convocare praticamente ogni lunedì riunioni correntizie nella sede della Lega Rimini con un gruppo di persone ristretto“.  Ravaglioli attacca il segretario della Lega Romagna accusandolo di aver “umiliato la base” e, ragionando per logiche correntizie, di aver voluto tener fuori dai giochi il consigliere regionale Matteo Montevecchi, eletto con ben 2600 preferenze, perché non vicino alla sua area di riferimento. “Morrone – scrive Ravaglioli – ha confermato per l’ennesima volta che non sa leggere le dinamiche politiche territoriali, compiendo l’ennesimo disastro su tutte le 4 città della costa romagnola che andavano al voto (zero ballottaggi e la Lega superata ovunque da FDI)“. “Davanti ad una situazione del genere ed alla sempre più evidente inconsistenza dell’azione politica dell’On. Morrone – aggiunge Ravaglioli – al solo fine di evitare che il cdx andasse sbattere contro un muro il 13 Maggio ho deciso di postare su FB la mia disponibilità, precisando che sarei stato a disposizione di un’eventuale candidatura civica che unisse il cdx“. Ravaglioli ne ha anche per Lucio Paesanial quale avevo amichevolmente spiegato per il suo (e per quello del cdx!) bene di andare da solo al primo turno, che ha letteralmente impaurito l’elettorato moderato al punto che non ha esitato a mollare il centrodestra per confluire nella Lista Jamil (unica spiegazione politica al crollo di Lega e FI). Condividere una candidatura con Paesani e Frisoni prima che con FDI e FI è stato un suicidio politico da dilettanti allo sbaraglio.” E sulla scelta di Enzo Ceccarelli come candidato (“arrivata per sfinimento dopo 7 settimane di discussioni“) Ravaglioli spiega che era “una proposta mirata solo “ad evitare la candidatura di Ravaglioli, amico di Montevecchi”, al punto tale che quando le cose si stavano mettendo male per Ceccarelli, ritenuto inadeguato da tutti, l’On. Morrone era arrivato a proporre addirittura a Barboni di candidarsi “pur di evitare Ravaglioli”.” E sull’esito del voto Ravaglioli aggiunge: “dopo le regionali del 2020 che hanno visto la vittoria di Montevecchi e la sconfitta sonora di Morrone si è ripetuto lo stesso risultato con l’elezione dei gruppi consigliari. Il popolo della Lega ha chiaramente riconfermato a chi vuole consegnare la leadership provinciale del partito“. Gli 88 giorni in cui ha accarezzato l’idea di essere il candidato del centrodestra Ravaglioli li descrive comunque come “indimenticabili, pieni di tensione ma di grande emozione“. “Nel nuovo Consiglio Comunale di Rimini – prosegue – emergono interessanti nuove figure politiche che sono certo insieme a Matteo Montevecchi riporteranno il cdx a volare.” “La mia esperienza di politica attiva – conclude Alessandro Ravaglioli – iniziata nel 1994 si chiude qui“.

Il post integrale di Alessandro Ravaglioli