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Si accende la discussione

Paesani plaude alla Lisi e attacca i "quattro" di Fratelli d'Italia e Barboni

In foto: Lucio Paesani
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 16 lug 2021 13:21 ~ ultimo agg. 14:05
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Lucio Paesani, candidato sindaco della lista Noi Amiamo Rimini, plaude alla scelta di Gloria Lisi di correre da sola alle amministrative (vedi notizia). “Ritrovo – scrive – nel suo, anche se proveniente da esperienze diverse, il mio percorso. Quello di Gloria, politico amministrativo, all’interno della Giunta. Il mio, da imprenditore che stanco e deluso dai vecchi schemi pseudo rappresentativi, sia politici che “associativi” vide nel primo Gnassi che disse “io gli accordi li faccio con chi ci sta…”, un’ipotesi alla costante palude culturale, politica, consociativa, che oggi è divenuta economica. Fu per me un fuoco fatuo ed una grande delusione”. “Oggi – prosegue Paesani – scopro che è divenuta delusione anche per Gloria che fino a ieri, a differenza mia ha avuto un importante ruolo”. L’imprenditore fa poi dei parallelismi tra il Pd, che secondo la Lisi ha scelto di non scegliere rifugiandosi nel compromesso, e la destra. “Vedo – scrive – il triste gioco di Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno giocato con il “fuoco” Indino, che potrebbe a Roma, trasformarsi in un incendio…per Rimini.
Le analogie con le parole del vicesindaco proseguono. Paesani richiama il passaggio in cui dice che “la soluzione adottata svilisce il contributo ideale e fattivo che un area fondamentale della Città, ha dato” per volgere lo sguardo a destra e “segnalare che mentre la Lega un percorso lo ha fatto e un rischio lo ha corso” i quattro esponenti di Fratelli d’Italia in consiglio comunale (Renzi, Marcello, Spina e Zilli) “hanno evitato qualsiasi dialogo e qualsiasi proposta che uscisse dal recinto dei loro quattro nomi. Poi, dopo mesi, un nome lo hanno dovuto fare e lo hanno fatto antitetico al mio che rappresento il sigillo elettorale della vittoria e del cambiamento”. Paesani tira le orecchie anche al senatore Barboni di Forza Italia che “rappresenterebbe, sicuro vincente al primo turno, l’unica grande soluzione politica al rebus – scrive – ma ha preferito a Noi❤️Rimini, Indino”. All’esponente azzurro, l’imprenditore ricorda che Noi Amiamo Rimini porta “avanti le istanze di 200 aziende fuggite da Ascom, dei tassisti, dei pescatori, dei ristoratori senza l’anello al naso, delle discoteche, di almeno 40 chioschisti di spiaggia, di bagnini ed albergatori non rappresentati, degli industriali e degli artigiani cui vengono negati comparti produttivi al posto dei quali si costruiscono condomini e dei tifosi che reclamano un cambio di passo e di stadio.Secondo Paesani, Indino è “un accordo al ribasso che potrebbe diventare credibile solo se si dimettesse “da ogni incarico che ha avuto per nomina di Gnassi”. Paesani strizza infine l’occhio alla Lisi: “guardiamo con attenzione al suo percorso”.
La politica deve essere prima di tutto coraggio” – conclude – “Chi, fino ad oggi, ho giocato la partita dietro le linee, di nascosto, nel sotterfugio, rincorrendo la sconfitta del centro destra ed il suo interesse personale, si vedrà recapitare un conto salatissimo. Il cartellone del Caffe delle Rose è pronto ad accogliere le figurine (ndr. nel post ci sono quelle dei quattro consiglieri di FdI). Per una volta, che la sconfitta serva a fare pulizia!

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