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Doppia vittoria in tribunale

Rimini FC, si chiudono due vicende giudiziarie. Grassi pronto ad aiutare Rota

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 15 dic 2020 11:55 ~ ultimo agg. 17 dic 15:13
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Giorgio Grassi ha convocato un incontro con gli organi d’informazione all’Agriturismo Freelandia per fare un bilancio finale della sua gestione del Rimini F.C. e parlare della vicenda giudiziaria legata alla richiesta di sequestro delle quote societarie avanzata in estate da un potenziale acquirente del club biancorosso. Presenti anche l’avvocato Gianluca Brugioni, legale di Grassi, e Tiziano Fabbri.

La conferenza stampa è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Icaro Sport e sarà trasmessa questa sera alle 23:00 su Icaro TV (canale 91 e canale 686).

“Domani sono cinque mesi che abbiamo ceduto le quote a Rota – attacca Grassi -. Dobbiamo affrontare quello che ci è capitato tra capo e collo e nulla possiamo fare se non reagire al meglio. Sono felice di avervi riportato in questo posto stupendo, Freelandia dell’amico Luca Gasperi. Sono stati momenti difficili, adesso siamo qui e più forti di prima”.

L’avvocato Gianluca Brugioni, legale di Grassi, spiega nel dettaglio le due vicende societarie che hanno coinvolto la società biancorossa. “La questione legale è legata alla trattativa con la Health Factory di Mariani, che si sarebbe dovuta concludere entro il 10 luglio 2020. Sull’accordo delle parti si era stabilito di presentarsi dal notaio il 9 di luglio, la controparte non si è presentata. Si è concessa un altro termine nella giornata del 15 luglio e sorprendentemente, anche perché era tutto pronto, neanche in quella data nessuno della controparte si è presentato alla stipula del definitivo atto di cessione. Conseguenza immediata è stata la comunicazione di risoluzione del contratto alla controparte per inadempimento, comunicata tramite pec, poi è arrivata la cessione del Rimini al presidente Rota.

Successivamente, a seguito di questa vicenda, si è appreso che era stato inoltrata e notificata ai miei assistiti una richiesta di sequestro, il 31 agosto, dove si rivendicava pretesa di diritti sulla Rimini Calcio. Ci siamo costituiti in giudizio, con l’avvocato Paolo Santoro, che ringraziamo. Il Tribunale delle Imprese ha convocato le parti in giudizio il 16 settembre 2020, il giudice si è riservato un’ordinanza che ha sciolto, decidendo in nostro favore, il 23 novembre di quest’anno. Risultato: dissequestro e controparte condannata a rimborsare le spese. Questa è la vicenda societaria. Poi c’è un’altra vicenda che deriva da un esposto che il signor Mariani ha presentato alla Procura Federale della FIGC di Roma per presunte violazioni dei regolamenti dei codici sportivi. La Procura Federale ci convoca il 2 settembre, ci presentiamo a questa audizione, con la certezza di aver operato correttamente. Con provvedimento del 29 ottobre la Procura Federale ha ratificato l’archiviazione”.

La caparra era stata versata dalla società di Mariani? “Sì, era di quasi 50mila euro. La caparra è stata trattenuta per inadempimento. L’azione che Mariani ha proposto è stata insistere per rivendicare diritti sulla Rimini Calcio. La ragione per cui ha fatto questo? Su questo vi deve rispondere lui, non voglio entrare sulla valutazione delle scelte che ha fatto il signor Mariani. Quando si è venduto a Rota non c’erano azioni che potessero pregiudicare questa trattativa. Il Tribunale si è pronunciato in maniera molto chiara, credo che il presidente Rota possa stare assolutamente tranquillo”.

Che idea si è fatto Grassi di Mariani? “Penso la stessa idea che si sono fatti a Livorno. Non si è presentato due volte davanti al notaio. La due diligence è stata molto veloce, la caparra era stata versata, non so cosa gli passasse per la testa”.

C’è stata una richiesta di chiudere la vicenda pagando una somma? “Sì – risponde Grassi, tramite un intermediario. Il giudice lo ha giudicato oltre che infondato temerario, si capisce dalla condanna alle spese legali. Grazie all’avvocato Brugioni e all’avvocato Santoro, supportati da Tiziano Fabbri, che ha lavorato sulla parte amministrativa, ci siamo tolti una bella soddisfazione perché forse è la prima volta che in Italia personaggi del genere vengono presi con le mani nella marmellata”.

L’avvocato Brugioni ribadisce: “Esistono due verbali notarili. Noi siamo rimasti l’ora canonica, poi il notaio ha preso atto di quello che è successo quel giorno”.

Ci sarà qualche azione legale a tutela della vostra immagine? “Faremo delle valutazioni” risponde Brugioni.

Rota ha detto durante la trasmissione di Icaro TV “Calcio.Basket” che sono cambiate le sue condizioni rispetto all’anno prima. “Il costo del Rimini l’anno scorso era probabilmente superiore a quello che è venuto fuori alla fine del secondo anno, del campionato in cui siamo retrocessi – è Grassi a parlare -. Io credo che per uno come lui che desiderava prendere il Rimini, trovarsi con un costo del Rimini che era molto abbordabile e potendo fare quest’operazione da solo, credo che lui ci tenesse… era da fare perché era sostenibile per la sua società, credo che l’anno precedente non c’erano le condizioni. È stato molto contento, ha pagato per intero”.

Adesso esiste un punto di contatto tra Grassi e il nuovo Rimini? “Contatti non ce ne sono stati tantissimi, più che altro a livelli tecnici perché c’è una fase di transizione perché c’è qualcosa che deve pagare il vecchio Rimini e qualcosa che deve incassare il vecchio Rimini, questo sta avvenendo in un clima molto sereno. Rota non mi ha mai chiamato e penso sia giusto così perché si finirebbe per condizionare, credo lui abbia tutto il diritto e il dovere di imparare. Non gli voglio neanche mettere confusione nella testa. L’ultima partita (con l’Aglianese, ndr) ho spento il televisore a un certo punto perché soffrivo troppo. Credo che lui da presidente unico azionista debba gestire la società come meglio ritiene. Mi dispiace che le cose vadano così male dal punto di vista sportivo, ma anche economico perché il calcio della serie D, come quello della serie C, è stato abbandonato. Sono in empatia con lui perché ho vissuto le stesse cose”.

Il passaggio di proprietà dal punto di vista legale ha creato problemi particolari? “Non sarebbe stato opportuno dal 16 di settembre alla sentenza il passaggio di quote, ma penso che la volontà ci fosse tutta e siamo andati avanti. Noi abbiamo questo ottimo rapporto, va chiuso nella maniera giusta”.

Darà una mano al Rimini? “Se l’azienda mi consente di intervenire mi sembrerebbe disumano o crudele non fare qualcosa”.

Tiziano Fabbri sulla situazione economica della Grabo con la pandemia. “Come tutte le aziende siamo stati penalizzati, il buco sono stati quei due mesi e mezzo più la ripartenza. Da settembre siamo ripartiti”.

Grassi ancora sul possibile aiuto alla nuova Rimini Calcio. “Se parliamo parliamo di sponsorizzazioni perché è giusto che Alfredo (Rota, ndr) faccia questa esperienza da presidente che può decidere liberamente. Tra l’altro anche gli sponsor vogliono dire la loro. Sono stati quattro anni straordinari, ma penso siano poche le attività totalizzanti come il calcio. Spesso la domenica notte non dormi e non esiste estate. Poi è un’attività che è tua per quello che riguarda costi, impegni, ma quando le cose non vanno sono tue con più forza di prima, nonostante abbia pensato di farle bene. Credo che chi lo fa bene sia un fenomeno”.

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