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Il rischio di nuova ondata

Gnassi su zona gialla: "Non abbiamo spento le luci, tocca a noi tenerle accese"

In foto: il sindaco Gnassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 4 dic 2020 19:08 ~ ultimo agg. 19:16
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Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi commenta l’annuncio del passaggio dell’Emilia Romagna dalla zona arancione a quella gialla, in vigore da domenica. Notizia positiva che ripaga i sacrifici fatti ma i numeri dicono che non c’è da abbassare la guardia, spiega il primo cittadino.


“L’Emilia Romagna da domenica torna in zona gialla. Sicuramente una notizia positiva, la certificazione che i sacrifici di queste ultime settimane hanno portato risultati importanti. Un ‘cambio di colore’ però che ci deve guidare a comportamenti responsabili, per non inficiare i risultati raggiunti e che potrà,  con buon senso e responsabilità, dare la possibilità a tutti di vivere le prossime settimane non come vorremmo, ma con meno limitazioni.  

Il pensiero va a chi soffre, a tutto il personale medico e sanitario. Ai lavoratori e agli operatori economici colpiti dalle chiusure. Se è vero che le misure prese si sono rivelate efficaci, è alterttanto vero che ora, con la ripresa di alcune attività, molto dipenderà dal comportamento di ciascuno. Vanno rispettate rigorosamente le regole. E ci auguriamo che, rispettando tutti le regole, anche gli operatori economici più colpiti in questo periodo possano avere un minimo di sollievo.  

I numeri ci dicono che non c’è da abbassare la guardia, che il rischio di una terza ondata di contagi è dietro l’angolo. La nostra sanità sta reggendo: nonostante le difficoltà, il sistema tiene, riuscendo anche a proseguire nell’attività extra-Covid, garantendo la chirurgia, l’oncologia, mantenendo alta la qualità oltre che la quantità del servizio. Guai però a dare tutto questo per scontato, perché scontato non è. Una nuova ondata di contagi potrebbe rischiare di compromettere l’enorme lavoro che quotidianamente medici, infermieri, personale sanitario svolgono con enormi sacrifici. Ecco perché alla vigilia del ritorno alla ‘zona gialla’ abbiamo il dovere di continuare come fatto finora ad essere responsabili, mettendo il bene della collettività davanti all’individualismo. Saranno festività anomale e incerte, ma solo ognuno di noi può contribuire a renderle più serene, targhettandoci verso un 2021 che grazie alla scienza e ai vaccini ci potrà consentire di ripartire.  

Sarà un Natale particolare ma sarà comunque Natale. Ecco perché non abbiamo voluto spegnere le luci, luci che significano speranza. Sappiamo bene, però, che ora tocca a tutti noi mantenerle accese”.