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Dopo intervento Cts

La scuola che verrà. Morolli: lezione in presenza deve tornare la normalità

In foto: L'assessore Morolli in una scuola
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 5 lug 2021 12:58 ~ ultimo agg. 14:40
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In base a quanto risposto dal Cts ai quesiti posti dal ministero dell’Istruzione, a settembre si tornerà a scuola con la mascherina e rispettando il distanziamento. Inoltre, vista l’incertezza dello scenario epidemiologico, dovranno essere individuate le misure di massima da applicare per gli istituti a seconda che si trovino in zona bianca, gialla, arancione o rossa. Considerazioni che preoccupano l’assessore alla scuola del comune di Rimini, Mattia Morolli, che condivide le preoccupazioni sanitarie ma teme l’inizio di “un rimando di responsabilità e di tempistiche che, come è facile prevedere, ricadrebbe sulle spalle dei nostri giovani“. Secondo Morolli “settembre è dietro l’angolo, ma abbiamo ancora tempo per lavorare efficacemente“. “La lezione in presenza – aggiunge –, senza doppi turni o altri algoritmi cervellotici di rotazione di classi, deve tornare ad essere la normalità del sistema educativo italiano“.

Le dichiarazioni di Mattia Morolli

Ci aspettiamo di ritrovare a settembre una scuola migliore di quella che abbiamo lasciato a giugno. Non solo un desiderata, ma un obbiettivo chiaro e prioritario che tutte le istituzioni devono porsi, concretamente, per impedire che il primo giorno del prossimo anno scolastico sia un ritorno al passato che conosciamo. Prima della pandemia, ovviamente. Con i temi sanitari che vanno naturalmente posti in cima alla lista, ma senza dimenticare che dobbiamo garantire trasporti adeguati e la sicurezza intorno e fuori dalla scuola, non solo nelle aule. È una sfida che non ammette tentennamenti, incertezze e, soprattutto, perdite di tempo. Settembre è dietro l’angolo, ma abbiamo ancora tempo per lavorare efficacemente. L’anno scorso abbiamo dimostrato che partire in tempo, non aspettando aiuti calati dall’alto e cedere all’immobilismo, ci ha permesso di partire con un vantaggio rispetto altri territori.
Ora non possiamo cedere al fatalismo di chi prevede un inizio di nuovo anno scolastico in continuità con quello concluso. Voglio essere chiaro, la dad dovrà essere sempre più considerata come un’opportunità, uno strumento in più, e non come la normalità. La lezione in presenza, senza doppi turni o altri algoritmi cervellotici di rotazione di classi, deve tornare ad essere la normalità del sistema educativo italiano. Non abbiamo alternative, non esistono piani b per una generazione che ha già pagato un danno ancora incalcolabile sull’altare del Covid. Non stiamo parlando solo di questioni tecniche, ma prima ancora di un concetto morale, oltre che civile e sociale, inalienabile, il diritto allo studio.
Per questo leggo con preoccupazione sulla stampa nazionale alcune anticipazioni del Cts (l’ormai noto Comitato tecnico scientifico) che, su sollecitazione del Ministero dell’istruzione, ha anticipato quale potrebbe essere lo scenario per garantire la ripresa scolastica a settembre. Non vorrei che iniziasse un rimando di responsabilità e di tempistiche che, come è facile prevedere, ricadrebbe sulle spalle dei nostri giovani. Attenzione, non solo ne condivido le preoccupazioni sanitarie, ma abbiamo già attivato l’Amministrazione comunale con investimenti per potenziare gli strumenti di sanificazione e distanziamento all’interno delle scuole di nostra proprietà. Condivido anche la sollecitazione sulla vaccinazione dei più giovani, che come Amministrazione promuoviamo, perché più giovani verranno vaccinati e meno problemi avremo a settembre. Però non vorrei che questi dubbi e timori, piuttosto che generare uno scatto in avanti, siano al contrario causa di cedimenti, tentennamenti, ritardi.

A livello territoriale sono in contatto quotidiano con i direttori didattici, gli insegnanti e l’Ufficio scolastico regionale. Alcune sollecitazioni sono già state raccolte e, a breve, partiremo con alcuni incontri per preparare in tempo utile il terreno al rientro scolastico di settembre. Un rientro che, una volta salvaguardato il principio sanitario, non lasci questa volta indietro nessuno. La didattica a distanza dovrà essere una opportunità in più, non la normalità, riportando la presenza, la condivisione, l’inclusione e l’integrazione come pilastri della nostra scuola, già dal primo giorno di scuola.

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