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operazione della gdf

Anziano truffato: conto corrente ripulito e gioielli spariti. Tre fratelli denunciati

In foto: l'oro sottratto all'anziano
di Lamberto Abbati   
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gio 3 dic 2020 12:04 ~ ultimo agg. 4 dic 09:27
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Al termine di articolate attività di polizia economico-finanziaria, i finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno dato esecuzione questa mattina ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, su beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 2 milioni di euro, nei confronti di un 45enne di Coriano, il quale, abusando del rapporto di fiducia che aveva instaurato con un uomo novantenne, è riuscito a truffare e derubare l’anziano di ingenti somme di denaro e di oggetti preziosi.

Le investigazioni del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno consentito di dimostrare che l’indagato principale, dopo aver carpito la fiducia dell’anziano, proponendosi di aiutarlo nella gestione del suo patrimonio e delle pratiche connesse, si era appropriato fraudolentemente, grazie alla delega ottenuta per operare sui conti correnti della vittima, della somma di oltre 460mila euro, emettendo alcuni vaglia circolari a nome di propri congiunti o di società a sé riconducibili, prospettando all’anziano la possibilità di effettuare un investimento in obbligazioni con rendimenti molto vantaggiosi.

In aggiunta a ciò, aveva stipulato, all’insaputa del novantenne, un contratto assicurativo a nome dell’anziano, sfruttando la disponibilità di dati e documenti di cui era venuto in possesso, per poi inscenare e denunciare un falso sinistro finalizzato a beneficiare indebitamente lui stesso di un indennizzo assicurativo in qualità di persona danneggiata. Come se non bastasse, sempre il principale indagato si era impossessato di 49 preziosi (anelli, collane e monili) appartenenti all’anziana vittima, per un valore di circa 17mila euro, dopo averlo indotto ad assumere degli psicofarmaci, spacciati per integratori prescritti da un medico.

L’indagine delle fiamme gialle, coordinata dal pm riminese Luigi Sgambati, svolta anche con accertamenti bancari, ha portare a ricostruire altre gravi condotte poste in essere dall’indagato in concorso con i suoi due fratelli. I reati ipotizzati a loro carico sono anche quelli di riciclaggio e auto-riciclaggio, per aver reimpiegato il provento dei reati commessi nella propria attività aziendale o per estinguere alcuni debiti contratti da uno dei fratelli, e quello di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per aver costituito, insieme ai due fratelli, un “trust immobiliare di famiglia” al fine di consentire al principale indagato, già debitore del Fisco per oltre 600mila euro, di sottrarsi ad ogni tentativo di riscossione coatta dell’Agenzia delle entrate.

Al termine delle indagini l’autorità giudiziaria ha emesso perciò un decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità che è stato eseguito dai militari riminesi, apponendo i sigilli non solo ai conti corrente dell’indagato, ma anche a due ville di pregio.

 
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