Indietro
menu
Auto, quote e precedenti

Reddito di cittadinanza. La ricca casistica dei furbetti: 15 denunce

In foto: Fiamme Gialle
Fiamme Gialle
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 17 feb 2021 09:36 ~ ultimo agg. 18 feb 10:53
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

I finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno concluso, in collaborazione con l’INPS, tra dicembre 2020 e gennaio 2021 l’operazione “Spill out” individuando e denunciando 15 persone per l’illecita fruizione del reddito di cittadinanza. Si tratta di cittadini italiani che, per percepire il reddito pur non avendone diritto, hanno prodotto false dichiarazioni ISEE per ottenere il beneficio economico oppure hanno omesso di fare all’INPS la comunicazione delle variazioni di reddito o patrimonio.

In seguito ai riscontri investigativi i finanzieri hanno accertato che cinque persone, durante la fruizione del beneficio economico, avevano acquistato auto di nuova immatricolazione, senza comunicarlo all’INPS; addirittura, uno di questi di auto ne ha acquistate due del valore complessivo di 53.000 euro; oltre a due percettori che non avevano dichiarato di essere proprietari di fabbricati; oppure altri due che non avevano dichiarato il patrimonio derivante dalle partecipazioni in società, come nel caso di un 60 enne che è risultato possedere quote per un valore di 100.000 euro in una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di plastica, con sede a Milano, che nell’anno 2018 ha conseguito ricavi per due milioni di euro, e di una 55 enne risultata possedere quote per un valore di 13.550 euro in una società che gestisce un hotel a Rivazzurra di Rimini.

Tra le varie posizioni, figura anche quella di un soggetto residente nella provincia di Rimini, condannato con sentenza definitiva per il reato previsto all’articolo 416 bis (associazione a delinquere di stampo mafioso) cosa che, come previsto dalla legge, preclude la possibilità di ottenere il beneficio.

Altri due soggetti, invece, hanno omesso di dichiarare per gli anni 2018 e 2019 redditi ai fini ISEE, entrate derivanti da attività d’impresa: il primo, un 68 enne non risulta aver dichiarato i redditi per complessivi 70.000 euro conseguiti dall’attività di “procacciatore d’affari”, mentre un 30 enne, denunciato in concorso con la convivente, ha omesso di dichiarare, redditi per complessivi 107.000 euro conseguiti nell’attività di “commercio all’ingrosso di rottami”, esercitata in forma di ditta individuale, con sede in Rimini. Infine, sono stati scoperti due soggetti, un 65 enne residente a Rimini e un 70 enne residente a Riccione, che risultano aver occultato, ai fini ISEE, il patrimonio investito in contratti di assicurazione mista sulla vita, rispettivamente del valore di 75.000 euro e di 21.000 euro, a fronte del limite massimo di 6.000 euro stabilito dalla legge per poter fruire del reddito di cittadinanza.