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sabato 23 ottobre 2021
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Qualificazioni Euro 2023

Nazionale U21: altra prova di valore, l'Ungheria dilaga solo nel finale

In foto: ©FSGC/Pruccoli
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 7 set 2021 23:52
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Under 21, qualificazioni ad Euro 2023 | San Marino-Ungheria 0-4

IL TABELLINO
SAN MARINO [4-1-4-1]: Colombo; Nanni (dal 46’ Rastelli), Moretti (dall’84’ F. Santi), Tomassini, Franciosi (dall’84’ Pasolini); Matteoni, Cecchetti, Dolcini (dal 70’ Gasperoni), Ciacci, Contadini; Pancotti (dal 59’ Toccaceli). A disposizione: Colonna, Pasquinelli, Valentini, Babboni. Allenatore: Fabrizio Costantini.

UNGHERIA [3-4-1-2]: Hegyi; Varju, Mocsi, Csontos; Bukta (dall’83’ Szűcs), Csongvai (dall’83’ Csonka), Baráth, Szánthó (dal 17’ Komáromi); Szendrei (dall’83’ Tamás), Skribek, Tóth-Gábor (dall’83’ Kiss). A disposizione: Auerbach, Kusnyir, Hidi, Kerkez. Allenatore: Zoltán Gera.

Arbitro: Andrew Davey (NIR).
Assistenti: Andrew Nethery e Adam Jeffrey (NIR).
Quarto Ufficiale: Tim Marshall (NIR).

Ammoniti: Matteoni, Dolcini, Franciosi, Rastelli, Cecchetti.

Marcatori: 29’ Baráth, 74’ e 81’ Skribek, 90+1’ Kiss.

CRONACA E COMMENTO
Fabrizio Costantini ieri aveva parlato di una squadra in fiducia, ed in effetti la Nazionale Under 21 conferma i progressi visti govedì scorso mettendo in campo anche contro l’Ungheria una prestazione di grande sostanza e attenzione. Alla fine arriva un risultato ancora una volta gonfiato nei minuti finali di frazione, testimonianza non fedele di una prova di valore incrinata da una spia della riserva accesasi troppo presto, come confermato anche dai tanti crampi nel segmento conclusivo della gara. In avvio l’Ungheria cerca fortuna prevalentemente a sinistra, dove Szánthó trova più volte spazi e tempi per rendersi pericoloso. Suo, ad esempio, il cross che al 3’ mette Tóth-Gábor nelle condizioni di battere a rete, ma l’incornata del 9 magiaro – per fortuna di Colombo e compagni – si stampa sul palo. E sempre del numero 10 il tiro dal limite che Moretti devia in corner. Nell’occasione Szánthó si accascia lamentando un forte dolore alla caviglia: le cure dello staff non sono sufficienti per rimandarlo in campo, e per il CT Gera viene il momento del primo cambio. In ogni caso, nessuno di questi è il segnale di un vero dominio da parte dell’Ungheria, che sì, tiene di più la palla, ma finisce quasi sempre per sbattere sulle ordinate linee avversarie. Grinta e determinazione dei Titani sono veramente massimali, ed è anche per questo che l’Ungheria, oltre la metà della frazione, ha dalla sua una sola vera occasione creata. Del resto a quell’altezza della gara San Marino ha già pareggiato anche questo computo. Tutto ha origine da una pregevolissima apertura di prima intenzione di Matteoni per Cecchetti, che dal lato corto dell’area punta il nuovo entrato Komáromi e col mancino pesca perfettamente in area Contadini, bravissimo a infilarsi fra i tre centrali ma leggermente impreciso nel colpo di testa: palla alta. L’azione dà comunque ulteriore autostima alla formazione di casa, che aumenta ulteriormente le dosi di corsa ed attenzione, compensando le piccole sbavature con la solita ‘garra’. Verso la mezz’ora l’Ungheria torna a farsi seriamente pericolosa con Tóth-Gábor, che sfonda sul lato sinistro della difesa ospite avvalendosi del gran fisico e con il destro stringe eccessivamente il compasso, nonostante l’ampio specchio di porta a sua disposizione. È il momento di massimo sforzo offensivo per gli ospiti, che poco prima della mezz’ora riescono a trovare il vantaggio sfruttando un piazzato: corner di Skribek, Baráth salta più in alto di tutti e di testa appoggia in rete. Là davanti Pancotti si spende su tutto il fronte offensivo per portare a casa corner e falli laterali, ma alla Nazionale non riesce di tornare a guadagnare metri nella parte conclusiva di frazione. Qui l’Ungheria costruisce un’altra grande occasione per arrivare alla rete del raddoppio, letteralmente cancellata da Colombo con un intervento strepitoso sul destro ravvicinato di Tóth-Gábor. La Nazionale sammarinese può comunque andare al riposo soddisfatta del proprio primo tempo.

Nella ripresa, subito dentro Rastelli per Nanni. L’Ungheria continua a non fidarsi del minimo vantaggio e al 52’ conquista una promettente punizione dal limite dell’area: batte Skribek, che di destro colpisce in pieno la barriera; sul prosieguo, Bukta si coordina per il tiro, mandando alle stelle. Pericolo per la porta sammarinese anche 2’ dopo: Moretti mette il piede sul cross di 21’ rischiando l’autogol, ma Colombo salva il suo capitano con un altro riflesso provvidenziale. L’Ungheria comunque non allenta la sua pressione e all’ora di gioco c’è ancora un brivido lungo la schiena di Colombo, che osserva impotente la palla attraversare tutta l’area piccola sulla deviazione improvvisa di Tóth-Gábor: per fortuna dei Titani, la conclusione è fuori. Al 74’ ci vuole un altro intervento di Colombo per evitare il 2-0: bello e soprattutto efficace il volo con cui il numero 1 di casa cancella la girata di Mocsi, evidentemente destinata a ‘morire’ vicina al palo. Ora però le energie iniziano a scemare in casa biancoazzurra, e l’Ungheria ne trae massimo vantaggio immediatamente dopo: Skribek fa un primo tentativo dal vertice dell’area trovando una schiena biancoazzurra: la palla torna giusta giusta sul piede dell’11 magiaro, che mette il mirino sul palo lungo e con un perfetto tiro a giro non dà scampo a Colombo. Nei minuti successivi l’Ungheria troverà anche la terza rete, con un destro facile di Skribek a tu per tu con Colombo, dopo che Tóth-Gábor aveva messo il compagno nelle condizioni ideali per fare doppietta utilizzando la propria stazza ma ai limiti del fallo. Tutto buono per l’arbitro, mentre l’Ungheria festeggia un risultato che le assicura i primi punti nel torneo e Costantini getta contemporaneamente nella mischia Filippo Santi e Filippo Pasolini. Il miracolo di Colombo sul destro ravvicinato di Komáromi – vanificato con l’aiuto della traversa – e la deviazione sottomisura di Kiss per la rete del 4-0 sono gli ultimi squilli di una partita il cui verdetto diventa eccessivamente severo per i Titani, cui va una menzione di merito specialmente per il primo tempo. Ora, dopo aver rotto il ghiaccio con un doppio impegno casalingo, l’appuntamento è per ottobre, con un dittico di trasferte ravvicinate prima in Lettonia e poi in Polonia.

FSGC | Ufficio Stampa