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La bella storia di CAUÃ e della Lions Academy BSK

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 dic 2020 11:59
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Una bella storia di sport, raccontata dalla Lions Academy BSK sui social della società di basket del riminese.

“Voglio raccontarvi una storia!!!

Siamo in pieno covid, e non possiamo più allenarci in palestra. Tra vari dpcm e divieti cerchiamo di capire come possiamo andare avanti! Sappiamo però che possiamo fare attività all’aperto e quindi ci muoviamo per trovare soluzioni. Non ci mettiamo molto perché baciati dalla fortuna (più o meno), vicino alla palestra Don Milani di Ospedaletto di fronte alla chiesa ce un campetto e cominciamo lì.

Purtroppo riducendo le ore, adattando l’attività ai vari regolamenti ma è pur sempre meglio che non fare niente!!!

Primo giorno!
Iniziamo con il primo gruppo i 2008/09 alle ore 15. Dopo un po’ sento dal cortile di una delle case lì vicino una voce: OHHH YEEEEE…
Mi giro per vedere!
Mi trovo davanti questo ragazzino con una palla da Basket verde/nera e un cerchio che ci guarda. Occhi brillanti e pieni di energia. Mi guarda e mi fa di nuovo: OHHH YEEEE…
Mi strappa un sorriso.

Secondo giorno!
Ore 16 con i 2011.
Me lo trovo già al campetto col padre. Mi si avvicina di corsa con la palla in mano. Prendo paura perché non me l’aspettavo. Il padre mi rassicura e mi dice: stai tranquillo perché è solo contento!
Gli rispondo: ah lo vedo.
Lui si avvicina e mi fa: OHHHH YEEEE… poi va verso il canestro tira e Cioff… canestro.
Va bè ci sta… penso… fortuna…
Riprende e tira ancora… e ancora canestro! Rimango a bocca aperta.

Il 3 giorno si affaccia dalla finestra e tifa da dentro!
E così passano i giorni e lui in un modo o nel altro è li… È lì al campetto a giocare prima di noi… oppure a giocare dal cortile di casa oppure da dentro casa a guardarci!

Capisco subito che è un ragazzo speciale. Ma è speciale per la voglia e per l’energia che possiede. Vi giuro… vedo l’amore per la Pallacanestro e per il gioco in questo ragazzo. È innamorato del Basket più di me probabilmente.
Il padre si avvicina la 2a settimana e parliamo un po’. Vorrebbe fare parte del gruppo.

Io dispiaciuto gli rispondo che purtroppo non riuscirei a gestirlo nel contesto di una squadra, almeno che non troviamo un educatore qualificato che lo possa affiancare durante gli allenamenti. A volte penso che qualcosa di scritto ci sia e che nulla succede per caso! Bisogna avere la sensibilità di cogliere. E soprattutto bisogna ringraziare quello che si ha.

(Parentesi) Sensibilità che i miei ragazzi e i genitori dei miei ragazzi hanno perché hanno colto e accolto subito.
Se le cose non vanno proprio al meglio bisogna andare avanti e mostrare la tua energia, i tuoi occhi e il tuo cuore come ha fatto il nostro nuovo Leone.

E alle mille difficoltà che ti si presentano gli fai: OHHHH YEEEE…

Signore e signori vi presentiamo col numero 43: CAUÔ.

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