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lavorare a innovazione

La Petitti e le categorie a confronto col Ministro Garavaglia. Priorità 'cura turismo' e Bolkenstein

In foto: la videoconferenza
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 3 mar 2021 12:01 ~ ultimo agg. 22 mar 15:36
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La presidente dell’Assemblea Regionale Emma Petitti ha organizzato un incontro in videoconferenza tra il neo Ministro del Turismo Massimo Garavaglia e i rappresentanti delle categorie economiche di Rimini: Patrizia Rinaldis, Presidente di Federalberghi, Gianni Indino, Presidente di Confcommercio e Fabrizio Vagnini, Presidente di Confesercenti.

Un confronto a tutto tondo per parlare delle misure contingenti volte a dare respiro all’economia e al turismo del territorio e per mettere in agenda alcuni temi strategici per il futuro, da qui ai prossimi mesi.

Tra questi: la Bolkestein per quanto concerne il capitolo spiagge; il problema di una burocrazia ingestibile per chi ha delle attività, unito al problema dei finanziamenti dalla banche; la crisi che incombe sul settore delle agenzie di viaggio, ormai in ginocchio; l’incertezza delle discoteche; bar e ristoranti che devono fare i conti con continui stop and go; la necessità di sostenere gli aeroporti; l’urgenza di introdurre un’operazione come quella del bonus 110% a tutti i settori; le opportunità derivanti dal Recovery Fund; un ‘Cura turismo’ per il rilancio del settore turistico.

“Il turismo da noi è tutto, sono le tante famiglie e i lavoratori occupati nel settore alberghiero, in quello balneare, in quello commerciale e dei servizi, in primis quelli della ristorazione ma anche del divertimento e del terziario in generale – ha evidenziato Emma Petitti al neo Ministro Garavaglia – La crisi si è ovviamente sentita, anche se la scorsa stagione l’abbiamo in qualche modo ‘portata a casa’, ma c’è preoccupazione per quella di quest’anno e comunque per una situazione difficile e complicata. Si pensi ad esempio al settore fieristico, con Rimini che annovera una delle fiere più importanti sul territorio nazionale, che sta ultimando una grossa e importante operazione di fusione con quella di Bologna, in un settore fermo da oltre un anno, che per noi rappresentava (e speriamo tornerà a rappresentare) una fetta importante nella destagionalizzazione del nostro prodotto turistico”.

“Abbiamo tutti salutato positivamente il fatto che il turismo è tornato ad essere un dicastero autonomo e con proprio portafoglio. Questo fatto apre scenari nuovi e importanti. Ora però bisogna approfittare di questa situazione per aprire sul turismo una grande riflessione che porti a una riforma vera del settore, a partire dalle opportunità rappresentate recovery fund”, ha aggiunto Emma Petitti, aggiungendo anche la rilevanza strategica del tema dei trasporti, della viabilità, delle vie d’accesso, degli aeroporti e dell’alta velocità, dal momento che “il turismo in primis è modernità nell’infrastrutturazione di un territorio ed anche raggiungibilità agevole e veloce dello stesso”.

Prima o poi, aggiunge la Petitti, “dovremo fare i conti anche con la Bolkestein. E’ una questione da affrontare”. “Ora siamo chiamati ad un altro grande progetto di innovazione. Questa volta riguarda il turismo balneare. Un progetto che potrebbe partire da un lavoro che potrebbero fare insieme Governo e Regioni, ma che deve coinvolgere tutte le località turistiche del nostro Paese, in particolare quelle che da più tempo sono sul mercato. Come sistema politico locale ci piacerebbe porci a capofila di un progetto di respiro nazionale/europeo che metta insieme proposte in grado di rilanciare un settore economico che è fatto di un’anima, ovvero il sistema delle relazioni che da sempre permette alle comunità di crescere”.

La Petitti sintetizza le proposte principali:

– Riqualificazione delle strutture alberghiere. Sono anni che se ne parla ma ora non è più rinviabile. Dopo questa crisi è necessaria una forte accelerazione agendo su:

a) Riduzione delle strutture ricettive (in alcune aree del 30%), soprattutto nelle aree a più alta concentrazione, utilizzando strumenti urbanistici ed incentivi economici per l’uscita dal mercato. Siamo giunti ad un punto della nostra storia in cui non possiamo più far finta che strutture ricettive chiuse da 15/20 anni e in molti casi catalizzatori di degrado, rappresentino un vulnus per il nostro tessuto turistico e urbano, oltre a queste strutture già chiuse, ve ne sono altre con precari affitti di azienda che questa crisi rischia di far chiudere definitivamente, non è più tempo di rinviare le decisioni.

b) Un progetto per la riqualificazione delle strutture ricettive attraverso accorpamenti e ristrutturazioni con l’obiettivo anche della messa in sicurezza sismica.

c) Riqualificazione degli stabilimenti balneari, provando ad affrontare una volta per tute la questione relativa alla ‘Direttiva Bolkestein’, con la quale evidentemente dobbiamo fare i conti.

Per raggiungere questi obiettivi sono necessari interventi legislativi, normativi ed economici.

– Legislativi. Nuova legge sul demanio che superi le attuali incertezze ed il contenzioso con l’Europa (Bolkestein appunto)

– Una legge di semplificazione burocratica che agisca con la ratio del silenzio assenso e dell’autocertificazione che per i tempi dell’economia turistica e per le riqualificazioni e ristrutturazioni alberghiere diventa vitale.

– Norme urbanistiche che recepiscano le possibilità date dalla realizzazione dei condhotel (esempio di opportunità di innovazione messo in campo dall’Emilia-Romagna), incentivi agli accorpamenti alberghieri e la previsione di nuovi servizi per le zone turistiche. Riqualificazione delle aste commerciali nelle zone turistiche.

– Interventi economici. Una legge nazionale che in accordo con la Comunità europea stanzi un contributo a fondo perduto per chi investe nella riqualificazione e ristrutturazione alberghiera. Un contributo a fondo perduto pari minimo al 25% dell’investimento complessivo. La restante parte finanziato con un mutuo di 30 anni garantito per i primi anni dalla Cassa Depositi e Prestiti e per gli anni successivi dall’attività imprenditoriale.

– Incentivi oppure acquisto da parte del pubblico di strutture ricettive fuori mercato per adibire quelle aree ad altre funzioni di servizio per il turismo (dai parcheggi, ai servizi di ristorazione, centri benessere o altro). Mutui agevolati per gli stabilimenti balneari e per le attività che vogliono innovare nel commercio e nei pubblici esercizi.

Per richiamare il primo provvedimento del Governo precedente, il ‘Cura Italia’, direi che per il settore turistico occorrerebbe un vero e proprio ‘Cura Turismo’, che deve vedere un lavoro di squadra tra Governo, Parlamento, Regioni, Comuni e categorie economiche del settore e parti sociali.”

Il Ministro Garavaglia, da parte sua, ha garantito una serie di impegni per dare delle risposte alle questioni sollevate, tra cui l’impegno a tenere un confronto continuo con il territorio di Rimini. Inoltre ha assicurato alcune priorità sul quale verteranno gli sforzi del Governo: riordino della fiscalità per le imprese; politiche di incentivo per le ristrutturazioni anche fuori dai centri storici (gli agriturismi, per esempio); garanzia dell’arrivo dei ristori in tempi brevi; necessità di guardare agli aeroporti come asset strategici per l’economia del territorio.

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