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Con la scuola tornano le baby gang

Controllo in centro e sui bus. Le proposte di ZIlli (FdI) sulla sicurezza

In foto: Filippo Zilli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 23 set 2021 12:58
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“A seguito della riapertura delle scuole, e della contestuale chiusura delle attività a marina e delle spiagge, stiamo assistendo nuovamente al fenomeno delle centinaia e centinaia di ragazzi minorenni e non (fascia 15-20 anni) che durante il week end invadono le strade del centro storico portando disordini e problemi, che spesso e volentieri sfociano in molestie, provocazioni, aggressioni e risse”. Lo rileva il consigliere comunale uscente e candidato per Fratelli d’Italia Filippo Zilli, autore di diverse interrogazioni in consiglio comunale sul tema sicurezza.
“Un fenomeno di non facile gestione sicuramente – premette Zilli – basti guardare ai recenti fatti avvenuti nei comuni vicini di Santarcangelo e Riccione, o ai tanti accaduti nella nostra città lo scorso inverno, dove assistiamo inermi a delle vere e proprie bande sprezzanti delle regole civili e con nessun rispetto ne timore per le forze dell’ordine”.
Ricordo ancora le risposte dell’assessore Sadegholvaad, oggi candidato Sindaco del PD, ad una mia interpellanza comunale a tema “baby gang”, dove parlava delle bande giovanili “come di un problema di carattere sociale, dove i ragazzi (che noi definiamo delinquenti) erano affetti da povertà educativa, che interpretavano la violenza come strumento di affermazione e che quindi la risposta la si doveva trovare nell’inclusione sociale e nel superamento delle situazioni di marginalità”. No! candidato Sindaco Sadegholvaad, questo fenomeno va represso sul nascere. Questo problema va affrontato e risolto una volta per tutte.
Per passare “dalle chiacchiere ai fatti”, Zilli elenca specifiche proposte:
“- riorganizzazione della PM: assunzioni, dotazioni, sedi decentrate, riformulazione del contratto e tutele;
– presidio fisso delle ff.oo nei punti centrali e nevralgici come deterrente e riferimento per il cittadino;
– introduzione del poliziotto di quartiere: apertura di commissariati di quartiere, uffici per le relazioni con il pubblico, possibilità di denunce e segnalazioni anonime;
– rafforzamento ed implementazione delle unità cinofile: considerata la bassissima spesa e la grande prestanza, bisogna passare dalle attuali 4 ad una squadra dell’anti droga e anti abusivismo formata da almeno 8 cani e 16 conduttori;
– videosorveglianza: accendiamo e monitoriamo finalmente le tante telecamere posizionate sul nostro territorio, implementandole con quelle private dei negozianti ed attività;
– sicurezza partecipata: una convenzione pubblico-privato per arrivare dove le ff.oo e locali, per mancanza di personale, non riescono e non possono”.
Su questo ultimo tema – prosegue Zilli – insieme all’avvocato Nicoletta Gagliani, abbiamo incontrato delle ditte professionali che si occupano di sicurezza privata, le quali ci hanno proposto due figure chiave:
1- lo steward urbano, (che nulla ha a che vedere con gli assistenti civici proposti dall’Assessore Jamil tempo fa per evitare gli assembramenti), che svolgerebbe compiti di prevenzione e deterrenza. Uomini e donne, iscritti agli albi prefettizi per i servizi di controllo, con grandissimi esperienza e corsi alle spalle nella gestione delle grandi masse, da distribuire nelle zone della città più delicate e negli orari opportuni, con la funzione di monitorare ed essere un OCCHIO sulla città, in stretto contatto con le ff.oo che potrebbero poi intervenire già conscie dello stato di fatto ed in modo più efficiente.
2- lo steward sui servizi di TPL: un altro grande tema è quello dei trasporti pubblici, che purtroppo pochi giorni fa è risaltato alle cronache nazionali per via del somalo che ha accoltellato 5 persone, tra cui un bambino, su un bus riminese. Non è pensanbile vivere in un città dove si ha paura di prendere un mezzo pubblico.
Ogni giorno raccogliamo le denunce di chi ha subito un furto sull’autobus, sul metro mare, mentre aspettava alla fermata. Lo steward, a seguito di una convenzione tra Comune e Start Romagna, può diventare un servizio di tutela alle fermate e durante le corse, che da serenità e tranquillità al passeggero, e soprattutto disincentiva il malintenzionato a delinquere”.
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di Simona Mulazzani