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utile di 1,8 milioni

Bilancio Diocesi 2020. Il contributo decisivo alla voce carità

In foto: La Basilica Cattedrale
di Redazione   
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ven 2 apr 2021 13:56 ~ ultimo agg. 18:15
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Tempo di approvazione del bilancio 2020 per la diocesi di Rimini, passato al vaglio del consiglio per gli affari economici e per cui è arrivato il via libera della Santa Sede. Numeri che parlano dell’impegno a sostegno della chiesa locale e dei progetti pastorali ma anche del cammino di contrazione del debito avviato da tempo. In un articolo sull’ultimo numero de Il Ponte dati e considerazioni vengono proposti in un percorso di trasparenza che la Diocesi ha fatto proprio.

Il faro è la missione evangelizzatrice. Una missione che deve coniugarsi anche alla sostenibilità economica. E’ la premessa che ha guidato le scelte della diocesi di Rimini anche nel 2020. Un anno, fortemente segnato dalla pandemia, che ha portato sofferenza soprattutto nei soggetti più fragili che con sempre più frequenza hanno chiesto aiuto a parrocchie e Caritas. Il 62% dei contributi erogati dalla diocesi è andata proprio a sostegno dei bisogni delle parrocchie. La carità, dunque, resta una voce decisiva nel Bilancio della Diocesi. Aiutare la vita delle persone, delle famiglie, dei poveri, degli emarginati, degli anziani, di chi è più in difficoltà, è impresa necessaria, vitale, ma indubbiamente significativa anche dal punto di vista finanziario. Lo attesta anche un altro dato: oltre il 50% del finanziamento dell’8xmille, 960mila euro su 1,5 milioni totali, destinato a questa urgenza.

Nonostante la fatica il bilancio 2020 è, però, caratterizzato da dati positivi. L’utile è stato di oltre 1,8 milioni di euro, frutto della differenza tra i ricavi, 4,8 milioni e la spese, di circa 3 milioni. L’esercizio migliora di 292mila euro rispetto al precedente. Sana gestione che va avanti da sette anni. Resta ancora da appianare il debito pregresso, che si aggira sui 18milioni. “Nella attuale congiuntura – commenta l’economo della Diocesi don Danilo Manduchipesa come un macigno”. Ma anche su questo fronte molto negli anni è stato fatto, se si pensa che nel 2014 il debito ammontava ad oltre 26 milioni, 19,1 milioni nel 2019. Un calo graduale e costante, nonostante la diminuzione sensibile dei ricavi. La diocesi ha anche crediti esigibili, da enti pubblici e privati, per 6,6 milioni.

Alla voce costi primo tra tutti quello relativa ai contributi erogati: 1.368mila euro, seguita dalla gestione immobiliare, circa 486mila euro. Al terzo posto la voce dipendenti: 328mila euro. Gli oneri finanziari e le tasse pesano rispettivamente per 268mila e 193mila euro.

Ciò che ci guida – spiega don Manduchi – è il principio di solidarietà e sostenibilità. Non è mai una questione di profitto. Le molte spese sostenute si riferiscono anche alle “supplenze che la Chiesa riminese fa in vece dello Stato, il quale spesso, non riesce a garantire. Riteniamo che proprio attraverso la sussidiarietà si manifesti molto della testimonianza cristiana che ci sta a cuore”.

 

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