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domenica 29 novembre 2020
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In Emilia Romagna

Cosa accadrà al calcio locale con il nuovo DPCM?

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 19 ott 2020 10:03 ~ ultimo agg. 20 ott 12:53
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Non c’è troppa chiarezza su cosa succederà al calcio dilettantistico con il nuovo DPCM presentato domenica sera dal premier Conte.

Partiamo dagli adulti. Stoppati i campionati di Terza Categoria, mentre per quelli di Seconda la situazione è poco chiara perché si tratta di campionati regionali ma che in alcune regioni, come l’Emilia Romagna, vengono gestiti (per una questione organizzativa) a livello provinciale. E allora, cosa succederà? Si dovranno fermare o potranno andare avanti? La Figc Delegazione di Rimini con il suo presidente, Domenico Magrini, già da domenica sera si è messa in moto per cercare risposte ad alcune questioni. I referenti delle diverse delegazioni emiliano-romagnole porranno la situazione all’attenzione del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, perché si faccia portavoce anche a livello nazionale sugli effetti dello stop per le società sportive.

Continueranno regolarmente i campionati dalla serie A alla Prima Categoria. Ci vorranno due-tre giorni per avere un quadro definitivo della situazione. Intanto le squadre (anche quelle di Terza Categoria) potranno continuare ad allenarsi a patto che venga rispettato il distanziamento e senza fasi agonistiche. Vietate quindi le partitelle. Stop anche al calcio degli enti di promozione sportiva che non hanno un interesse regionale. Il Dpcm, infatti, alla lettera e) recita: “Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Coni, Cip e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali”. 

Non sono consentite gare e competizioni delle gare agonistiche di base. E qui passiamo al settore giovanile. Questo vuol dire che i giovani potranno continuare ad allenarsi (ma anche in questo caso si parla di allenamenti individuali, quindi del tutto simili a quelli dell’immediato post-lockdown) ma non potranno giocare partite. Discorso diverso per le squadre giovanili di società professionistiche, che potranno continuare l’attività.

L’attività di base nelle scuole della Figc è stata ovviamente bloccata.