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su Icaro tv alle 20:35

La storia di Roberta, guarita dal tumore alle ovaie. Guarda la puntata

In foto: Roberta Zinno nello studio di tutta salute
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 3 nov 2020 12:20 ~ ultimo agg. 5 nov 13:24
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Oltre il Covid ci sono altre storie. Il tema della puntata di questa sera a “Tutta salute” alle 20:35 su Icaro tv, canale 91, è il tumore alle ovaie. Ogni anno, in Emilia-Romagna oltre 400 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico e 270 muoiono a causa di questa patologia: solo il 39% delle pazienti colpite sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. A Rimini si registrano oltre 40 nuovi casi l’anno di tumori maligni dell’ovaio (sono stati 43 nel 2019). Ospiti in studio con la giornalista Lucia Renati, il dottor Marco Stefanetti, responsabile Ginecologia Oncologica dell’Ospedale Infermi di Rimini e referente del comitato territoriale di Loto Onlus a Rimini e Roberta Zinno, una donna che ha sconfitto il tumore alle ovaie dopo essere state in cura presso l’Ospedale Infermi.

Ci sono 11 milioni di italiani con tumori e malattie del cuore. Molti pazienti oncologici, hanno visto sospendere le loro terapie o i loro interventi perché gli ospedali erano in piena emergenza. Dall’inizio della pandemia, la paura del contagio ha allontanato dagli ospedali circa il 20% dei pazienti oncologici, che avrebbero dovuto essere sottoposti a trattamenti utili. Si sono ridotti di oltre il 50% i ricoveri per infarto quando in Italia, ogni anno, quasi 220.000 cittadini muoiono per patologie cardiovascolari, circa 179.000 per cancro.
Numeri che si riflettono anche nei decessi per coronavirus: il 17% delle persone che muoiono a seguito di complicanze del Covid-19 è costituito da pazienti oncologici, il 70% è iperteso, il 27% soffre di cardiopatia ischemica, il 16% di scompenso cardiaco e l’11% di ictus. Nei primi cinque mesi del 2020 in tutto il mondo sono stati effettuati un milione e 400 mila screening in meno nei reparti oncologici rispetto agli scorsi anni.

Cos’è il tumore alle ovaie: 

Le ovaie sono due organi ognuno dei quali delle dimensioni di una grossa mandorla (o di un fagiolo), di circa tre centimetri di diametro (dipende dall’età), una a destra e una a sinistra all’utero, cui sono connessi dalle tube.
Le loro funzioni sono due: produrre ormoni sessuali femminili e ovociti, cellule riproduttive femminili. Ogni mese, quando la donna è fertile e non in stato di gravidanza, le ovaie producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere fecondato. Il cancro all’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo, il più delle volte le cellule epiteliali (ovvero non quelle che producono gli ovuli). In Italia il tumore dell’ovaio colpisce circa 5.200 donne ogni anno, secondo le stime del Registro Tumori, ed è la quinta neoplasia maligna più diffusa tra le donne, dopo il cancro al seno, all’intestino, al polmone e all’utero.
Tra i fattori di rischio per il cancro dell’ovaio c’è l’età: la maggior parte dei casi insorge dopo l’ingresso in menopausa, tra i 50 e i 69 anni. Tuttavia, come vedremo, il tumore alle ovaie può insorgere a qualsiasi età. Esiste però un altro fattore di rischio: secondo una stima del National Cancer Institute, una percentuale tra il 7 e il 10 per cento di tutti i casi di tumore dell’ovaio è il risultato di una alterazione genetica ereditaria.
Ogni anno, in Emilia-Romagna oltre 400 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico e 270 muoiono a causa di questa patologia: solo il 39% delle pazienti colpite sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. A Rimini si registrano oltre 40 nuovi casi l’anno di tumori maligni dell’ovaio (sono stati 43 nel 2019).
Il tumore dell’ovaio non dà sintomi nelle fasi iniziali. Per questo è difficile identificarlo precocemente. Sono tre i sintomi che le donne dovrebbero tenere presente: addome gonfio, aerofagia, bisogno frequente di urinare. Secondo gli esperti si tratta di sintomi spesso sottovalutati in quanto comuni ad altre patologie minori. Se questi sintomi si presentino insieme (o in rapida sequenza) all’improvviso, con aggiunta di una sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto, allora occorre prestare particolare attenzione. In tal caso, per avere la diagnosi, è consigliabile richiedere al ginecologo una visita, una semplice ecografia pelvica o transvaginale e la palpazione dell’addome.

Cos’è LOTO onlus? Loto è un’associazione no profit che nasce con il preciso intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell’ovaio. Il comitato territoriale di Rimini si unisce alla rete Loto già presente a Bologna, Parma, Forlì, Ancona. L’obiettivo è sostenere tutte le pazienti e i loro familiari con informazioni chiare e complete sulla malattia, sulla diagnosi e sulla terapia, aiutandole a superare i momenti di incertezza e paura che accompagnano la diagnosi di questa neoplasia.

Qual è il percorso diagnostico e terapeutico delle pazienti affette da carcinoma ovarico? “Presso il nostro ospedale a Rimini – dichiara il dottor Stefanini – le pazienti con questa diagnosi sono prese in carico a 360 gradi vengono accolte da una equipe di 24 specialisti, in grado di affrontare il tumore ovarico sotto diversi aspetti. Radiologi, oncologi, chirurghi, anestesisti, nutrizionisti e persino infermieri dedicati seguono le donne in cura. Sono fondamentali per una cura adeguata che negli ultimi anni sta puntando la propria attenzione sull’oncogenetica, sulla qualità di vita delle pazienti e sulla possibilità di preservare la capacità riproduttiva qualora ce ne siano le condizioni”.

 
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