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Calcio D

Rimini FC. Gomis: "Mi ispiro a Sissoko". Tamai: "Valutiamo bene le partenze"

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 20 gen 2021 11:26 ~ ultimo agg. 21 gen 17:15
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Nelle ultime due stagioni ha giocato nell’Arconatese, in Serie D. In precedenza, dopo le giovanili nella Cremonese, ha collezionato 16 presenze in due annate di C con la Pro Piacenza per poi vestire le maglie di Virtus Bergamo (D) e Nibbiano & Valtidone (Eccellenza).

È il giorno della presentazione di Kalagna Gomis (183 cm – 76 kg), centrocampista senegalese nato a Bignona nel 1996, ultimo acquisto della Rimini Calcio.

Dopo l’introduzione del responsabile della Comunicazione del Rimini F.C., Beppe Indino, prende la parola il direttore sportivo, Pietro Tamai: “Siamo andati sul mercato, era secondo noi il centrocampista che mancava: è un interditore, un giocatore fisico. Ha fatto anche uno sforzo economico con la sua ex società, c’è stata volontà al 200 per cento. Siamo felici di averlo qui con noi”.

Kalagna Gomis si presenta così. “Sono felice di essere qua, è stato difficile lasciare l’Arconatese. Grazie al direttore e a tutti quelli che sono intervenuti in questo mercato. Il direttore mi ha parlato del progetto del Rimini: c’è qualcosa che vengo a trovare qua, spero di trovarla subito. Rimini è una piazza importante. Siamo partiti un po’ così così, ma la strada è ancora lunga. Speriamo di arrivare dove vogliamo arrivare”.

Se si dovesse descrivere, che tipo di giocare è, più propenso alla costruzione o un incontrista? “Io faccio tutte e due: lavoro sporco, mi piace lavorare tanto, con la cattiveria, girare palla, tutto quello che c’è da fare. Sono un saltatore e mi piace tirare da fuori. Ho caratteristiche simili a Sissoko, il centrocampista del Tottenham”.

Ci racconta la sua storia calcistica? “Nella Cremonese ho fatto le giovanili, poi sono andato in ritiro con la prima squadra. L’ultima settimana di ritiro ho però accusato una pubalgia e sono stato fuori sei mesi. La Cremonese quell’anno puntava a salire, non era facile trovare spazio per un giovane del vivaio e ho chiesto di essere mandato in prestito. Sono andato così al Pro Piacenza: il primo anno ho fatto 10 presenze, il secondo otto, poi ho avuto un po’ di problemi con la società perché io volevo tornare in Francia, dove vivono i miei, a Parigi. In Francia era interessato a me l’Orleans, formazione di serie B, ora in C. Erano interessate anche Brescia, Pro Vercelli e Vicenza, ma io non conoscevo nessuno. E da quel momento a Piacenza mi hanno messo quasi fuori rosa. Sono andato poi alla Virtus Bergamo: nel girone d’andata ho sempre giocato, nel girone di ritorno ho avuto una lesione alla gamba e sono stato fuori sei mesi. Poi ho preferito curarmi meglio. Sono andato all’Arconatese, in serie D. È andata bene lì, poi è arrivato il covid e tutto si è fermato. Quest’estate c’erano tante squadre che mi volevano, ma ho deciso di rimanere lì. Per prendere la decisione di venire a Rimini ci ho messo tre settimane perché mi trovavo bene all’Arconatese. Ho preso una decisione difficile per me, ma sono contento di essere qua”.

Che gruppo ha travato qui a Rimini? “Ho trovato bravi ragazzi: sono aperti con me, mi stanno aiutando a integrarmi in questo ambiente – continua Gomis -. Posso dire solo cose positive perché sono ragazzi bravi, anche il mister mi parla per spiegarmi cosa fare. Il resto arriverà da solo, piano piano”.

Che accordo ha con il Rimini? E perché la maglia numero 14? “Per il contratto parliamo magari tra due-tre mesi.  Il numero 14 è un bel ricordo perché nel mio primo anno da professionista avevo il numero 14 e anche la mia ragazza è nata il 14”.

Pietro Tamai sulla scelta di Gomis. “Ultimamente abbiamo cambiato modulo, passando da un 3-5-2 a un 3-4-1-2. Ci mancava anche all’inizio un giocatore del genere. In un campionato che si risolve anche sui piazzati serviva un giocatore forte di testa. È un giocatore che conoscevo: sono amico di Finardi, che era nella Cremonese quando Gomis era nel settore giovanile. È un giocatore che per quello che erano le nostre esigenze si andava ad integrare molto bene”.

Il Rimini secondo lei potrà centrare la promozione passando dalla porta principale? “Quando si lavora in una piazza come questa secondo me devi metterlo in conto: io spero che i ragazzi sappiano dove sono, tutto quello che ci sta mettendo la società. Ci stiamo provando. È un campionato difficile perché ci sono le soste, può succedere di tutto, anche il fatto che riusciamo ad entrarci dalla porta principale. È un campionato che secondo me da qui alla fine vivrà ancora sulle montagne russe”.

Adesso manca solo il secondo portiere per il mercato del Rimini? “Ufficialmente sì. Abbiamo fatto un cambio: prima puntavamo su un portiere over, adesso stiamo valutando che sarebbe meglio prendere un under. In uscita stiamo vedendo perché ci sono ragazzi che hanno poco spazio. Sono da valutare bene anche le uscite perché con il covid, le soste, gli infortuni, potrebbero servire. Secondo me servono 26-27 giocatori”.

Nessuno ha chiesto di andare via? “L’unico giocatore che mi ha chiesto di andare via è stato Rivi, che è stato accontentato ed è andato in una piazza importante come Trento. Gli faccio gli in bocca al lupo perché è stato splendido, come tutti i ragazzi, che sono dei veri professionisti. La squadra è un cantiere aperto: quando la costruisci dal 20 agosto… la società si è dovuta adeguare anche a quel discorso del sequestro di quote, c’è stata una grande difficoltà. Poi non c’è pubblico, è difficile raccogliere aiuti. Anche la squadra ha bisogno che ci sia serenità. Queste situazioni non hanno aiutato neanche il lavoro della squadra. È un campionato falsato: squadre giocano, altre aspettano. Se non ripartirà l’Eccellenza sarà ancora più falsato perché non ci saranno retrocessioni e le squadre messe malissimo “sbracano”. Io mi auguro che la serie D possa andare avanti fino in fondo”.

La conferenza stampa sarà trasmessa su Icaro TV (canale 91) questa sera alle 21:40.

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