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Due anni di indagini

Operazione pony express. Incensurati gestivano grosso giro di spaccio

In foto: Conferenza operazione Pony Express
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 8 set 2020 13:59 ~ ultimo agg. 9 set 11:23
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Due pony express che oltre ai pacchi portavano droga, un pizzaiolo, un personal trainer, un cameriere ed un operaio. Erano tutti incensurati e sconosciuti alle forze dell’ordine i membri del gruppo che aveva messo in piedi sulla piazza riminese una importante attività di spaccio, sgominata dopo circa 2 anni di indagini dai carabinieri di Rimini, con l’operazione “Pony Express“.

La droga per lo più marijuana ma anche cocaina arrivava dalla Spagna , dal ravennate, dalla provincia di Roma, e dalla Brianza. A capo del sodalizio un pizzaiolo 26enne italiano, già arrestato a giugno del 2019 e oggi a piede libero dopo alcuni mesi di carcere. Cinque gli arresti eseguiti all’alba di questa mattina, con due persone in carcere e tre ai domiciliari. Tutti dovranno rispondere di detenzione e spaccio di stupefacenti, per un giro di affari di circa 1 milione di euro.

L’organizzazione era ben architettata: il pizzaiolo si occupava di far arrivare sul territorio grandi quantitativi di droga che poi tramite i pony express, un ucraino e un pakistano, veniva suddivisa in piccole parti e fatta avere ai “custodi” e agli spacciatori al dettaglio, tutti italiani, tra i 20 e i 30 anni. In questo modo il 26enne tendeva a minimizzare le perdite, in caso di sequestro, ed evitava di essere arrestato nel caso fosse stato fermato e trovato con lo stupefacente. Nel corso dell’operazione al  26enne sono stati sequestrati beni per un valore di 480mila euro, come profitto del reato di spaccio: in particolare una porzione di immobile di cui è proprietario, conti correnti, e un’automobile.

Il pizzaiolo, che aveva per lo più traffici con Spagna, la Brianza e Roma, faceva affari anche con un altro grossista, un albanese 32enne, residente a Savignano che la droga la reperiva nel ravennate e la faceva arrivare nel riminese. A dicembre dello scorso anno gli erano stati sequestrati 950 grammi di marijuana. L’uomo è stato arrestato questa mattina.

L’operazione è una costola della indagine Frutta Market del 2017 durante la quale emerse che il 26enne, che sembrava figura marginale, in realtà era uno dei più grossi fornitori della zona. I carabinieri cominciarono a seguirne le tracce fino a quando a fine 2018 scoprirono che aveva acquistato 150 chili di marijuana proveniente dalla Spagna. Lo stupefacente arrivò a bordo di un TIR e parte della merce, 70 Kg., fu scaricata e messa su un furgone in un’area di sosta privata a Santarcangelo, a due passi dall’uscita dell’autostrada. Subito dopo lo scambio fu sequestrata dai militari. In quell’occasione venne arrestato in flagranza uno dei corrieri, il pakistano.

Gli arresti di questa mattina riguardano oltre il grossista albanese, uno spacciatore 28enne, nullafacente, entrambi in carcere. Uno dei due pony express, un ucraino 29enne, e altri due spacciatori, uno dei quali fratello di quello finito ai Casetti, sono ai domiciliari.  Precedentemente erano già stati eseguiti altri cinque arresti, tra cui quello del “capo”, il pizzaiolo. In totale, durante l’operazione sono stati sequestrati 83 chili di marijuana, 392 grammi circa del tipo cocaina e di oltre 56 mila euro in contanti, provento dell’attività di spaccio.

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